lunedì 19 ottobre 2015

Perché l'insider trading dovrebbe essere legale





di Bill Bonner


TIVOLI, New York – Fa caldo qui nella valle del fiume Hudson.

La gente se la prende comoda, seduta sulle panchine all'ombra. Abbiamo dovuto comprare un condizionatore per refrigerarci. Eppure ancora si suda... e rimaniamo in attesa del fresco della sera.

I mercati oggi sono stati poco brillanti. Un po' su. Un po' giù. Languidi, ondeggiando lentamente a ritmo dell'estate.

Ci siamo concentrati sulla tecnologia – a volte direttamente, spesso di sbieco.

Ma oggi, diamo un'occhiata a come reagisce il mercato azionario alle nuove tecnologie.

Gli investitori dovrebbero guardare avanti. Si suppone che debbano scovare i guadagni futuri dei titoli tecnologici e capire il loro valore attuale.

Non che possano sapere all'istante il valore di Twitter o Tesla. Ma i mercati riguardano sempre la scoperta di prezzi sulla base d'informazioni pubbliche che scorrono tra gli investitori.

Il problema è che i federali hanno distorto... contorto... e addirittura contraffatto queste informazioni. Le hanno falsificate per il bene del popolo, per proteggerlo dai presunti speculatori avidi.

L'intera struttura della regolamentazione federale è una truffa – almeno quando si tratta di mercato azionario.

In primo luogo, i federali hanno affermato di voler creare un "campo di gioco livellato" vietando "l'insider trading".

Se possedete informazioni privilegiate – per esempio, come il ragioniere di un'azienda potenzialmente dalle uova d'oro... o l'avvocato che è a conoscenza di una fusione imminente – dovete girarvi dall'altro lato.

Il "front-running" – acquisto o vendita in anticipo rispetto alla pubblicazione ufficiale delle informazioni – è contro la legge e nel 1934 il Congresso istituì una burocrazia speciale – la Securities Exchange Commission – per farla rispettare.

Ma la SEC non ha mai livellato il campo di gioco. Invece l'ha ingarbugliato ancora di più.

Chi sapeva qualcosa non ne avrebbe dovuto trarre vantaggio. Quindi informazioni simili sono diventate ancor più preziose.

Ecco perché così tanti investitori hanno rivolto lo sguardo al "private equity". Gli addetti ai lavori nelle aziende private hanno potuto tradare tutte le informazioni privilegiate che avevano.

La legge vieta agli addetti ai lavori di manipolare a proprio vantaggio un'azione quotata in borsa.

Ma c'è una strana deroga per la gente che controlla una società pubblica. Per esempio, GM annuncia un piano di riacquisto d'azioni proprie. Spenderà $5 miliardi per riacquistare le proprie azioni sul mercato aperto e poi le cancellerà. (Ciò fa salire l'utile per azione di tutte le azioni in circolazione, rendendole di cosneguenza più preziose.)

Perché una casa automobilistica – di recente resuscitata dal mondo dei morti grazie a generose donazioni da parte dei federali – prenderebbe il suo capitale prezioso e lo darebbe al management (sotto forma di stock option più preziose) e agli azionisti (sotto forma di prezzi delle azioni più elevati)?

Ecco la risposta: i dirigenti di GM e i loro azionisti (soprattutto hedge fund) hanno unito le forze per manipolare al rialzo le azioni e ritrovarsi in tasca lauti bonus.

L'Harvard Business Review scrive quanto segue:

Gli hedge fund torneranno anno dopo anno ad abbeverarsi alla fonte dei riacquisti d'azioni di GM fino a quando il flusso di cassa non rimarrà ancora una volta a secco.

I contribuenti e i lavoratori dovrebbero condannare i riacquisti d'azioni nel mercato aperto. I riacquisti d'azioni manipolano il mercato azionario e peggiorano le condizioni della maggior parte degli americani.

Però i federali non dovrebbero vietare i riacquisti d'azioni; l'insider trading dovrebbe essere legale per tutti.

E inoltre i federali non dovrebbero salvare gli addetti ai lavori. Il governo ha salvato GM per la somma di $50 miliardi in cambio di una quota di partecipazione azionaria del 61%.

Ma alla fine del 2013 Washington è stato in grado di vendere l'ultima delle sue azioni di GM... per una perdita "solo" di $11 miliardi.

Come?

La FED ha giocherellato con i prezzi delle azioni... spingendo verso il basso il cosiddetto tasso "privo di rischio" sulle obbligazioni. (Un tasso più basso significa meno costi d'opportunità per gli investitori nel mercato azionario.)

Basta guardare le valutazioni odierne delle aziende tecnologiche. Sono sopra le righe, proprio come lo erano al culmine della bolla dot-com nel 2000. Non sono spinte a livelli altissimi da un calcolo prudente sulle entrate previste, ma dalla ZIRP della FED.

Questa conclusione, tra l'altro, è stata rafforzata dal nostro sguardo alle case automobilistiche di 100 anni fa.

Questo sì che è stato un settore che è cambiato!

Era così promettente e così pieno di nuovi partecipanti che si poteva a malapena camminare per Shelby Street a Detroit, rischiando d'essere investiti da un'automobile di cui non avevate mai sentito parlare.

La maggior parte di queste aziende sono andate in rovina nel giro di pochi anni. Poche, però, sono prosperate.

