venerdì 5 dicembre 2014

GSIB: calciare il barattolo diventa sempre più insidioso





di Francesco Simoncelli


Le notizie degli ultimi giorni ci forniscono una moltitudine di esempi di come in realtà i burocrati finanziati dalle tasse altro non sono che bugiardi patentati. Ovvero, quando i nodi arrivano al pettine raddoppiano la promessa che avevano fatto in precedenza e si rivolgono alla popolazione (simbolicamente) affinché essa capisca perché è necessario un cambio di rotta. Esso viene annunciato con questa formula: "La situazione è critica, ma se agiamo ora è possibile invertirla." Non si inverte mai. Non è mai accaduto. Coloro che pretendono di avere una sorta di preveggenza azzardano una previsione, ubriacati dalla loro teoria presumibilmente solida. Inutile dire che fanno la figura degli sciroccati una volta che gli avvenimenti dimostrano il contrario di quello che avevano previsto. E' accaduto a Keynes quando nel 1927 disse: "Non avremo più alcun crash nei nostri tempi." E' accaduto a Irving Fisher nel 1928: "Ci potrà essere una lieve recessione, ma niente di paragonabile ad un crash", e nel 1929: "Il mercato azionario pare aver raggiunto quello che è a tutti gli effetti un plateau permanente. Prevedo che il mercato azionario andrà più in alto nelle prossime settimane." Sebbene le loro teorie sarebbero dovute finire nella pattumiera della storia, sono sfuggite a questo destino.

Roosevelt riabilitò Keynes. Friedman, più in là, avrebbe riabilitato Fisher. Al giorno d'oggi abbiamo i vari Martin Wolf e Paul Krugman che pretendono un attivismo oltremisura delle banche centrali. Secondo il loro punto di vista basterebbe essenzialmente questo per smorzare gli "spiriti animali" degli individui e permettere al settore pubblico di colmare il gap della domanda aggregata. Con un semplice schiocco di dita la stagflazione di oggi si trasformerebbe in un periodo di crescita sostenibile senza paragoni. A tal proposito Draghi pare aver scelto di percorrere questa via. Sebbene nessuno l'abbia votato, verrà rotto un patto che sembrava inossidabile circa 14 anni fa. Lo zio Mario è seriamente intenzionato a comprare bond statali, smantellando l'attuale sistema che li considera principalmente delle garanzie ai prestiti che concede la BCE. Si è pronti a fare sul serio. Stavolta è diverso. O almeno così ci viene detto.

Sebbene il QE sia stato un fallimento in Giappone e negli USA, adesso ci proverà Draghi. Gli stress test in realtà sono andati male, ma ovviamente questo non si poteva dirlo palesemente. Soprattutto ora che la FED ha temporaneamente messo in pausa il proprio QE. Perché? Perché il boom petrolifero sul suolo americano ha concesso una tregua e perché l'Europa è in condizioni peggiori. Ma come ancora esistono istituti TBTF (Es. troppo grandi per fallire) negli Stati Uniti, in Europa abbiamo le GSIB (Es. banche importanti a livello globale e a livello sistemico). Questo significa che la generosità della FED finora ha costituito una grande manna per entrambe queste figure.





L'Abenomics sotto steroidi da sola non basta, la BCE non può più restare a bordo campo. La BCE, infatti, ha potuto sgonfiare il proprio bilancio a seguito dell'opportunità garantita dalla FED, la quale ha permesso ai GSIB di ripagare le due tranche di LTRO precedenti. Ciò non ha avuto alcuna influenza sui bilanci di tali istituti, i quali sono stati gravati ulteriormente da investimenti improduttivi a seguito dei loro gioco d'azzardo nel mercato azionario alla ricerca di rendimenti decenti con cui chiudere l'anno in positivo. In un panorama di fondamentali di mercato annacquati, il mercato azionario non è altro che una gigantesca bolla in attesa di scoppiare. La maggior parte del denaro creato dalle banche centrali, infatti, oltre a finire in riserve in eccesso ha infiammato una delle bolle più grandi della storia: quella nel mercato obbligazionario statale. La seconda più grande è quella nel mercato azionario. Main Street, invece, è rimasto sostanzialmente a secco.




