martedì 18 luglio 2017

Come funziona la FED — E perché è un problema





di Frank Shostak


Ci vengono spesso chiesti i meccanismi con cui il Federal Reserve Board influenza il livello dei tassi d'interesse negli Stati Uniti e se questi meccanismi influenzino anche il livello dell'offerta monetaria statunitense. È da tempo che si ritiene che la FED non gonfi e contragga l'offerta monetaria, ma agisca semplicemente per orientare i tassi d'interesse. Lo scopo di questo breve articolo è quello di chiarire come funziona la FED e l'impatto che hanno le sue operazioni sull'offerta di moneta.

Il mercato principale attraverso cui la FED adegua i tassi d'interesse è il mercato dei fondi federali. Ma cos'è?

Le istituzioni depositarie, come le banche commerciali, mantengono una parte del denaro che viene depositato presso di loro nelle banche Federal Reserve. Il denaro che le banche commerciali depositano presso la FED è anche etichettato come riserve.

Le banche hanno bisogno di suddette riserve per soddisfare i loro requisiti di riserva e per poter liquidare le transazioni finanziarie. Quando vengono presentati assegni ad una banca, essa deve avere i soldi per rimborsarli.

In un giorno particolare ci sono alcune banche che hanno più riserve rispetto a quelle necessarie, cioè hanno delle riserve in eccesso. Al contrario, ci sono banche che hanno troppo poche riserve, cioè hanno una carenza di riserve.

L'esistenza di eccessi e carenze di riserve tra le diverse istituzioni depositarie costituisce una piattaforma per un mercato di queste riserve, che sono anche denominate fondi federali.

Il tasso d'interesse applicato ai fondi federali è chiamato tasso dei fondi federali. Questo è il tasso applicato ai prestiti a breve termine — per lo più prestiti overnight.

Il veicolo principale che impiega la banca centrale statunitense per influenzare la quantità di denaro nell'economia, è l'acquisto e la vendita di asset. Nel quadro attuale, tuttavia, la FED non sta tentando d'influenzare direttamente l'offerta monetaria attraverso l'acquisto e la vendita di asset nel mercato aperto.

Piuttosto la banca centrale statunitense mira a portare il tasso dei fondi federali ad un livello, o target, specifico, il quale ritiene possa consentirgli di raggiungere una crescita economica stabile e non inflazionistica.

Una volta che viene impostato l'obiettivo, è ruolo del Federal Open Market Desk assicurarsi che l'obiettivo sia mantenuto su base giornaliera.

Di regola, una volta annunciato l'obiettivo, il mercato tende a portare il tasso d'interesse verso il target in attesa che la FED abbia successo nel raggiungimento del suo obiettivo.

Per riuscire a mantenere il tasso intorno al target prestabilito, l'Open Market Desk della FED sorveglia vari fattori che hanno il potenziale d'interrompere l'equilibrio tra domanda e offerta dei fondi federali.

Una volta individuati questi fattori perturbanti, gli operatori del FED li contrastano con l'acquisto o la vendita di asset sul mercato.

Molti fattori hanno un potenziale significativo per agire come principali "ostacolatori" in questo contesto.



L'attività del Ministero del Tesoro USA

Il primo di questi è l'attività del Tesoro statunitense, che ha un conto presso la Federal Reserve in cui mantiene un bilancio per pagare e ricevere diversi pagamenti governativi.

Quando, ad esempio, gli individui pagano le tasse al Tesoro USA, ciò comporta un aumento del suo conto presso la FED. Allo stesso tempo, questo riduce le riserve delle istituzioni finanziarie che hanno depositi presso la FED per l'ammontare delle somme da pagare al Tesoro USA (in quanto tale denaro viene ritirato dalle banche commerciali da parte dei contribuenti). Quindi ciò che vediamo è un calo nell'offerta dei fondi federali.

Questo calo nell'offerta delle riserve, o l'offerta dei fondi federali, ceteris paribus, infonde una pressione al rialzo sul tasso d'interesse dei fondi federali. Di conseguenza il tasso dei fondi federali sul mercato, in assenza dell'intervento della FED, tende ad aumentare al di sopra del suo obiettivo. Al fine di mantenere il tasso dei fondi federali a livello di quello previsto dalla banca centrale, quest'ultima è costretta ad agire sul mercato acquistando asset come i titoli del Tesoro USA.

