lunedì 29 giugno 2015

Quanto ancora possono durare gli Stati Uniti?



Ricordo a tutti i lettori che è in vendita il mio libro "L'Economia E' un Gioco da Ragazzi". Manoscritto incentrato sulla diffusione delle idee della Scuola Austriaca attraverso spiegazioni e analisi semplificate e dirette. Una presentazione adatta ad un vasto pubblico, a dimostrazione che per capire l'economia non è necessario un gergo tecnico ma solo logica e buon senso. Il libro è disponibile sia su Lulu.com sia su Scribd.


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di Fred Reed


E' possibile che gli Stati Uniti si disgreghino de facto o formalmente?

Me lo chiedo spesso. Il paese non è un luogo felice in cui vivere. Oggi è più consapevole, risentito e diviso, a livello politico, a livello regionale, a livello razziale, a livello sessuale e a livello di classi sociali. I ricchi prosperano e la classe media affonda. Tre grandi blocchi razziali si guardano negli occhi con paura e ostilità. La sinistra controlla i media e il governo contro i desideri di gran parte del paese, imponendo un'ingegneria sociale che è profondamente antipatica. Le femministe fanno la guerra agli uomini, e distruggono le scuole e le università. Washington è ampiamente detestata. Regole, leggi e regolamenti mai votati spuntano in ogni dove, aumentando il fardello burocratico è l'invasività burocratica. Molti vogliono tirarsene fuori. La questione è come farlo.

Una disgregazione non avverrà attraverso una secessione armata. C'abbiamo provato ma con scarsi risultati. Avverrà, e se avverrà, a gradi, senza nessun avvertimento, ignorando silenziosamente il governo centrale. E' un processo che è già iniziato. Resta da vedere se andrà avanti.

Non è chiaro se i federali potessero impedirlo. In realtà, quant'è potente Washington? Pensiamoci. La marijuana è illegale secondo la legge federale, ma il Colorado e lo stato di Washington l'hanno resa legale e l'hanno fatta franca. I federali non hanno arrestato i governatori o inviato truppe. Da allora, l'Alaska e Washington DC hanno legalizzato l'erba. Altri stati sembrano pronti a seguire l'esempio. A meno che Washington non faccia qualcosa di sbalorditivo e lo faccia presto, gli stati impareranno che possono ignorare i federali.

Chi potrebbe gradire la secessione? Quasi certamente i latino-americani. In quattro stati — California, Texas, Arizona e New Mexico — i latino-americani hanno (o ce l'avranno presto) una maggioranza demografica, il che significa che alla fine avranno la maggioranza dei voti.

Ciò non significa che i bianchi e i marroni finiranno in un combattimento politico mortale. In gran parte del paese i latino-americani e i bianchi vanno abbastanza d'accordo. Ciò significa che l'influenza ispanica, già adesso potente, lo diventerà ancora di più. Può significare (o forse no) che i latino-americani, come i neri, si aggregheranno escludendo i bianchi e avranno pochi incentivi a mescolarsi. Perché? A loro piace la loro civiltà, il loro cibo, la loro musica e la loro cultura. Quello che vogliono in America è la prosperità.

Per generalizzare, ma non tanto, gli ispanici hanno più cose in comune col Messico che con Washington. I bianchi in molti stati occidentali hanno poco in comune con Washington e il Nord-Est.

E qui le cose diventano interessanti. L'immigrazione clandestina è, chiaramente, illegale — anche se un presidente nero e un procuratore generale nero, probabilmente per una certa ostilità razziale nei confronti dei bianchi, stanno facendo tutto il possibile per aumentare la popolazione ispanica degli Stati Uniti. Ma come può un presidente fermare una cosa del genere? Troppi interessi vogliono che questa situazione vada avanti. Costruire una recinzione lungo il confine è pura fantasia, così come la revoca della cittadinanza per diritto di nascita. L'afflusso continuerà e i nuovi figli non potranno essere rispediti indietro. Infine otterranno il diritto di voto.

La conseguenza, ormai inevitabile, è che il Sud-Est diventerà più messicano. Più è grande una minoranza, più sarà difficile fargli fare cose che non vuole fare.