C'è poca volontà da parte delle persone di prendere in prestito, e c'è poca volontà delle banche di prestare denaro data l'incertezza nel panorama economico, i fondamentali annacquati e i loro bilanci disastrati.




L'intenzione della BCE, quindi, è quella di salvaguardare questi istituti attraverso l'acquisto di titoli emessi dai GSIB, così da iniettare denaro nelle loro riserve in modo che possano dare una parvenza di stabilità attraverso la conformazione ai rapporti di capitale. Ciò consente un gearing maggiore. Ciò consente un azzardo morale maggiore attraverso scommesse più azzardate. Ciò consente ad entità improduttive di sopravvivere nonostante il parere negativo dell'economia di mercato. Ma un bail-in per un istituto simile è inverosimile in pratica, perché senza la promessa di un bailout e di un pieno appoggio della banca centrale la probabilità di un contagio sistemico mondiale è una cosa certa. Questo significa che l'ultima ruota del carro, i depositanti, saranno fregati due volte. Le cose potrebbero sfuggire di mano senza che nessuno se ne accorga.

Quello che stiamo osservando ora è un cambio della guardia: le principali banche centrali del mondo devono sincronizzare le loro azioni affinché possano fornire all'attuale mercato una parvenza di stabilità. Questo significa che calceranno il barattolo, perché le misure che si vogliono perseguire in Europa non sono altro che una serie di puntelli atti a sorreggere bilanci di istituti GSIB che rappresentano delle vere e proprie bombe ad orologeria.



"CIRCOLARE, NON C'E' NIENTE DA GUARDARE QUI! VA TUTTO BENE!"

La FED ha smesso temporaneamente il suo QE perché lo spettacolo ora è concentrato principalmente su un'Europa moribonda. Ma gli USA non sono affatto "guariti". La stampa mainstream è concentrata sul PIL e sull'occupazione di nuovo ruggente. Ciò non perturba il mantra fornito dalla gilda accademica: "Non agitare le acque." Inoltre, veicola un altro mantra caro alla gilda accademica e all'establishment keynesiano: "I deficit aiutano a superare una recessione." Davvero? Credo che sarò ritenuto "scortese" per quello che ho da dire.

I rallegramenti si sono susseguiti viralmente alla notizia che il tasso di disoccupazione USA fosse sceso al 5.8%, un risultato presumibilmente attribuibile alle politiche della banca centrale e ai suoi sforzi per stabilizzare l'ambiente economico. Può darsi. Come al solito, però, non si distinguono i dettagli e si tende, seguendo ciecamente la teoria sgangherata keynesiana, a considerare superiori gli aggregati. Infatti se guardiamo le cifre del BLS scopriremo che da 7 anni a questa parte i lavori full-time hanno fatto la fine del dodo, lasciando un mondo praticamente incerto sul fronte del lavoro per quelle leve che si affacciano per la prima volta in tale contesto. I part-time sono spuntati in ogni dove. Per non parlare degli scoraggiati i quali hanno deciso di tirare i remi in barca e coloro che si accontentano delle elargizioni del welfare statunitense.




I numeri in questione non indicano una ripresa sostenibile, bensì un'economia che sta dilapidando risorse materiali e risorse umane attraverso l'inflazionamento di vecchie e nuove bolle. Le cifre positive sventolate nel PIL rappresentano una crescita nominale guidata principalmente da una gigantesca bolla nel settore azionario e nel settore obbligazionario. Infatti non ci sono investimenti. C'è ridondanza degli investimenti. Non c'è innovazione, c'è stagnazione tecnologica. I profitti sono legati saldamente ad una euforia artificiale.



