martedì 2 giugno 2015

La forza del dollaro potrebbe invertirsi in un attimo

La cosa che più mi fa sorridere è come alcuni "giornalisti" continuino a ripetere che gli USA siano tornati ad essere la locomotiva del mondo, senza prestare attenzione ai fondamentali. E' qualcosa che capita quando non si studiano attentamente i fondamentali. E' qualcosa che capita quando non si ha una teoria attraverso la quale ponderare le proprie opinioni. Quindi, si limitano a guardare i dati in entrata e a trarre le conclusioni. Alcuni di essi mostrano miglioramenti, come gli occupati a tempo pieno, ma il più subdolo di tutti è senz'altro il PIL. Questa misura macroeconomica è un aggregato di tutto e il contrario di tutto, studiata per rappresentare una realtà distorta. La cosa peggiore che possa contenere il PIL è la spesa pubblica, componente considerata tanto buona quanto il consumo e l'investimento privato. In realtà, la spesa pubblica devia risorse reali lontano dalle mani dei clienti per redistribuirla arbitrariamente laddove una manciata di burocrati ritiene più necessario. L'insostenibilità strutturale di questo processo viene sottolineato dalle varie "cattedrali nel deserto" costruite in nome del lavoro e del bene pubblico, e le varie opere iniziate e mai finite. Poi c'è la sottrazione delle importazioni alle esportazioni. Questo calcolo viene inserito nel conteggio del PIL in virtù della vecchia credenza mercantilista secondo cui le esportazioni sono largamente più importanti delle importazioni. Adam Smith confutò questa eresia, eppure ce la ritroviamo ancora tra i piedi. Infine, c'è il problema dei beni intermedi i quali sono sottratti dal calcolo finale poiché si vuole evitare un "doppio conteggio". Di conseguenza si tiene conto solo dei beni finali e della loro vendita al pubblico. In questo modo si minimizza una grande fetta della produzione economica, mentre si sopravvaluta il consumo Non andando in profondità la stampa mainstream si perde i pezzi per strada, fidandosi ciecamente dei dati in entrata: futuro roseo. Poi arrivano notizie come questa: graduale fallimento di Chicago. "Inspiegabilmente" questo futuro tanto roseo non è. Ma perché? Nessuno lo dice. Nessuno scava in profondità. E per l'ennesima volta verranno colti di sorpresa. Quella attuale è una ripresa nei numeri, non nei fatti.
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di James Rickards


L'odierna guerra tra valute è iniziata nel 2010. Il mio primo libro, Currency Wars, uscì poco dopo. Il mondo non è sempre coinvolto in una guerra tra valute, ma quando scoppiano possono durare per molto tempo. Possono durare cinque, dieci, o anche quindici anni — a volte di più.

Non mi sorprende se nel 2015 siamo qui a parlare di guerre tra valute, perché è la stessa di cinque anni fa. In questi ultimi tempi abbiamo assistito a diverse politiche intenzionate a indebolire determinate valute, come è accaduto ad esempio in Giappone, e i giornalisti hanno detto: "C'è una guerra valutaria in corso", o "C'è una nuova guerra tra valute." Ogni volta che sento cose simili roteo gli occhi e penso tra me e me: "No, questa è la stessa guerra tra valute; è solo una nuova fase o una nuova battaglia."

Le guerre tra valute ci forniscono vari spunti di riflessione — infatti, sono una delle cose più importanti nell'economia di oggi. Mi aspetto che tra un anno a questa parte saremo ancora qui a parlarne.

Che cos'è una guerra tra valute?

In genere scoppiano quando nel mondo non c'è abbastanza crescita per rispettare tutti gli obblighi di debito. In altre parole, quando la crescita è troppo bassa rispetto agli oneri del debito.

Quando c'è crescita sufficiente, agli Stati Uniti non importa se qualche paese cerca di svilire il proprio tasso di cambio per favorire le esportazioni. E' una cosa molto piccola se considerata nel grande schema delle cose.

Ma quando non c'è abbastanza crescita, è come se stessimo parlando di un gruppo di persone che muore di fame e lotta per le briciole. Oggi è la stessa cosa.

Oggi tutti si preoccupano dei cross rate currency perché sono un modo sia per promuovere le esportazioni sia per importare inflazione sotto forma di prezzi delle importazioni più alti. Ricordate, quando un paese riduce il proprio tasso di cambio, i cittadini di tale paese devono pagare di più per le merci importate.

