mercoledì 4 novembre 2015

La stupida tesi per prolungare la ZIRP





di David Stockman


So che prendersela con un vecchio che sarebbe dovuto andare in pensione tempo fa è come sparare sulla croce rossa, ma il capo economista di Dow Jones/MarketWatch, Irving Kellner, ha pubblicato qualcosa di veramente stupido, cosa che merita una risposta per le rime — soprattutto dopo i suoi 40 anni a Wall Street come economista presso Chase, Chemical and Manufacturers Hanover, ecc.

Sposando la tesi dell'ennesimo ritardo nell'innalzamento dei tassi, Kellner ha offerto questa gemma di rara bruttezza:

Ogni giorno porta con sé un nuovo motivo per cui la Federal Reserve dovrebbe riflettere prima d'innalzare i tassi d'interesse. [...] Innanzitutto c'è stato il recente tonfo dei prezzi delle azioni.

Eh? A quanto pare i ribassi ora sono "tonfi" e non sono più consentiti.




In realtà, speravo in una serie di motivi migliori per giustificare tale ritardo. Ahimè, le cose invece sono peggiorate!

Non che Kellner abbia scorto una recessione in agguato dietro l'angolo, la quale potrebbe essere stata segnalata dalla recente "correzione" nel mercato azionario.

No, in realtà il mercato ha inciampato per paura che la FED potesse interrompere la festa, e secondo lui questo è un motivo sufficiente per far scorrere il denaro facile per l'ottantunesimo mese consecutivo:

Sono state avanzate una serie di ragioni per spiegare questo tonfo, ma una sola è quella fondamentale: al mercato azionario non piaceva l'idea che i giorni del denaro facile, il quale ha mantenuto le azioni a galla, stavano per finire.

Porprio così. La tesi per l'accomodamento monetario è che Wall Street preferisce un ambiente accomodante.

Detto in altro modo, la FED e le altre banche centrali hanno generato una bolla talmente mostruosa e incendiaria che non osano rischiare di bucarla — anche se questo significa perpetuare a tempo indeterminato la follia assoluta della ZIRP.

Infatti, nel suo rimbambimento precoce, Kellner ha sostenuto esattamente questo. La FED deve mantenere i tassi allo zero perché tutte le altre banche centrali stanno facendo la stessa cosa.

Un altro motivo per cui la FED deve far rimanere dove sono i tassi, è che la maggior parte delle altre banche centrali sta facendo la stessa cosa. Un atteggiamento restrittivo da parte della FED in un momento d'allentamento globale, aggraverebbe solamente i suoi effetti sia a livello nazionale sia a livello internazionale.

Beh, è proprio così, ma questo è esattamente il problema. Negli ultimi 20 anni ci siamo ritrovati in un periodo di "allentamento globale". A causa della folle stampa di denaro da parte del convoglio delle varie banche centrali, è stata epurata dal sistema economico la nozione stessa di disciplina finanziaria e di price discovery onesto nei mercati monetari e in quelli dei capitali.

Sin da quando Greenspan ha salvato le grandi banche di Wall Street all'epoca della crisi del peso nel 1994 e la Cina di Deng ha usato la stampante monetaria rossa per svalutare del 60% il RMB nello stesso anno, i bilanci delle banche centrali sono saliti freneticamente. Da una base combinata di circa $2,000 miliardi, ora hanno raggiunto i $22,000 miliardi.

Per i casinò finanziari non stiamo parlando di spiccioli. Stiamo parlando di una montagna di credito, ed è cresciuta del 13% l'anno per due decenni — quasi senza tregua.

Di conseguenza l'economia globale è stata saturata con un ammontare insostenibile di $200,000 miliardi tra debiti pubblici e privati; con un'immensa quantità d'investimenti improduttivi, capacità in eccesso e pressioni deflazionistiche; e con prezzi degli asset notevolmente e sistematicamente falsificati a causa della massiccia intrusione delle banche centrali nei mercati finanziari mondiali.