Senza un lavoro a tempo pieno, il quale spesso remunera il soggetto con paghe alte e costanti, le nuove leve saranno costrette ad arrancare durante la loro vita ricorrendo alla propria famiglia per sopravvivere. Questi nuclei sono ancora schiacciati dal peso dell'euforia del passato che, sebbene abbiano tentato di alleviarla riducendo la loro esposizione al debito, non riescono a scrollarsi di dosso a causa del panorama economico distorto nei fondamentali. La nebbia della propaganda mainstream vuole una ripresa dei consumi, nuovo indebitamento, vivere secondo quell'illusione di poter spendere soldi che non si hanno senza conseguenza alcuna. Questa illusione è entrata nella mente degli individui sin dal 1971: "Se può farlo lo stato, perché non posso farlo io?" Quindi nonostante il lavoro part-time, si può sfruttare la solvibilità dei propri genitori per accendere nuove linee di credito e accedere a quella vita a cui loro hanno potuto godere tempo addietro. Hanno lavorato duro sia per loro che per i loro figli, pensano che debbano concedere il meglio per loro e che il futuro aggiusterà ogni cosa. Non hanno una visione chiara del futuro a causa di segnali discordanti. Commettono errori.

Gli stessi errori commessi da coloro che espongono i propri stipendi per pagare le rate del mutuo. Gli hedge fund, finanziati dalla generosità della FED, hanno iniziato a rastrellare quante più abitazioni possibili e hanno fatto raggiungere un fondo alla bolla scoppiata nel 2008; essendo amanti dei carry trade stabili, si sono lanciati in una nuova attività "buy to rent". Dato che la maggior parte delle persone negli USA non può permettersi una casa di proprietà, come denotano anche i bassi livelli dei first home buyer, le hanno affittate. Questo ha permesso loro di creare un nuovo tipo di cartolarizzazione non più fondato sui mutui, bensì sui flussi di pagamento degli affitti. Ma con un panorama occupazionale come quello sopra descritto, quanto è sostenibile questa catena?

In realtà non lo è, e se le stesse regole applicate al settore privato per quanto riguarda la bancarotta fossero applicate anche a TBTF, GSIB e settore pubblico, a quest'ora i media mainstream starebbero parlando di come lo zio Sam sia destinato a schiantarsi a terra con un fragore assordante.




Questo trend continuerà su questi binari. Tagliare la spesa? Politicamente inaccettabile. Tagliare le tasse? Fiscalmente suicida. Cosa si farà? Più della stessa cosa. Più deficit. Più burocrazia. Più denaro gratis. Questo significa che sebbene il QE sia stato temporaneamente sospeso, il mercato azionario ai livelli attuali non può fare a meno degli interventi della banca centrale per restare a galla. Gli investimenti improduttivi che hanno generato questa euforia non ne potranno fare a meno. Perché? Perché i $2.5 bilioni di riserve in eccesso create per sostenere artificialmente i TBTF sono ancora tutte lì. Drenare quelle risorse significherebbe esporre il sistema bancario commerciale alle forze di mercato, significherebbe accettare le conseguenze dell'azzardo morale, significherebbe ammettere che la FED rappresenta in realtà un cartello costituito da banche e settore statale. I continui interventi della FED nell'economia di mercato hanno affossato un sano price discovery e un mark-to-market dei titoli commerciati giornalmente. Non solo, ma hanno svilito l'unità monetaria che tutti usano per scambiare.




Nonostante la FED sia riuscita a fare in modo che la maggior parte del denaro creato sin dalla prima campagna di QE rimanesse intrappolato nel circuito finanziario, generando una tremenda inflazione dei prezzi negli asset, piccole porzioni sono riuscite a raggiungere l'economia più ampia sconquassando gli standard di vita di coloro nelle cui mani il denaro di nuova creazione è arrivato per ultimo o non è arrivato affatto. Sin da quando la FED ha aperto i battenti, non ha fatto altro che salvaguardare gli interessi di gruppi con interessi particolari lasciando al proprio destino funesto il resto della società. Infatti, se guardate il grafico qui sopra, il dollaro ha perso circa il 98% del suo potere d'acquisto sin da quando è stato approvato il Federal Reserve Act.