Gli Stati Uniti sono un importatore netto. Compriamo più di quello che vendiamo. E così l'impatto immediato di un dollaro più economico si riverbera sui costi delle cose che gli americani acquistano. Se gli Stati Uniti abbassano il tasso di cambio del dollaro, importano inflazione, esattamente ciò che vuole la FED. Quante volte avete sentito dire che la FED è alla ricerca di un tasso d'inflazione al 2%? Persegue questo obiettivo più e più e più volte.

In questo momento, tuttavia, tale target non è stato raggiunto. Nemmeno di striscio. La FED vuole riuscirci — e uno dei modi in cui può farlo è quello di svilire il dollaro. In questo modo promuoverà le esportazioni.

Prendete gli Stati Uniti come esempio. La Boeing Aircraft compete con l'Airbus, in Brasile c'è un'altra società, l'Embraer, e in Canada ce n'è un'altra, la Bombardier. Ci sono tot. costruttori di aeromobili in tutto il mondo; non molti, ma siamo in concorrenza con loro. E così un dollaro più economico, in teoria, consente alla Boeing di vendere un paio di aerei in più, creando posti di lavoro e crescita negli Stati Uniti. Queste cose sono percepite come dei benefici, ma molti di questi benefici sono illusori.

E' una cosa molto, molto attraente per i politici, perché possono dire quanto segue: "E' bello avere un dollaro a buon mercato, perché possiamo creare posti di lavoro."

La realtà, tuttavia, è che non si creano affatto posti di lavoro. Si crea solo inflazione. In realtà si sta meglio con una moneta forte, perché si attirano capitali dall'estero. La gente vuole investire in un'area valutaria forte, e sono tali investimenti e flussi di capitali che creano posti di lavoro. Quindi, come al solito, i politici e i banchieri centrali hanno torto.

Amano scegliere la soluzione apparentemente più facile. In tutto il mondo potete vedere paesi che svalutano le loro divise. Lo fanno essenzialmente tagliando i tassi d'interesse o intervenendo sui mercati. Lo fanno apparentemente per aiutare la crescita, ma non c'è alcuna crescita, solo inflazione.

Pensate ad un gruppo di persone che muore di fame e lotta per qualche briciola. Ecco cosa succede quando c'è troppo debito nel mondo e non basta la crescita. Questa è l'essenza di una guerra tra valute. Sta succedendo ora e continuerà ad andare avanti. Gli spunti di riflessione, come abbiamo visto, non mancano.

Così quando quando si cerca di capire la crescita, quando si cerca di capire la politica dei tassi d'interesse, quando si cerca di capire i settori in cui investire, quando si cerca di capire inflazione e deflazione; a tutte queste grandi questioni su cui si scervellano gli investitori, è possibile rispondervi attraverso la comprensione delle guerre tra valute.

In questo momento il dollaro è forte. Mi piace chiamare l'attuale situazione degli Stati Uniti "la teoria economica di Mick Jagger".

Mick Jagger e i Rolling Stones hanno nel loro repertorio una canzone intitolata "You Can't Always Get What You Want". La FED vuole inflazione, ma questo non significa automaticamente che la otterrà, perché ci sono altre forze al lavoro.

La politica della FED è un tentativo di svilire la valuta e ottenere inflazione, ciononostante il dollaro è molto forte. Un sacco di gente pensa che il dollaro abbia raggiunto il suo massimo storico. Non è così.

Il dollaro ha raggiunto il suo massimo di tutti i tempi a metà degli anni '80, nella prima parte dell'amministrazione Reagan. Se torniamo indietro e guardiamo all'indice del dollaro a metà degli anni '80 – fu proprio quello il massimo di tutti i tempi. Fu anche un buon periodo economico.

Il PIL in termini reali crebbe del 16% in tre anni. Questo significa più del 5% l'anno – una crescita molto, molto più forte di quella che stiamo vivendo oggi. Questo è un buon esempio per quello che sto dicendo: un dollaro forte può effettivamente portare ad una forte crescita, perché si cresce grazie ad investimenti e produttività.

Oggi il dollaro è di nuovo forte, e il motivo è molto semplice: i mercati si aspettano che quest'anno i tassi statunitensi salgano. Si aspettano che i nostri partner commerciali continuino a stampare denaro; vale a dire, i giapponesi e gli europei.

Se siete un investitore, potreste pensare: "Preferisco investire laddove io possa ottenere un ritorno. Se investo in Giappone o in Europa, potrei ottenere un rendimento negativo, perché la valuta sta andando giù e i tassi sono bassi – forse anche negativi. Se investo negli Stati Uniti, otterrò un rendimento positivo in quanto la FED alzerà i tassi e otterrò qualcosa dai miei soldi."