Inutile dire che l'epicentro di questa deformazione monetaria senza precedenti, è stato lo Schema di Ponzi rosso della Cina. Ma secondo le luci keynesiane di Kellner, questa piramide di credito da $28,000 miliardi è una sorta di "centrale elettrica" economica che sta soffrendo di una leggera perdita di potenza, fornendo l'ennesimo motivo per ritardare un aumento dei tassi:

Ci sono crescenti preoccupazioni riguardo lo stato dell'economia cinese. Fino a poco tempo fa era una centrale elettrica che contribuiva a spingere molte altre economie. Ultimamente, però, la domanda proveniente dalla Cina ha rallentato, trascinando giù i prezzi delle commodity.

Poi c'è la solita nenia di un ritorno ai vecchi tempi quando il keynesismo "funzionava". A quanto pare 25 punti base in più nei canyon del Wall Street — tassi che Main Street può vedere solo col binocolo — sgretoleranno esportazioni, costruzioni e automobili:

[...] tassi d'interesse più alti saranno come un freno per la ripresa nascente. Danneggeranno le esportazioni, incoraggiando le importazioni. La restrittività in materia monetaria danneggerà anche i tassi d'interesse di settori sensibili come le automobili e gli immobili.

Oh, suvvia. Questo vecchio pazzo rimbambito sta dicendo che se non ci sarà più denaro quasi gratis, scomparirà anche la prosperità dell'economia di mercato. Non sia mai che i secoli di progresso economico prima del 1995 — quando i tassi d'interesse non sono mai scesi a zero — possano suggerire il contrario.

La tesi sciocca di Kellner a favore di una maggiore ZIRP può essere decisamente arretrata e stupida, ma è anche la tesi della stragrande maggioranza degli economisti di Wall Street. Come Kellner, sono stati ipnotizzati dalla magia della stampante della FED... tanto che non riescono a vedere l'incendio nella foresta perchè assorti a guardare un solo albero illeso.

Bene, ecco la foresta. La FED è seduta su una polveriera. Come il mio collega, Lee Adler, ha fatto notare l'altro giorno, l'eruzione del credito della Federal Reserve a partire dai primi anni '90, ma soprattutto dopo la crisi finanziaria, ha inondato il sistema bancario con riserve in eccesso.

Vale a dire, i cosiddetti fondi "necessari" sono nel range dei $95 miliardi, ma le riserve in eccesso parcheggiate presso la FED di New York ammontano a $2,600 miliardi. Quindi, come mostrato di seguito, le massicce emissioni di credito della FED non hanno mai lasciato i canyon di Wall Street.




Inutile dire che questo enorme serbatoio di denaro ha causato un'inflazione travolgente, ma nei beni che sforna Wall Street — azioni e obbligazioni — non nei prodotti e nei servizi creati da fabbriche, negozi e uffici di Main Street.

Sembra che Kellner e i suoi compari di viaggio si siano persi anche questo. Infatti la ragione principale per cui la FED dovrebbe continuare ad inflazionare i prezzi degli asset finanziari già drasticamente gonfiati, è che le sue misure d'inflazione al consumo rimangono ben al di sotto del target del 2%:

Non a caso, il tasso d'inflazione rimane ben al di sotto del range ricercato dalla FED.

Beh, ovviamente. La grande montagna di riserve in eccesso creata dalla stampante nell'Eccles Building può essere gestita dalla FED di New York, ma l'inflazione ruggente che ha scatenato nei prezzi degli asset finanziari s'è diffusa a macchia d'olio attraverso il sistema finanziario globale.

Di conseguenza, due decenni di credito a buon mercato quasi illimitato hanno caricato l'economia mondiale con livelli impressionanti di capacità in eccesso nel settore energetico, nel settore minerario, nel settore manifatturiero, nel settore dei trasporti e nel settore della distribuzione. Ma come il crack-up boom nelle materie prime e nei beni strumentali, questa deformazione alimentata dalle banche centrali s'è trasformata in una deflazione implacabile.

Detto in altro modo, le banche centrali dei paesi sviluppati insistono sul fatto che devono tenere i tassi del mercato monetario allo zero perché non c'è abbastanza inflazione al consumo. In realtà, è stata la mastodontica inflazione del credito degli ultimi due decenni che ha potenziato la deflazione attualmente in atto.




