venerdì 17 ottobre 2014

Il Grande Default: Un evento economicamente inevitabile





di Francesco Simoncelli


Nelle ultime settimane la Francia ha fatto la voce grossa all'interno dell'Unione Europea, puntando i piedi contro le continue rimostranze tedesche nei confronti di quei Paesi che rifiutano di allineare le proprie politiche a quelle di una sana condotta fiscale. Troppo tardi. La Francia ha fatto sapere al mondo di non essere più disposta a sottostare alle direttive tedesche, ascrivendo il proprio nome a quello dei PIIGS. Il domino europeo continua ad essere teatro di tasselli vacillanti. Quello della Francia è uno importante. Non può cadere. Non verrà lasciato cadere. In realtà, nessuno verrà lasciato cadere.

Gli stati europei sono arrivanti ad un punto in cui non possono più estrarre ulteriore ricchezza dai propri cittadini attraverso la tassazione diretta. Ci sono rimostranze. Ci sono polemiche. Il coro è unanime: "Diminuire le tasse". Lo stato non può chiedere di più al proprio bancomat (i contribuenti), pena la completa dissoluzione della classe produttrice interna. E' possibile ancora spostare il carico fiscale da un settore ad un altro per dare modo a quelli più deboli di riprendersi leggermente per poi tornare a predarlo. Ma questa strategia è arrivata al limite, poiché l'ambiente economico stesso è saturo di errori e distorsioni da non permettere più una sana allocazione delle risorse secondo i desideri di coloro i quali possono generare una sana ripresa economica: gli attori di mercato. Non è possibile studiare a tavolino un piano attraverso il quale riuscire a creare artificialmente una ripresa dell'economia. Ciò che è necessario ora, secondo il panorama economico, ovvero, le scelte degli individui, è una riallocazione delle risorse precedentemente allocate in modo errato. Stanno dicendo forte e chiaro che c'è bisogno di una recessione. Questo, a sua volta, significa tassi di interesse più alti. E' economicamente inevitabile.

Visto che ai governi nazionali è preclusa l'opzione di un ulteriore aumento delle tasse, l'unica cosa che resta da fare è affondare il colpo nella sfera dei deficit nazionali. Questo significa prendere in prestito più denaro per sostenere allocazioni di risorse non in accordo con i desideri degli individui. Questo significa privare delle risorse reali attività che invece avrebbero soddisfatto le esigenze più urgenti degli individui. Questo significa erodere con noncuranza il bacino dei risparmi reali. Perché noncuranza? Perché nell'attuale sistema a denaro fiat è possibile stampare qualsiasi ammontare di denaro di cui i settori privilegiati hanno bisogno, in modo da soddisfare le loro necessità contabili. L'urgenza di un salvataggio di quelle economie europee che ancora languono in uno stato comatoso è diventato impellente con l'attuale volontà della BCE di attuare a tutti gli effetti un quantitative easing; attraverso le banche commerciali vengono "riciclati" la maggior parte dei titoli di stato, ma questo include anche istituti di credito esteri. Questi ultimi non possono essere influenzati dalla stampante nazionale, la quale può solo avere effetto entro i confini di una certa valuta nazionale. Questo significa che una volta che i governi nazionali si ritroveranno a dover affrontare le conseguenze delle loro azioni fiscali sconsiderate, i primi a pagarne il prezzo saranno coloro che avranno creduto alle promesse di un manipolo di burocrati di ruolo. In questo momento tutti i governi del mondo hanno applicato trucchi contabili per nascondere sotto il tappeto la mole di investimenti improduttivi accumulati sino ad ora. E' enorme. Sono rappresentati dalle cosiddette passività non finanziate, le quali sono essenzialmente conteggiate come debito off-budget. Quando qualcuno fa una qualche domanda su questo argomento la risposta è la seguente: "Circolare! Non c'è niente da guardare qui!" Ma stanno crescendo. E' economicamente inevitabile, data la natura della pianificazione centrale.

Questo significa che non sarà possibile tagliare in alcun modo la spesa pubblica. Essa garantisce il consenso allo stato. Nel corso del tempo sono state fatte promesse su promesse che adesso devono essere mantenute il più a lungo possibile, pena la rivolta politica. Il welfare state ha dato assuefazione, ora i cittadini ne richiedono di più. Più indennità di disoccupazione, più assistenza, più sostegno alla famiglia. Rifiutarsi è politicamente inaccettabile.