Questo è il vero segnale di mercato che ci comunica come il sistema monetario fiat stia implodendo.



DA OVEST A EST

Stati Uniti ed Europa non sono soli nella loro dipartita finanziaria. La politica del calcio al barattolo è diventata globale. La Cina, diversamente dai Paesi occidentali, ha accumulato una quantità di oro fisico a ritmi fuori da ogni cosa vista finora. Perché? Non credo per un ritorno al gold standard (o al limite, qualcosa di lontanamente simile). Credo che quando i nodi verranno al pettine gli hard asset faranno la differenza, soprattutto in un mondo ormai soffocato in uno tsunami di moneta fiat. Anche l'oro è stato trascinato nell'irrazionalità cartacea, i mercati dei futures strabordano di contratti onorati in cartamoenta piuttosto che con l'asset sottostante. Anche qui è stata usata la riserva frazionaria, con lo stesso oro presente nelle bullion bank che è stato messo a garanzia di più e più contratti alla volta. La strategia cinese, e più in generale quella dell'Asia, è prepararsi ad un soft landing rispetto all'hard landing che attende l'Occidente.

Sicuramente avrete sentito parlare di shadow banking, ovvero, quelle operazioni portate avanti dal settore bancario commerciale tenute fuori dai bilanci ufficiali. In questo modo il ricorso alla leva può essere maggiore (fino a 40 volte il patrimonio investito), sebbene la banca in questione non godrà di una linea di credito da parte della banca centrale (o perlomeno, non subito). Ebbene sin dal 2008 il settore bancario ombra della Cina è quadruplicato.




La maggior parte di questo credito è andato a sovvenzionare progetti improduttivi ed enormi sprechi di capitale, portando l'economia cinese su un sentiero pericoloso. Mentre la banca centrale era occupata a stampare yuan per tenere basso il tasso di cambio rispetto al dollaro, sono emersi una serie di prodotti finanziari sempre più rischiosi dato il panorama lacunoso di investimenti con rendimenti positivi. Un esempio specifico sono i wealth management products. Essi rendono più dei depositi bancari, ma vengono erroneamente considerati tanto "sicuri" quanto gli stessi depositi bancari. Le istituzioni che li emettono incanalano i fondi ricevuti in settori la cui capacità è satura (Es. settore immobiliare). Non solo, ma la maggior parte degli istituti di credito che li emette lo fa per ripagare i vecchi debiti e spesso sono conteggiati off-budget.




A coronare questa situazione esplosiva, c'è il fatto che la maturità di questi prodotti finanziari si sta assottigliando nel tempo. Sette anni fa solo una piccola parte di WMP maturava prima di 90 giorni e la maggior parte aveva scadenza superiori all'anno. Oggi la situazione si è totalmente ribaltata. E' un grande schema di Ponzi. Come schematizza David Stockman:

[...] In due decenni la Cina ha costruito una grande economia di Ponzi che è marcia fino al midollo. Ha 1.5 miliardi di tonnellate di acciaio, ma un "volume di vendita" di meno della metà — cioè, la domanda di acciaio per automobili, elettrodomestici ed edfici una volta che svanirà l'attuale sbronza per la costruzione di cattedrali nel deserto. Lo stesso vale per le sue industrie nel settore del cemento, le costruzioni navali, quelle solari ed il settore dell'alluminio — per non parlare dei 70 milioni di appartamenti di lusso vuoti e le vaste distese di autostrade, ferrovie veloci, aeroporti, centri commerciali e nuove città.

In breve, la gigantesca bolla del credito cinese rappresenta il più grande malinvestment delle varie risorse economiche — manodopera, materie prime e beni strumentali. In effetti i porcili nelle campagne sono stati riempiti di rame e i quartieri urbani rimpinzati di vetro e cemento; accorgimenti che non rendono nulla, ma in questo schema di Ponzi cinese ognuno di essi è diventato "garanzia" per altri "prestiti."