Ora la California rilascia patenti di guida ai clandestini. La polizia non è autorizzata a chiedere lo status d'immigrazione. Si parla di permettere ai clandestini di votare alle elezioni comunali, cosa che accelererebbe la messicanizzazione. Queste misure e provvedimenti analoghi li avvicinano a diventare cittadini della California, ma non d'America.

Il lento trasferimento di poteri ai latino-americani avanza a ritmo sostenuto. Il New York Times: "LOS ANGELES — La California sta sfidando lo status storico della cittadinanza americana con misure che permettano ai non-cittadini di sedersi nelle giurie... e di aprire la pratica anche per coloro che sono qui illegalmente. È una tendenza nazionale che comprende la concessione di patenti di guida e istruzione statale ad immigrati clandestini..."

Sì.

New York sta riflettendo su una legge simile.

La ribellione contro la legge federale è una cosa ormai comune. Ad esempio: "Rep. Luis Gutierrez (D-Ill.) dice che Chicago è la città più amichevole della nazione nei confronti degli immigrati, in quanto fa in modo di non collaborare più con le autorità d'immigrazione quando si tratta di espellere o separare le famiglie."

Un membro del Congresso degli Stati Uniti, e un presidente degli Stati Uniti, sfidano la legge federale. Questo è uno scollamento degno di nota.

Che cosa può fare Washington se stati e regioni andranno per la propria strada? Se grandi gruppi di persone smetteranno di pagare le imposte sul reddito? Un evasore fiscale può essere arrestato, cinquantamila no. Un problema per i federali è che se la polizia di uno stato si rifiuta di far rispettare le leggi federali, i federali dovranno farlo da soli e non hanno i numeri per farlo. La resistenza passiva è difficile da perseguire, il gradualismo non ne offre il pretesto, le nuove generazioni sembrano meno preoccupate per l'immigrazione rispetto a quelle vecchie e una risposta violenta da parte di Washington comporterebbe rischi politici spaventosi.

Così mentre i quattro stati Sud-Occidentali diventano sempre più latino-americani, che cosa succederà se elimineranno il confine con il Messico? Ovviamente non la metterebbero in questi termini. Probabilmente non lo direbbero affatto, ignorando la sovranità federale. In un mondo globalizzato, l'idea stessa di sovranità sembra meno importante che in passato. Credo che i giovani si preoccupino poco dell'identità nazionale.

Come farà Washington ad imporre la sua volontà? Invierà l'esercito? Bombarderà Los Angeles?

Il risultato potrebbe essere un'integrazione de facto col Messico — imprese che operano su entrambi i lati del confine, come se non ci fosse un confine, un flusso completamente libero di persone e cose.

In passato l'unità solida degli Stati Uniti esisteva perché la gente la voleva. La base era un paese in gran parte bianco, cristiano, di cultura europea. Nessuno metteva in discussione queste cose perché non vi era alcun motivo per metterle in discussione. Le minoranze erano abbastanza esigue da doversi conformarre alla cultura dominante. La gente condivideva le stesse idee di moralità, educazione, criminalità, musica, religione, abbigliamento, costumi e patriottismo.

Tale unità se n'è andata per sempre. Il vecchio sistema è stato sostituito, ma non da un altro sistema, come in Giappone, Cina o Corea, bensì dal caos civile. Una legge del comportamento umano prevede che le persone vogliano vivere tra persone come loro. Un'altra prevede che a loro non piaccia essere governate da persone che detestano. A chi piace Washington oggi?

Un'altra possibilità di secessione si trova a Sud. Il Mississippi, lo stato più scuro, è per il trentasette per cento nero. Anche se non ci è permesso di dirlo, l'ostilità razziale dei neri verso i bianchi è intensa. Mentre i bianchi possono votare (almerno per ora) per un candidato nero — è così che siamo arrivati ad ​​Obama — i neri votano in blocco per i candidati neri. (Se la memoria serve a qualcosa, Obama ha ottenuto il 93% del voto nero.)

Se la percentuale di neri in Mississippi crescerà fino ad un punto di svolta, i bianchi verranno sorpassati (che di solito è quello che accade, anche se non dovremmo dirlo per essere politically correct) e lo stato potrebbe diventare uno "stato nello stato" — dipendente da sussidi federali, sì, ma senza la fedeltà o la cultura in comune con la società bianca. Non urgerebbe più il bisogno di obbedire alle leggi federali.