Spesa totale del governo italiano. Fonte dati: AMECO


Sebbene la tassazione potrà vedere una lieve contrazione nel prossimo futuro, ciò non accadrà per la spesa pubblica la quale continuerà a salire andando ad appesantire un fardello di debito pubblico altamente gravoso. Gli elettori impediranno che possa calare, ne chiederanno di più. La cultura del welfare state ha permeato le loro menti. Negli anni del boom economico artificiale (1999-2010) è stato fatto credere che fosse possibile accontentare qualsiasi desiderio a costo zero. I politici ci hanno creduto. Gli elettori ci hanno creduto. I banchieri centrali ci hanno creduto. Si sbagliavano. Ciò non ha fatto altro che far germogliare i semi dell'auto-distruzione insita nella stessa pianificazione centrale. In preda, ora, ad un price discovery soffocato e a segnali di mercato sconnessi, il panorama economico è guidato dai capricci di una cerchia ristretta di individui che crede sia possibile indirizzare l'economia dove loro vogliono che vada. E' economicamente impossibile. Ludwig von Mises ci spiegò il perché in Planned Chaos: ogni intervento sul mercato ne porta ad un altro fino ad un controllo pianificato totale dell'economia in questione, schema che è destinato a farla deragliare in ultima istanza.

Quello sarà il giorno in cui il bancomat dello stato segnerà queste parole: "Conto in rosso". Questa realtà rappresenterà un duro colpo per tutti coloro che hanno scommesso la loro fortuna sulle contorte ricette di un manipolo di burocrati e hanno messo la propria vita nelle loro mani. Questo è semplicemente un grande schema di Ponzi che risucchierà quanti più individui potrà prima di collassare sui propri limiti. Ogni schema di Ponzi crolla, è economicamente inevitabile. Ogni schema di Ponzi porta con sé un grado di sofferenza elevato, è psicologicamente inevitabile. Coloro che si rendono conto di questa realtà prendono le adeguate contromisure e si chiamano fuori. Cercano anche di suggerire agli altri di tirarsene fuori, ma sono troppo impegnati nello schema di Ponzi. Hanno creduto a tutte le promesse dei burocrati di ruolo. Si aspettano che venga consegnata loro la luna. Rimarranno delusi, solo un pugno di mosche li attende.

I burocrati di ruolo, dal loro canto, credono di aver evitato il peggio. Credono ingenuamente di aver schivato il proiettile fatale. Credono ormai alle loro stesse menzogne: "consegneremo la luna". Alla fine tutti gli ideatori degli schemi di Ponzi vengono catturati, perché essi stessi si impegnano e finiscono per rimanere abbagliati dalle loro stesse menzogne. Credono di poterlo far durare ancora un altro po'. Il keynesismo è l'illusione principale attraverso la quale i pianificatori centrali spacciano le loro promesse. Ogni volta che vengono disattese le sue teorie, alza la posta in palio: se i deficit finora implementati non hanno fatto superare la recessione, allora deficit più grandi faranno superare la recessione. E' per questo che viene propagandato il mito della domanda aggregata, permettendo quindi allo stato di poter spendere qualunque cifra voglia teorizzando che anche i singoli individui agiscano allo stesso modo. E' per questo motivo che la teoria keynesiana ha dovuto ribaltare la legge di Say: http://francescosimoncelli.blogspot.it/2014/02/il-biglietto-di-sola-andata-per-la.html

In questo modo si ignorano le fasi iniziali della creazione di capitale, affermando che la domanda degli individui sia in grado di gestire la produzione di una nazione. E' ovvio che in questo modo vengono bypassati concetti fondamentali: http://francescosimoncelli.blogspot.it/2012/10/la-teoria-austriaca-del-capitale-perche.html

La scienza economica è incorporata in una scienza di grado superiore: la prasseologia. L'economista, attraverso deduzioni logiche in base a dei principi apodittici, è in grado di arrivare a determinate conclusioni. Facciamo, quindi, un esempio. Immaginiamo un'isola deserta in cui si schianta un velivolo. L'unico superstite è un individuo che ora deve cavarsela da solo per sopravvivere. Il suo primo pensiero è il cibo che ora dovrà ingegnare a procurarsi senza l'aiuto di altri individui. Di conseguenza si reca alla spiaggia e all'inizio deve limitarsi a pescare il pesce a mani nude. In questo caso la produttività sarà molto bassa, perché il fattore di produzione (le mani) per pescare il pesce (bene di consumo) è davvero limitante perché qualsiasi imprevisto può intaccare la sua produzione di pesce. Che fare? Sarebbe sicuramente d'aiuto uno strumento che possa facilitargli il compito della pesca, ma ovviamente questo processo richiede tempo affinché possa essere completato. Quindi il nostro naufrago deve rinunciare a qualcosa affinché possa costruire il suo strumento, questo significa che affronterà il costo di opportunità di continuare a mangiare una quantità limitata di pesce al giorno a fronte di imprevisti che potrebbero inficiare seriamente la sua attività e la sua vita, oppure dedicare parte del suo tempo a costruire uno strumento che possa migliorare la sua capacità di pesca rinunciando, però, a mangiare per qualche giorno.