In realtà, la folle stampa di denaro da parte della FED negli ultimi due decenni, avrebbe causato un crollo tonante del dollaro se le altre banche centrali non avessero acceso le proprie stampanti. Così facendo hanno emesso una marea di yen, won, yuan e real per agganciare i loro tassi di cambio al dollaro, acquistando enormi quantità di bond sovrani statunitensi e di altri paesi sviluppati.

Questa cascata di denaro non solo ha impostato un minimo artificiale al tasso di cambio del dollaro, sopprimendo pertanto l'inflazione interna degli USA, ma ha anche alimentato l'emissione di migliaia di miliardi di dollari off-shore da parte di governi e corporazioni esteri. Cioè, i money manager statunitensi affamati di rendimenti hanno ingoiato $10,000 miliardi tra obbligazioni estere intrinsecamente rischiose e prestiti — una quota elevata di quest'ultimi emessi dai mercati emergenti — in un disperato tentativo di battere i loro punti di riferimento e continuare a gestire i loro AUM (asset under management).

Infatti il miglior modo per constatare la deformazione monetaria degli ultimi due decenni, è quello d'osservare la crescita esplosiva dei bilanci delle banche centrali e delle cosiddette riserve valutarie fra i quattro principali settori dell'economia mondiale (esclusi Stati Uniti ed Europa).




Inutile dire che tutte e quattro le banche centrali indicate qui sopra sono paragonabili agli scarafaggi dei motel: hanno acquistato passività in dollari e in altre valute dei paesi sviluppati, vendendole solo raramente. Gli stati petroliferi, per esempio, durante il boom ventennale del credito hanno mantenuto i loro tassi di cambio piatti come una tavola, nonostante ampi avanzi nelle partite correnti anno dopo anno. Di conseguenza, negli ultimi 15 anni lo stato patrimoniale delle banche centrali degli stati petroliferi è esploso da $150 miliardi a più di $1,000 miliardi.

Ovviamente questo stesso modello è stato copiato dagli esportatori mercantilisti come il Giappone, la Corea del Sud e Tiawan, nonché dalla madre di tutti gli esportatori mercantilisti: la macchina del capitalismo rosso cinese.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


3 commenti:

  1. utopico scandaloso dna4 novembre 2015 14:41

    Repetita juvant. E Stockman ripete ogni volta gli stessi sacrosanti concetti.
    Da commentatore assiduo non mi è facile scrivere qualcosa di diverso dal solito. Perciò, da uomo pratico di mezza età ed amante della semplificazione contro la complicazione ogni volta che è possibile, stavolta faccio una proposta non originale, ma intrigante. Niente di economico. Proposta tutta politica, ahimè!

    Premessa: statalisti e costruttivisti sociali di ogni tipologia, clientelisti e profittatori di ogni tipo e dimensione, turbofinanzieri e corrotti vari, andate tutti a fare in culo dal più profondo del cuore.
    Detto questo, se c'è una grande bomba da disinnescare e non è affatto garantita la propria sopravvivenza nonostante precauzioni e distanza, non si può stare solo a ripetere: ve lo avevo detto che stavate armando una bomba incontrollabile e quando scoppierà saranno soprattutto cazzi vostri. No, non è ragionevole anche se è giusto.
    Bisogna disinnescarla. Perché le conseguenze potrebbero prendere una piega molto diversa da quella sperata.
    Nessuno di noi vuole confische, bail in, patrimoniali, war on cash, ZIRP e NIRP imposte con la forza, controlli ulteriori e percorrere tutta la via verso la schiavitù e forse verso una guerra. No, nessuno di noi sceglierebbe di tagliarsi le palle per fare dispetto alla moglie. Perciò, il tanto peggio tanto meglio non è una opzione di buon senso.
    Pertanto, consapevole dello scandalo che susciterà la mia proposta politica, consapevole del rischio concreto di dare sollievo soprattutto a tutti quelli mandati bellamente a fare in culo in premessa, consapevole dei vostri strali indignati e sacrosanti...
    propongo la remissione totale del debito pubblico e privato a livello globale. Remissione totale globale reciproca.
    Siamo in una situazione mai vista prima. Dobbiamo trovare il coraggio di una soluzione mai vista prima.
    Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Non sono parole mie... ;)