La Cina si è diretta verso i confini economici del pianeta — in quelle che potremmo definire Terre Monetarie Sconosciute — il quale si basa sul principio circolare del prestito, della costruzione e di altri prestiti. In sostanza, si tratta di una gigante re-hypothecation dove il "debito" di uno diventa "l'attivo" di un altro.

Così i governi locali si ritrovano magri introiti, ma enormi debiti basati sulla sopravvalutazione delle terre. Gli imprenditori minerari affrontano un crollo dei prezzi e dei ricavi, ma allo stesso tempo anche un'impennata a doppia cifra dei tassi di interesse sui prestiti bancari ombra garantiti da riserve di carbone sopravvalutate. I cantieri navali non hanno ordini, ma enormi debiti garantiti dalla costruzione di nuove baie. Gli speculatori hanno collateralizzato enormi scorte di rame e di ferro a prezzi che stanno già diventando storia antica.

La Cina è sulla cuspide della più grande margin call della storia. Una volta che i valori degli asset inizieranno a declinare, le sue piramidi di debito si ritroveranno esposte a fallimenti e crolli. Indubbiamente il governo lotterà per mantenere viva la prosperità attraverso la stampante, forse ci riuscirà per un altro mese o trimestre, ma si stanno formando crepe ovunque perché la frenesia del credito è stata troppo estrema.

E' per questo motivo che sta accumulando oro. Sono convinto che lo stia facendo per attutire in qualche modo il tonfo che la sua economia dovrà sopportare per liberarsi da tutti questi errori economici. Utilizzando quanto più oro possibile per proteggersi contro la tempesta incipiente, ha intenzione di catturare due piccioni con una fava: uscire meglio delle altre nazioni dalla prossima crisi finanziaria (sottraendo quanto più oro dall'Occidente) e sostituire al dollaro lo yuan come moneta di riserva globale. Dopo aver stipulato accordi commerciali da onorare in yuan con altre grandi nazioni mondiali, ultimamente è toccato anche al Qatar e al Canada. La lenta marcia della de-dollarizzazione prosegue inesorabile. Come riporta questo articolo della CBC, l'accordo tra Cina e Canada permetterà alle due nazioni di commerciare attraverso lo yuan e il dollaro canadese, togliendo di mezzo qualsiasi intermediario (Es. il dollaro USA). In tutto il mondo, lo yuan sta diventando la valuta per il commercio, per gli investimenti e per il risparmio. Che agli USA piaccia o no, il futuro si sta dirigendo verso Oriente perché il resto del mondo vuole emanciparsi dal dollaro.




E con il Giappone che ha deciso di distruggere quel che rimane della sua economia attraverso una Abenomics sotto steroidi, l'intero sistema monetario fiat è diretto verso una brutta fine. Sebbene Giappone ed Europa rappresentino due cadaveri che sembrano vivi solo perché i pianificatori centrali li ricoprono di incensi odorati per farne sparire la puzza, anche l'economia USA versa nelle stesse condizioni. Lo zio Sam utilizza semplicemente un profumo più forte. Ma la sua capacità di calciare il barattolo lungo la strada sta diventando sempre più difficile dati gli eventi di cui veniamo a conoscenza ogni giorno. i vari accordi commerciali stipulati dalla Cina sono uno di questi eventi. Un altro, ad esempio, è la quantità abnorme di oro posseduta dalla PBoC e potrebbe non essere un azzardo affermare che ormai essa detiene più oro di tutti al mondo. Guarda caso la stessa posizione in cui si trovarono gli USA alla fine della seconda guerra mondiale. In tutti questi anni la Cina ha comprato oro dall'Occidente, riducendo nel tempo la quantità di oro fluttuante necessaria a coprire i contratti futures nei mercati a termine. Tale oro è stato impiegato più e più volte in diversi contratti e qualora dovesse essere preferito al denaro fiat, il castello di carte del Comex diventerebbe un vago ricordo.