Sebbene i gorgoglii dello stomaco siano rumorosi, il nostro naufrago ha una preferenza temporale bassa e quindi decide di iniziare la costruzione di un retino da pesca. Ovviamente, non sarà un'impresa facile, perché ci sarà bisogno di tempo per ottimizzare il prodotto finale e fare in modo che non si rompa al primo uso. Una volta riuscito a raggiungere il proprio risultato, il nostro naufrago è capace di pescare una quantità superiore di pesce rispetto a prima, e ora può anche restare alcuni giorni senza pescare poiché l'abbondanza di pesce gli conferisce la possibilità di avere del tempo libero (cosa che prima non poteva permettersi). In questo modo, a seguito di una riserva di pesce, può dedicarsi ad altri lavori come ad esempio costruire una pala per arare il terreno e coltivare un orto. Questo ciclo di crescita rappresenta una processo che, attraverso un ritardo del consumo, permette l'accumulo di capitale il quale può essere utilizzato per far prosperare la società.




Al di là di questo esempio semplicistico, è la stessa cosa che accade nella nostra economia. E quando lo stato si inserisce a gamba tesa in questo processo, lo fa la spezzando la catena virtuosa che fino a quel momento aveva portato prosperità alla società. Negli ultimi dieci anni in Italia, infatti, l'interferenza della pianificazione centrale ha fatto sentire il suo peso predominante: prima attraverso uno spreco di risorse mediante l'alimentazione di investimenti improduttivi (boom immobiliare), poi, dopo aver realizzato l'insostenibilità di tali investimenti, ha continuato a depletare il bacino dei risparmi reali con una tassazione diretta. Il risparmio reale è andato via via diminuendo a causa della chiusura di varie atttività impossibilitate a sopravvivere in un ambiente pesantemente tassato e burocratizzato, mentre ad altre è stata negata la nascita. Di conseguenza, anche il risparmio delle singole famiglie è diminuito per far fronte a questa situazione.


Tasso di risparmio italiano. Fonte dati: AMECO


Mentre il tessuto economico si è sfilacciato progressivamente, la retorica del calcio al barattolo è stata la politica principale adottata dalle banche centrali e dai governi nazionali, uniti in un intreccio di mutuo soccorso per spostare il dolore delle loro precedenti politiche sulle spalle della popolazione. In questo modo si è potuto riempire i titoli dei giornali della stampa mainstream, veicolando la falsa atmosfera di una ripresa "debole" sostenuta dalla lungimiranza dei pianificatori centrali. Ancora una volta abbiamo assistito allo sfaldamento dei piani presumibilmente ben congeniati di coloro che dovrebbero "saperne di più", di coloro che si vantano di essere gli alfieri di un sistema "platealmente" superiore, di coloro che sfoggiano la loro retorica dall'alto delle cosiddette istituzioni che sarebbero a protezione di Main Street. L'unica cosa che hanno protetto fino ad ora sono stati i posti di comando che parassiticamente preservano in nome di un poco chiaro "bene superiore".

La maggior parte della popolazione è finita nella rete di questa rinnovata speranza di un domani migliore. La realtà è che il "domani migliore" è stato ipotecato da quelle stesse figure che oggi ci sussurrano nelle orecchie parole dolci e confortevoli: "Andrà tutto bene". E' un'illusione. L'ennesima dell'economia keynesiana sostenitrice di un'economia pianificata centralmente. Il suo credo fallirà. La sua base accademica fallirà. Il suo sostegno intellettuale fallirà. E' stata una teoria fallimentare sin dall'inizio, ma l'assuefazione delle sue promesse suadenti ha colpito inesorabilmente quelle parti della società che hanno deciso di cedere volentieri il loro futuro ad una manica di pianificatori centrali: "Dimmi che mi ami". Si sono lasciati cullare dalle promesse d'amore come farebbe un'anziana donna che cerca affetto in una figura più giovane di lei. Non funzionerà.