Il prezzo delle azioni di GM si mosse appena tra il 1915 e il 1925 – quando l'azienda era una delle maggiori storie di successo della più grande e nuova industria tecnologica che il mondo avesse mai visto.

Ma poi, nel 1927, l'influente presidente della FED di New York, Benjamin Strong, diede al mercato "un po' di whisky."

La FED non solo acquistò $445 milioni di titoli di stato, con conseguente incremento delle riserve bancarie, ma ridusse anche il suo tasso di rifinanziamento chiave dal 4% al 3.5%.

Dopo di che sono partite per la tangente! Le azioni di GM sono salite del 2,200%.

In altre parole, allora – come ora – i prezzi dei titoli tecnologici sono stati manipolati dai federali.

Il credito a buon mercato – non un calcolo onesto dei guadagni previsti – è la sola cosa che ha fatto impennare GM alla fine degli anni '20.

Ed è il motivo per cui oggi le nostre aziende tecnologiche da miliardi di dollari stanno volando così in alto.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


3 commenti:

  1. "Come loro meglio par, se la suonano e se la cantano. E tra loro tutto fanno. Soluzione saper vuoi? Lontan dal lor giochetto stai."
    L'opposto della "cultura del rischio da recuperare" promossa dai media politico-finanziari mainstream che si comportano come i falsi vincitori che vi attirano al gioco delle tre carte.

    Bonner parla delle informazioni privilegiate dalle quali, per legge, non si dovrebbe trarre profitto. Cosa del tutto insensata perché inevitabile. Ad impossibilia nemo tenetur. Quante volte al giorno, ogni giorno, ci troviamo dinanzi all'asimmetria informativa? Praticamente, ogni volta che abbiamo necessità di "risposte appropriate" da altri alle nostre esigenze del momento.
    Ed allora come evitare le fregature?
    "Con gli occhi ben aperti stai! La responsabilità possibile, in prima persona, prima di fidarti, assumiti!"
    Cioè, non fidandosi della SEC o di altri certificatori ufficiali se non dopo che la loro reputazione è stata verificata nel tempo.
    E qui, con un minimo salto logico, si ritorna alla rendita di posizione.
    Perché?
    Perché la rendita di posizione guadagnata sul campo (la reputazione nel libero mercato) è ben diversa dalla rendita di posizione acquisita per vicinanza alle stanze del potere (reputazione millantata o conferita d'autorità).
    "Ovvio, pare a me."
    Perciò, prudenza!

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    1. Riporto le parole di verità e saggezza di Gerardo Gaita (http://www.rischiocalcolato.it/2015/10/contante-libero-una-rondine-non-fa-primavera.html) che possono commentare splendidamente l'iperregolazione statale della quale si parla nell'articolo di Bonner.

      "l legalismo formalistico, sofisticando tutte le garanzie, ci fa scivolare verso un autoritarismo sempre più compiuto. Il benessere e la libertà sono inscindibilmente legati ad un’economia di libero mercato e dunque al rispetto della proprietà privata e della libertà di scelta economica. Lì dove proprietà privata e libertà di scelta economica non sono favorite e protette o addirittura siano state abolite non vi può conseguentemente essere né benessere né libertà in senso pieno. Nel momento in cui le regolazioni statali, sotto il pretesto di una presunta opportunità economica e/o di sicurezza per tutti, divengono omnipervasive, allora vuol dire che nella realtà si sta decidendo di anteporre sempre più prepotentemente i fini imposti di pochi con danno per i fini di tutti gli altri. Non appena proprietà privata e libertà di scelta economica vengono rimosse o sostanzialmente annichilite tutte le libertà politiche e le carte dei diritti si trasformano in un inganno giacché all’individuo si lascia esclusivamente il diritto di obbedire mentre l’impoverimento e l’imbarbarimento divengono un fatto sempre più diffuso."

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    2. Ciao Dna.

      E' utile ricordare che il progressivo furto delle libertà individuali non è stato compiuto senza il beneplacito di parte della popolazione, la quale s'è lasciata raggirare dal miraggio del denaro fiat. La corte di apologeti ed intellettuali a difesa della stato prospera attraverso l'effetto Cantillon che garantisce loro una ridistribuzioni della ricchezza reale. Nell'ultimo mese sto percependo, da come vengono attaccati i miei articoli, che c'è preoccupazione tra le fila dei clientelisti. Il marasma causato dalla distruzione di un price discovery onesto e dalla continua deformazione dei mercati monetari, sta presentando il conto. Ciò richiederà alla pianificazione centrale una maggiore centralizzazione. Non s'è tirata indietro, infatti.

      I clientelisti non rinunceranno facilmente ai loro privilegi. Una dopo l'altro tenteranno di eradicare le libertà individuali in modo da tenere a bada la dinamicità del mercato. Saremo inondati di propaganda e commentatori senza uno straccio di teoria economica ma che, sfoggiando pistola e distintivo, affermeranno di volere "stabilità" e "ordine". Niente di quello che sta pianificando lo stato avverrà. Perché? Due parole: rendimenti decrescenti. Ricordate, lo stato può aggirare le leggi economiche, non può violarle. Un esempio è la terza assenza in sei anni delle misure COLA per la preveidenza sociale statunitense. Lo stato pensa di poter annichilire l'individuo privadolo progressivmente delle sue libertà; nella sua cieca e presunta onniscienza non si accorge che è la libertà che lo sta smembrando pezzo dopo pezzo.

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