Pertanto gli investitori stanno affollando gli Stati Uniti e questo è il motivo per cui il dollaro è forte. I tassi trasversali, come euro/dollaro o yen/dollaro o qualsiasi altro, sono determinati da flussi di capitale puri e semplici.

In questo momento il capitale fluisce negli Stati Uniti, lontano da questi altri paesi, in parte perché c'è un'aspettativa di forte crescita e tassi più alti.

Ecco perché il dollaro è più forte oggi. La domanda ora è questa: i tassi saliranno nel 2015? Se la risposta a questa domanda è no, e credo che lo sia, allora l'attuale tendenza di un dollaro forte potrebbe invertirsi in un attimo.

Questo è uno degli urti da cui gli investitori devono guardarsi. Potrebbe finire come previsto, ma in realtà penso che ci sono altre forze al lavoro che potrebbero portare ad una rapida inversione di tendenza — soprattutto nel tasso di cambio dollaro/euro. E' una situazione che dovete tenere sott'occhio.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


4 commenti:

  1. E' incredibile come tutto si regga su illusioni. Come queste vengano continuamente rinnovate e rialimentate. Come vengano richieste e bene accolte. Sono rassicurazioni. E tutte dicono: stabilità. Immutabilità. Continuità. Solidità. Fiducia. Fede.
    Le valute fiatmoney rappresentano solo la credibilità di chi le impone e le gestisce.
    Ma, se tutti mentono, a chi credere? Nel più minaccioso?

    Credere in altro. In se stessi. Liberarsi da ogni sudditanza psicologica.
    Dare credito alle proprie libere scelte ponderate e responsabili.
    Scelte di vita.

    Il Potere non è mai credibile. Men che meno se minaccioso. Lasciamolo solo, perché sic transit gloria mundi.

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  2. ma il buon rickards sa che casino è l euro?

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  3. charles murray3 giugno 2015 11:13

    The deterioration of the dollar (and our economy) is a slow process. In 1979 (when we had +18% interest rates and inflation) everyone thought we were close to the end and there were many hard money books, newsletters, gold shops, and prophets of doom. I liked a particular book called How to Prosper During the Coming Bad Years. It made so much sense to me I bought a farm, gold, silver, freeze dried food, water purifiers, and was all set for what never happened. My wife ran off, gold and silver tanked, and that freeze dried food tasted like cardboard so I pitched it. The book was an interesting read, and I like it to this day. The author's perspective was spot on, but rarely is the word trillion even used- he could never imagine debts and spending could be where they are today. In 2000 I went to Italy and found they did not use the last two zeros on items priced in Lira; that's probably what will happen here. I think all these articles and books are right, but the collapse may never happen in our lifetime. Now, I stack silver with the hope of it benefiting my heirs, (or theirs.)

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    1. Hi Mr. Murray.

      I recalled another story while reading your comment. It's about a person who felt alarmed as the Y2K was approaching. A great scholar, a great writer. The end of the last century has been rather anxious for some people, especially for this scholar/writer. Before the new year eve, he wrote many articles about the possible meltdown of our society. The more he explored it… the more he thought about it… the more convinced he became about his arguments. He foresaw millions of people with no money… and then no food. He foresaw riots in the streets… and worse.

      Then he decided to take precautions, stashing food in a rural place where he decided to move with his family. It was far away big cities. No living beings in sight for miles. With his family he began the countdown to the year 2000.

      As we experienced, nothing has happened. Everything has worked as it should. But was he wrong? Was he wrong to give a warning about an event which odds had been only 1 in 1,000 or 1 in 1,000,000? And wasn’t it partly because of him, and others like him, that billions were spent to correct the problem before 2000? I think you should be proud of what you've done. You protected your family because you saw a predictable threat to them; and you still protect them thinking about the future of your heirs.

      Many people doesn't care. Many people didn't care. Relying on their present, they screwed our future. Their long run is our present now. They thought the long run was far away, so they didn't watch over government interventions and other market manipulations. They gave a free ride. As long as the checks kept coming, as long as they could cash in Social Security and Medicare benefits, they gave free rides. They believed to the government propaganda. They believed to the central bankers propaganda. They believed to the mainstream media propaganda. As long as the checks kept coming, they gave free rides. But Boston porfessor Laurence Kotlikoff showed us that this situation cannot go on forever. It has to stop. There are more than $200 trillion in unfunded liabilities pending on Uncle Sam. This means that the checks will not come anymore. This means the state will go bankrupt. That will be the reckoning day. People like me and you are see this coming and we're prepared. What about others? People like me and you will spare a lot of suffering to our heirs. What about others?

      By the way, the famous scholar mentioned above is Gary North.

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