Finché il governo continuerà a staccare assegni, la popolazione resterà al gioco. Continuerà ad onorare la sua parte. Si conformerà a qualsiasi altra tassa approvata dall'establishment keynesiano. Continuerà a farsi raggirare dalle menzogne spacciate dalla stampa mainstream. Non c'è ripresa. Non è stato aggiustato nulla né in Europa né all'estero. La quiete che abbiamo osservato fino ad ora è frutto di una serie di avvenimenti che hanno ritardato il redde rationem, ma non per questo esso è stato schivato del tutto. Fino ad ora le banche centrali hanno incanalato i loro aiuti nel sistema finanziario per salvaguardare la salute dei TBTF, procedendo a creare carry trade artificiali in modo che potessero beneficiare dell'effetto Cantillon e di conseguenza aiutare gli stati a piazzare i loro titoli di debito: http://francescosimoncelli.blogspot.it/2014/10/il-rovesciamento-della-piramide.html

Il denaro, quindi, è finito inglobato principalmente nel mercato azionario e obbligazionario, fuoriuscendo solo in minima parte da questo circolo che ha continuato a far pullulare sui giornali le lamentele dei banchieri centrali affinché quelli commerciali estendessero di nuovo prestiti all'economia più ampia. Questo finora non è accaduto, a causa della reticenza delle banche commerciali e di Main Street ancora alle prese con una recessione mancata. Ciò ha stimolato una domanda di moneta alta tra la popolazione, poiché le esigenze incipienti delle famiglie hanno portato gli individui a cercare di riformare un pool di risparmi da cui poter ripartire. Ciò sarebbe stato virtuoso dal punto di vista del ciclo economico, perché avrebbe rinvigorito la base di capitale da cui sarebbe potuta ripartire una ripresa sostenibile. Invece il costo della vita maggiorato e la pressione fiscale, hanno interrotto questo sano processo andando a reprimere ulteriormente le forze di mercato. E' questo meccanismo che finora ha smorzato l'inevitabile inflazione dei prezzi provocata dall'inflazione dell'offerta di moneta.

Ma l'offerta di moneta è stata pesantemente inflazionata. L'inflazio dei prezzi degli asset ha provocato nuova esuberanza nei mercati azionari e obbligazionari. Ci sono parecchi istituti finanziari esposti ai titoli di stato. Il loro rapporto di leva è spaventosamente alto. Sono state gonfiate molteplici bolle che infine scoppieranno. Alla prossima recessione, la razzia si spingerà ancora più oltre. Già adesso possiamo vederne alcuni presupposti. La fiducia nello stato si sgretolerà, andando ad intaccare quell'ultimo barlume di speranza riposta nell'apparato statale: "Bisogna abbassare le tasse, sebbene sia giusto pagarle." La salvezza attraverso lo stato sarà portata davanti al banco degli imputati, quello sarà il giorno in cui gli individui staccheranno la spina. Smetteranno di finanziare un apparato platealmente dedito alla loro predazione e abbracceranno la frammentazione politica: secessione.



CONCLUSIONE

Come ho ripetuto spesso su queste pagine, in Europa non è stato risolto niente. La situazione peggiorerà ulteriormente poiché non c'è volontà di permettere al mercato di purgare l'ambiente economico da quegli errori che ci hanno portato fino a questo punto. L'eurozona si è retta in piedi fino a questo punto grazie alla generosità della FED, la quale ha permesso a diverse istituti finanziari (Es. hedge fund, fondi pensione, banche commerciali) di avere accesso a finanziamenti quasi gratis con cui speculare sui mercati. I mercati hanno perso di vista i fondamentali economici. Si procede alla cieca. Ma sin dal novembre dell'anno scorso, la FED ha rallentato il suo ritmo di emissione monetaria.




Ciò non ha fatto altro che mettere pressione a quelle attività in bolla, portando al recente crollo del mercato azionario e alla decisione della FED di annullare il tapering. Al momento gli investitori si sono rifugiati nel dollaro, ma tutte le valute fiat si basano incontrovertibilmente sulla percezione di fiducia che i relativi utilizzatori conferiscono loro. Nemmeno negli Stati Uniti è stato aggiustato niente, premurandosi di affogare nella cartastraccia qualsiasi barlume di sanità monetaria, ma attualmente l'Europa è in condizioni peggiori quindi lo zio Sam pare a tutti gli effetti un porto sicuro contro la tempesta. Ciò non cambierà fino a quando anche Draghi non si deciderà a monetizzare il debito degli stati europei. L'esperimento monetario fiat, a quel punto, avrà raggiunto il suo apice, creando un ambiente in cui sempre più pezzi di carta andranno "a caccia" di sempre meno beni. Quello sarà il momento in cui la domanda di moneta calerà a favore di una circolazione arroventata delle unità monetarie, portando il processo di crack-up boom alla sua seconda fase.