Si noti che questo pagamento delle imposte provoca un calo temporaneo dell'offerta di riserve nel mercato dei fondi federali. Tale calo delle riserve non ha alcun effetto sull'offerta di denaro. Quando un contribuente paga $1,000 in tasse al Tesoro USA, i suoi soldi vengono trasferiti al Tesoro USA — non ci sono cambiamenti nell'offerta di denaro. Eppure la FED, per proteggere il suo obiettivo riguardo i tassi a fronte di denaro che lascia il mercato dei fondi federali, pompa nuova moneta.

Quindi la riscossione delle imposte da parte del Tesoro USA comporta un aumento dell'offerta di moneta, mentre la FED interviene per mantenere in piedi il target sul tasso dei fondi federali.

Al contrario, quando il Tesoro USA spende i soldi — vale a dire, diminuiscono i suoi depositi presso la FED — aumentano le riserve delle banche commerciali e pertanto aumenta l'offerta dei fondi federali. Di conseguenza, per una determinata domanda, questo infonde una pressione al ribasso sul tasso dei fondi federali.

Per evitare che il tasso di fondi federali scenda sotto il suo obiettivo, la banca centrale vende asset eliminando così i soldi dall'economia.



Cambiamenti nella domanda di moneta

Un secondo e potenziale disgregatore del target del tasso dei fondi federali, è una variazione nella domanda di denaro.

Se aumenta la domanda di denaro dei singoli individui, si riducono le riserve delle banche detenute presso la FED.

Sebbene questo di per sé non vada a modificare l'offerta di moneta (poiché il denaro lascia semplicemente le banche e finisce nelle tasche degli individui), il livello ridotto dei fondi federali sul mercato infonde, ceteris paribus, una pressione al rialzo sul target della FED riguardo il tasso d'interesse dei fondi federali.

In risposta a ciò, la FED è costretta a pompare denaro acquistando asset.

L'aumento della domanda di denaro comporta pertanto un aumento dell'offerta di moneta causato dal pompaggio monetario (ossia, acquisti di asset nel mercato aperto) da parte della banca centrale.

Al contrario, se scende la domanda di denaro da parte degli individui, ceteris paribus, la FED è costretta a prendere soldi dall'economia vendendo asset per evitare che il tasso dei fondi federali scenda al di sotto del suo target.



Attività economica forte e crisi

Una terza fonte di potenziale perturbazione del target della FED riguardo il tasso d'interesse di riferimento, è un rafforzamento dell'attività economica — ad esempio, a causa dell'impatto espansivo di una politica monetaria allentata precedente. Il rafforzamento dei prestiti bancari a seguito del boom ciclico e del conseguente aumento dei depositi a vista richiede maggiori riserve, il che a sua volta porta ad un rafforzamento della domanda di fondi federali.

In questa situazione la FED deve intervenire per impedire che il tasso dei fondi federali cresca, e lo fa con l'acquisto di asset — vale a dire, gonfiando l'offerta monetaria.

Inoltre, in tempi di crisi economica, la caccia alla liquidità da parte delle istituzioni finanziarie può infondere una forte pressione al rialzo sul tasso dei fondi federali. In questo caso, al fine di evitare che il tasso aumenti notevolmente al di sopra del suo obiettivo, la Federal Reserve avvia un significativo acquisto di asset — aumenta l'offerta dei fondi federali in linea con il forte aumento della domanda.

Tanto per ripetere, la conservazione del suo target costringe la FED ad intervenire e quindi a gonfiare l'offerta monetaria.

Si noti che una volta che viene impostato il target riguardo il tasso d'interesse, in assenza di qualche modifica nell'offerta o nella domanda di fondi federali, qualsiasi pompaggio monetario da parte della FED porterà il tasso fortemente al di sotto del suo target, ceteris paribus. In altre parole, affinché la FED aumenti l'offerta di denaro tramite il pompaggio monetario senza sconvolgere il tasso dei fondi federali, ci deve essere un innesco appropriato — ad esempio, un aumento della domanda di denaro da parte della popolazione, o un aumento delle entrate fiscali del Tesoro USA.