Datemi del pazzo, ma aspettate venti anni.

Chiunque sia interessato al Messico farebbe bene a leggere Manana Forever di Jorge Castañeda.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


13 commenti:

  1. Una cronaca semplice che dimostra come i cambiamenti veri si realizzino sempre piano piano ed al margine.
    Così anche gli USA non sono più quelli di una volta.
    Ma c'è negli USA un'agenzia che riesce ancora a tenere insieme ed a compattare le etnie, le razze, in parte anche le differenze sociali: le forze armate, con la loro propaganda ed i loro pasti e stipendi certi.
    Non è un bene quando sono gli eserciti ed il patriottismo connesso gli unici elementi di coesione di popoli diversi per cultura e mentalità.
    Ricorda sempre di più la caduta dell'Impero Romano d'Occidente.

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    1. Ciao dna.

      Un lento sgretolamento. Cosa ci si poteva aspettare da una nazione che si è lasciata illudere dal miraggio dei pasti gratis? Un esempio in ordine cronologico è la decisione della Corte Suprema di approvare i sussidicontenuti nell'Obamacare. Si sventola il feticcio delle cure sanitarie per tutti a titolo gratuito. Non esiste niente di tutto ciò. "A che prezzo?" Non dico gl ieconomisti della Scuola Austriaca, ma leggere Adam Smith avrebbe messo in allerta chiunque avesse visto sventolarsi in faccia la proposta di qualcosa di presumibilmente gratuito.

      Infatti, l'Obamacare non è altro che l'ennesimo escamotage per raccogliere fondi attraverso un aumento della tassazione. Perché? Perché il Medicare, insieme alla Previdenza Sociale, sono i due programmi che porteranno a fondo i conti dello zio Sam. Le passività non finanziate di questi due programmi statali sono gigantesche. Le contorsioni a cui stiamo assistendo per permettere al sistema di durare un giorno in più sono diventate davvero comiche.

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    2. Ciao Francesco,
      Non affezioniamoci troppo ai rappresentanti istituzionali di un luogo, ma dispiace vedere la patria della più grande liberazione ideologica dall'oppressione tirannica finire come sta finendo.
      Ed è pur vero che lo slancio iniziale durò poco. Arrivarono i federalisti di Hamilton e le cose presero un po' alla volta la solita direzione del potere accentratore. La libertà è la conquista più fragile.

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  2. http://www.zerohedge.com/news/2015-06-28/keynes-great-depression-and-coming-great-default

    Gary North, l'altra America.

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  3. Questo testo mi ricorda "la seconda guerra civile americana" di Joe Dante. Però se Reed ha ragione a questo punto urgerebbe ripensare l'idea di immigrazione, anche da parte dei libertari. Da quel che so Rothbard era favorevole a libere politiche migratorie, mentre quello che più è opposto a tale visione è Hoppe.

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    1. Probabilmente è solo questione di buon senso del limite.
      Il limite è un concetto da riscoprire. La nostra società ha reso la morte, il limite per antonomasia, un tabù da rimuovere, da nascondere. No limits è l'ubriacatura del successo. No limits in etica, no limits all'interventismo politico in economia e nelle relazioni internazionali, ecc...
      Il limite invece è il confine della propria esistenza, della privacy, della proprietà privata, della propria libertà responsabile. Limiti al l'immigrazione disordinata sono buon senso, semplice buon senso.
      Senza buon senso i costi da pagare diventano altissimi.

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  4. Ci sono segnali che i gruppi ispanici in territorio USA siano nel mirino commerciale di Cina e Russia?

    Riccardo Giuliani

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  5. Quanto potrà durare l'euro?

    http://www.24hgold.com/english/news-gold-silver-the-euro-crisis.aspx?article=7084911662H11690&redirect=false&contributor=Alasdair+Macleod

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    1. http://italia.pravda.ru/world/04-12-2006/3956-0/

      Leggetelo fino in fondo. Ne vale la pena.