    Qualcuno deve dire la verità. Il mondo intero è indebitato in modo insostenibile a causa di una serie precisa di errori ed azzardo morale. L'esito di questa situazione può essere catastrofico per tutti, responsabili e non. Non c'è altra soluzione che concordare a livello globale una via di uscita che eviti l'autodistruzione. E poi non si dovranno ripetere gli errori e consentire gli azzardi che ci hanno, volenti o nolenti, portato qui.

    N.B.: so bene che una proposta simile l'ha fatta più volte quell'idiota neokeynesiano di Krugman. Tant'è. Ma in un mondo dominato dal ragionamento politico è improbabile l'emergere prorompente di un ragionamento economico sensato. Molto più probabile l'emergere di ragionamenti politici autoritari e distruttivi. Pessimismo della ragione, ahimè!
    Perciò, ammissione delle cazzate, ammissione dell'immensità del rischio, remissione dei debiti, cambiamento di paradigma nella direzione della libertà.

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    1. Ciao Dna.

      Il cuore degli articoli di Stockman è sempre lo stesso: la misallocation delle risorse scarse a causa delle politiche delle banche centrali causa distorsioni e deformazioni all'interno dell'ambiente di mercato che devono essere corrette. È un concetto semplice. Sebbene sia facile d'assimilare non tutti gli individui sono in grado di farlo. Perché? Perché la maggior parte degli individui no riesce ad estrapolare i concetti alla base dei discorsi poiché incapace di seguire lunghe catene di ragionamenti. Per questo riporto molto spesso gli articoli di Stockman, sebbene alla fine il suo messaggio sia sempre lo stesso. Eppure ci sono individui che ancora non l'hanno compreso.

      Nonostante tutte le prove fornite da questo blog, ci sono individui che ancora credono nella bontà e nell'onestà del mercato azionario odierno. Credono che, ad esempio, Poste Italiane abbia fatto bene a quotarsi in borsa. Non vedono la pericolosità per l'investitore medio. Non vedono il meccanismo alla base del sistema economico odierno. Non ritengono il denaro fiat uno strumento danneggiante la libertà individuale. Questo perché non riescono a seguire lunghe catene di ragionamenti. Si accontentano di quelli spiccioli spacciati dai media mainstrea. La propaganda statale l'ha capito ed è per questo che i suoi slogan sono corti ed "efficaci". Ho presentato un articolo su questo punto sul Mises Italia.. Per questo solgo ripetermi. Per questo solgo presentare articoli che ripetono concetti già analizzati. Agisco in base a questa massima: "Vi spiego come e perché." Ormai credo tu lo sappia Dna, ma c'è chi ancora non l'ha capito e c'è bisogno di una mole di "prove" tale da impedire loro di fare critiche sconclusionate. I nsintesi, la mia strategia è sempre stata questa: mai lasciare il fianco (intellettuale) scoperto.

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    2. Ciao Francesco

      Nel mio commento non c'è nulla contro la martellante ripetizione degli stessi concetti sacrosanti. Fai benissimo ad insistere perché stai martellando un muro secolare di falsità ed illusioni. E fa bene Stockman a non mollare.
      Il mio commento propone una soluzione utopistica e carica di controindicazioni ed effetti collaterali, ma, per quanto improbabile, nasce dalla constatazione preoccupata della piega che stanno prendendo gli eventi nella inconsapevolezza ed ignoranza dei più. Insomma, intuire la direzione e riconoscerne il percorso non può bastarci. Siamo in territori inesplorati. Non possiamo vedere e prevedere la catastrofe imminente immaginando di avere i mezzi per scansarla, per quanto razionali e corretti siano i nostri ragionamenti logici e le nostre soluzioni individuali. Potrebbero essere illusioni. Potrebbero essere pie illusioni dinanzi ad una catastrofe inimmaginabile. La mia proposta può essere assurda, ma vuol provare a cambiare binario prima di arrivare al ponte in fiamme.

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