E' probabile, secondo me, una nuova Bretton Woods sotto l'egida della Cina, ma l'oro rimarrà comunque de-monetizzato. Si baserà sulle promesse dello stato di onorare i propri impegni. Una parodia di gold coin standard. Una pantomima. Un teatro kabuki. Resterà solo da vedere se gli USA si faranno da parte senza scalciare, oppure prima del loro "canto del cigno" scateneranno qualche guerra per non affermare che ormai è da tempo che Fort Knox è vuoto.



CONCLUSIONE

C'è una realtà là fuori che sta diventando sempre più chiara anche ai più scettici: se si fornisce denaro gratis ad un'entità prossima alla bancarotta, non si fa altro che finanziare l'insostenibilità. L'attivismo delle banche centrali crea pachidermi inefficienti necessitanti di una dose di risorse crescenti per sopravvivere. Tali risorse vengono sottratte dall'economia più ampia che non può più utilizzarle per progetti d'investimento sostenibili, ovvero, in accordo coi desideri degli attori di mercato. Le politiche anticicliche delle banche centrali non faranno altro che acuire il dolore economico: se verranno portate fino all'estremo, sviliranno totalmente l'unità monetaria; se verranno arrestate, porteranno ad una recessione. Non c'è scampo.

Qualsiasi tentativo di aggirare l'inevitabile pulizia del mercato finirà per ritorcersi contro i banchieri centrali. Credono di poter aggirare le leggi dell'economia per sempre. Si sbagliano.

Non esistono pasti gratis. Chiunque pensi il contrario o è uno sciocco, oppure crede alle favole.


10 commenti:

  1. Più che BRAVO che ti si può dire?

    Per i frequentatori abituali del tuo blog un'altra foto nitida della situazione, delle cause e delle ovvie conseguenze.

    Gli zombie non voglion morire e si sono costruiti un sistema politico-finanziario ad hoc per alimentarsi distruggendo tutto il resto. Che tutto questo, prima o poi, finisca non ci sono dubbi. Quando e come sono le uniche incognite.
    Ma sarà sempre questione di soluzioni politiche.
    E la minaccia militare è più che concreta (prevarrà Hathorpentalpha?). Anche perché, per arrivare ad una nuova Bretton Woods, bisogna già aver alzato bandiera bianca. I patti li stabiliscono i vincitori.
    Fino ad ora, è sempre stato così e non sarà diverso questa volta.
    Che altro dire? Le cose andranno come devono andare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. http://www.ronpaulinstitute.org/archives/featured-articles/2014/december/04/reckless-congress-declares-war-on-russia/

      Vince l'apparato militare-industriale? Vincono i sociopatici di Hathor Pentalpha?
      Questo è un voto Rep. o Dem.? No. Ha ragione Ron Paul, il problema non è l'urgenza di un terzo partito, ma di un secondo. Perchè queste sono solo le due facce dello stesso Potere.

      Elimina
  2. Parlandoci francamente, quale scenario ci aspetta? Che livello di povertà raggiungeranno Europa ed Italia?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Vidocq.

      Gli scenari europei che sono all'orizzonte sono principalmente sei, come enunciati da Bagus:

      1). I governi nella periferia pagano per il loro comportamento irresponsabile. Riducono le spese e privatizzano i beni pubblici. In questo modo perderanno influenza e probabilmente voti.

      2). Pagano i governi cardine (Germania, Finlandia, Paesi Bassi, Austria, forse Francia) e vendono la loro proprietà pubblica.

      3). Pagano i contribuenti nella periferia con un onere fiscale più elevato.