In entrambi i casi la FED sarebbe obbligata a pompare denaro per impedire che il tasso dei fondi federali superi il suo target.

Sembra pertanto che, nell'attuale quadro di riferimento, la FED svolga un atto di bilanciamento passivo. Aggiusta la domanda di denaro ed il pompaggio monetario non viene visto come un impegno attivo. Infatti gli stessi funzionari della FED hanno dichiarato ufficialmente nei documenti del Consiglio dei Governatori che la banca centrale statunitense non sta stampando soldi.

Quando in uno scambio con i lettori sul sito della rivista Time, il 22 dicembre 2010, venne chiesto al capo della FED — al tempo Ben Bernanke — perché la FED stesse creando dollari "dal nulla", egli rispose che la FED non stava stampando denaro.

Infatti per la maggior parte degli economisti e dei commentatori, l'aggiustamento in relazione alla domanda di denaro non è considerato come stampa di denaro ma, al contrario, un'azione necessaria per mantenere l'economia lungo un percorso di stabilità economica. Dunque si ritiene che la FED impedisca squilibri nell'offerta e nella domanda di denaro.

Si noti che seguendo questa logica il ruolo della banca centrale sarebbe sempre quello di soddisfare la domanda di denaro. In mancanza di questa operazione, verrebbe ostacolato suddetto equilibrio e si potrebbe generare una crisi economica.

La realtà è che, indipendentemente dal fatto che il pompaggio monetario sia effettuato in modo passivo (attraverso meccanismi come quelli sopra descritti) o attivo, esso rappresenta una cosa sola: l'inflazione artificiale dell'offerta di moneta da parte della banca centrale.

In questo modo si mette in moto uno scambio di nulla (denaro ex novo creato "dal nulla") per qualcosa e, di conseguenza, ciò porta alla deviazione di ricchezza da coloro che la creano a coloro che la sprecano — innescando il ciclo boom/bust.



Azzardo morale ignorato ed espansione monetaria alimentata dalle banche

È importante notare — e raramente lo si nota — che l'azione passiva della FED nel mercato dei fondi federali garantisce la disponibilità di liquidità monetaria sufficiente per impedire alle banche di andare fallite durante il processo di liquidazione (denominato anche regolamento di scambio).

Così facendo, la banca centrale agevola la continua espansione del credito da parte delle banche commerciali, il che a sua volta comporta un aumento dell'offerta di moneta.

Indipendentemente dal modo in cui si consideri la questione, quindi, senza l'esistenza della banca centrale non potrebbe avvenire un'espansione monetaria sostenuta.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


2 commenti:

  1. La banca centrale è il tutore tecnocratico del privilegio dell'oligarchia politicofinanziaria che sta in cima alla piramide del potere moderno. Né più né meno di questo.

    Sono un pragmatico. Conosco perfettamente i limiti del cosiddetto voto rappresentativo e pertanto non mi faccio alcuna illusione particolare. Ma so perfettamente chi sono i miei avversari, come operano e cosa vogliono. Mi accontento di agire sui piani disponibili restando coi piedi per terra, perciò consapevole dei limiti e dei rischi del mio tentativo.
    Mi sento intimamente un libertarian all'americana e, tanto per chiarirlo, non vedo nulla di male nel girare con un deterrente difensivo legato alla cintura e sempre ben in vista.
    Sono un convinto sostenitore della teoria austriaca del ciclo economico ed aborro la pianificazione centrale in tema monetario così come il diritto positivo pervasivo ed illimitato.
    Odio l'aggressione dell'interventismo economicosociale come di quello in politica estera.
    Ma nego, in questa situazione, alcun senso pratico all'astensionismo snob perché la guerra è e sarà lunga e difficile e la secessione individuale tutt'altro che semplice e risolutiva.
    Pertanto, senza contraddizione, voterò contro l'oligarchia politicofinanziaria internazionale ed i suoi fantocci locali. Probabilmente mi toccherà subire l'oligarchia politicofinanziaria locale, ma la riduzione dimensionale del potere e la sua più facile identificazione vanno nella direzione giusta e questo è qualcosa assai più vicino del tracollo finale dell'intero sistema.
    Pertanto, appena potrò, voterò e voterò populista convintamente.

    RispondiElimina