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    2. Come dicevo qualche giorno fà, il gioco duro della Grecia non si basa più solo sugli indici azionari europei per forzare la mano agli eurocrati, credo si siano fatti avanti altri allocchi pronti a fornire altro denaro gratis alla dolina finanziaria rappresentata dalla Grecia. A Cina e Russia non importa. Soprattutto non importa alla prima, il cui preciso scopo non è quello di abbattere gli Stati Uniti ma semplicemente di "detronizzarli". Coloro che guidano il capitalismo rosso in Cina sono keynesiani. Sono emrcantilisti. Ora come ora non possono uccidere i loro migliori clienti. Gli Stati Uniti sono uno di loro. Ma la pianificazione centrale ha bisogno d'espandersi quando la capacità itnerna raggiunge il limite. La bolla immobiliare cinese ha raggiunto il limite della capacità interna cinese. Bisogna ricordare che il gioco a cui stanno giocando le banche entrali è quello di un soft landing contro un hard landing. conservare il proprio potere è importante. Qualsiasi schema di Ponzi presuppone un tale scopo.

      Oltre all'AIIB, mettere un piede alle porte della NATO è importante per la combriccola capitanata dalla Cina. Quella attuale è una guerra tra bande. Lo è sempre stata. Queste bande però hanno esagerato credendo di poter gestire arbitrariamente nel lungo periodo l'economia di mercato. Il loro scopo, quindi, è sopraffare l'altra banda per prederne le spoglie. Il problema con questa politica andata avanti per decenni ormai, è che la saturazione è stata quasi raggiunta a livello mondiale. Le spoglie da cui predare sono diventate sempre più esigue. Ma le bande sono assuefatte dalla loro strategia. Qualsiasi schema di Ponzi presuppone una tale assuefazione da parte del suo ideatore.

      Alla fine tutti gli schemi di Ponzi falliscono. Quello attuale probabilmente non fallirà con la Grecia, perché il convoglio delle banche centrali non è ancora sconfitto. Non si sono ancora allineate. La storia non è ancora finita. Sono ancora in grado di calciare il barattolo, ma stiamo vedendo come tale barattolo si stia facendo sempre più enorme.


      PS: bella l'intervista a Bukovsky; ho sempre ammirato la sua tenacia e la sua perseveranza nel raggiungimento dei suoi scopi. Se c'è qualcuno da cui si può trarre un qualche insegnamento in fatto di dissesto pratico dell'operato della pianificazione centrale, quello è certamente lui.

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  6. Tenerone Dolcissimo1 luglio 2015 13:20

    Cosa ci puo' dire del FATCA? Che ne dice il Tea Party? grazie e saluti

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    1. Salve.

      Per chi non lo sapesse il FATCA è una legge americana che prevede la schedatura di tutti quei contribuenti americani che hanno depositi bancari all'estero. In questo modo l'IRS può farsi gli affari degli altri attraverso questa legge assurda. Inutile dire che rappresenta l'ennesima invasione della privacy da parte dei pianificatori centrali. Quelle banche che non si conformano si vedranno caricate un surplus fiscale di circa il 30%. Insomma le banche sono diventate delel enormi "banche" dati che devono riportare lo stato patrimoniale dei depositanti direttamente allo stato. Questo è del tutto funzionale ad una raccolta erariale superiore.

      E' decisamente un passo in avanti verso la tirannia. La buona notizia è che prima che si arrivi a tale traguardo, il sistema statale così come lo conosciamo sarà andato in bancarotta.

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  7. Se cerchiamo di capire la Storia degli Stati Uniti dal punto di vista veterano veniamo subito colpiti dalle analogie con l'Impero Romano e il concetto che la Pax Romana assumeva per i romani.

    I romani avevano un problema di immigrazione all'interno dei confini nello Stato e dunque inventarono la Pax per contenere i barbari nelle loro aspirazioni di dominio. Questa è una costante della storia umana che si è anche riflettuta nel medioevo quando la Chiesa assunse Guido D'Arezzo per l'educazione degli incivili ai valori morali occidentali.
    Penso che la società americana abbia da imparare dalla Storia che si ripresenta ineluttabile per salvare la specie umana dal conflitto tecnico-globale che si sta presentando negli ultimi 20 anni.

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