      4). Potrebbero pagare i contribuenti nei paesi cardine. Ciò potrebbe essere fatto attraverso un’unione fiscale. In un’unione dei trasferimenti i paesi più ricchi e più solidi trasferiscono continuamente fondi ai paesi più poveri. In alternativa, i trasferimenti potrebbero essere fatti attraverso gli Eurobond. In questa variante i paesi della periferia emettono Eurobond garantiti da tutti i governi della zona euro. I contribuenti dei paesi cardine pagano indirettamente attraverso tassi di interesse più elevati sui loro debiti pubblici. L’EFSF, il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria, è un’altra variante di questa opzione. La differenza è che nell’EFSF i paesi cardine hanno più controllo sull’emissione di obbligazioni per salvare i governi periferici e ci sono ancora differenti tassi di interesse per diversi paesi.

      5). Pagano gli utilizzatori del denaro nei paesi della zona euro attraverso l’inflazione dei prezzi. La BCE monetizza il debito dei governi. La BCE può farlo in diversi modi. Potrebbe acquistare maggiori bond periferici. Potrebbe continuare ad accettare bond periferici come garanzia collaterale. Potrebbe anche contribuire a finanziare l’EFSF o gli Eurobond indirettamente monetizzando più debiti pubblici dei paesi cardine.

      6). Paga il sistema finanziario. I governi sommersi dai debitii vanno in default. Poiché il sistema finanziario ha finanziato la spesa eccessiva del governo ed è interconnesso, ne scaturirebbe una crisi bancaria.

      Elimina
    2. Grazie mille Francesco per la risposta completa e concreta

      Elimina
  3. Se dovesse piovere:

    http://m.youtube.com/watch?v=JCV5s6YUEgU

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bello. Come al solito Leonardo è sempre superlativo :)

      Elimina
  4. Ieri sul Sole 24 Ore potevamo leggere questa notizia: Dove sono finiti i soldi della Bce? Per due terzi le banche italiane li hanno investiti in BTp

    Seppure in modo contorto la monetizzazione del debito degli stati europei da parte della BCE c'è, c'è stata e ci sarà. In questo modo si tenta di forzare un deleveraging sul resto della popolazione, salvaguardando le due entità protette dal cartello delle banche centrali: stato e banche commerciali. Ma a differenza dei pianificatori centrali, le forze di mercato non fanno distinzioni tra gli errori economici. E' per questo che non ci sarà mai una ripresa in queste condizioni: la bolla dei titoli di stato europei è qualcosa di abnorme.

    Finirà male.

    RispondiElimina
  5. I pianificatori centrali sono individui che non possono avere punti di riferimenti nel mercato, pena l'implosione dei loro progetti. Stanno quindi cercando di aggiustare le cose man mano che gli errori balzano all'occhio, ovvero, man mano che esplodono loro in faccia. Voglio dire, dopo la gigantesca bolla immobiliare adesso la FED non si accorge della mega-bolla dell'olio di scisto. Il mercato dei titoli spazzatura è salito a $500 miliardi, per non parlare di quello dei prestiti a leva. La "ripresa" americana è fasulla. E' basata sull'illusione di numeri positivi in settori gonfiati artificialmente attraverso l'ingegneria finanziaria dei banchieri centrali.

    Per cinque anni, ad esempio, i comunicati del FOMC sono stati letteralmente dei prestampati in cui cambiavano solo alcune cifre. Ora che la FED sta mettendo il piede sul freno, ci sarà carenza di liquidità per quelle entità nel settore petrolifero a cui è piaciuto imbarcarsi in progetti insostenibili. Finirà male.

    http://www.leveragedloan.com/wp-content/uploads/2014/12/oil-gas-borrowing-costs.jpg

    RispondiElimina
  6. Adesso ne abbiamo la conferma anche dall'establishment. Dopo che sulle pagine di questo blog avete potuto leggere per anni di come il QE non fosse altro che un esperimento monetario per tenere a galla determinati soggetti protetti dal cartello delle banche centrali, il vice-presidente della St. Louis FED lo dice chiaramente: il QE è stato un fallimento.Il vantaggio di noi Austriaci è che alla fine possiamo dire questo: "Vi avevamo detto come e vi avevamo detto perché."

    RispondiElimina