L'Europa sarà la prima a capitolare, e i semi dell'autodistruzione sono stati piantati anni fa: welfare state. Sebbene siano i PIIGS quelli tenuti sott'occhio, il vero ago della bilancia è stato, è e sarà la Francia. Essa sarà il paziente zero. Cina e Russia sono alla porta, consce di come l'oro tornerà ad avere un ruolo fondamentale nel futuro prossimo. Quando l'occidente si accorgerà di aver commesso un errore ad aver lasciato che il proprio oro seguisse la via asiatica, sarà troppo tardi.


14 commenti:

  1. Nel frattempo la nostra vita scorre via veloce. E la loro rapina del nostro tempo esistenziale prosegue. La secessione individuale sta anche nel non offrirsi loro. Nel risparmiarsi per affamare la bestia. Vadano altrove a cercare il loro pasto. Io cerco di sopravviver loro. Risparmio il mio tempo e gliene regalo sempre meno.

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    1. You make it more expensive for the state to tyrannize you.

      Gary North

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Intanto sentite cosa dice l'ex-capo economista della Banca Centrale del Giappone: Bank of Japan Should Quit While It’s Ahead, Says Hayakawa

    A quanto pare la politica che prevede di calciare il barattolo lungo la strada ha un costo...

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    1. Si dice che stiano nazionalizzando o sovranizzando il debito pubblico.
      Se è così, la stessa cosa la stanno facendo qui da noi tassando anche la previdenza complementare che prima avevano consigliato. In pratica, spingono per l'acquisto di bond sovrani.
      E poi?

      E poi, una volta che la stragrandissima maggioranza del debito pubblico è sovrano...
      Lo ristrutturano!
      E chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto...

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    2. A proposito di sovranità: guardiamo insieme questa immagine. Dati i tassi di interesse storicamente bassi, la base monetaria in continua crescita e il bilancio della BoE più che quadruplicato negli ultimi 7 anni, non c'è da sorprendersi se da quelle parti ci sia una bella bolla immobiliare.

      Purtroppo c'è chi ancora crede nelle favole. Ci crede a tal punto da immaginare un lieto fine senza curarsi della realtà. Di conseguenza, ci sono creduloni là fuori che ancora pensano che avere "sovranità monetaria" possa srotolare davanti agli occhi delle persone il giardino dell'Eden. Ci credono fermamente e raccontano questa storiella anche agli altri. Uno dei Paesi osannati per questa "virtù" è l'Inghilterra con la sua bella stampante sempre accesa. Non credete al loro lieto fine, considerateli per quello che sono: ingenui che raccontano storielle di fantasia.

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    3. A proposito di secessione e sovranità: http://www.plata.com.mx/mplata/articulos/articlesFilt.asp?fiidarticulo=248

      Secedere per crearsi il proprio fiatmoney non migliora le cose. Il soundmoney risolve il problema politico. Riducendolo.

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    4. Anche I BRICS, in senso lato, stanno provando a secedere dal dollaro. Ma difficilmente creeranno un sistema soundmoney. Sono potenze politiche. Non hanno interesse a ridurre il loro potere politico.

      Ancora una riflessione di Hugo Salinas Price.
      http://www.plata.com.mx/mplata/articulos/articlesFilt.asp?fiidarticulo=243

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    5. Il limite di HSP e' il suo mentore Fekete piu' volte sconfessato dal Mises Institute.

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  3. http://www.zerohedge.com/news/2014-10-17/imf-and-austrian-theory

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  4. http://www.movimentolibertario.com/2014/10/roma-un-convegno-dedicato-a-murray-rothbard/
    io ci sarò

    la bolla immobiliare a londra non è per la stampante inglese, ma per quella mondiale. se un posto è capace di rendersi appetibile mondialmente, i prezzi salgono eriche ci stanno montagne di denaro fiat ovunque. al centro di vancouver ci sono più case di stranieri miliardari che canadesi. risultato, condomini vuoti gran parte dell anno. e canadesi che inziano a borbottare. invece i negozianti dicono che quando uno di quelli giusti arriva, fa fare affari che valgono un anno intero.

    devi essere bravo al gioco del fiat money, e saper vendere ben quel che hai. non fa per tutti. ma in un mondo di carta, non puoi avere soundmoney, e dare oro per carta, che fai la fine degli usa a bretton woods. d altra parte, daresti oro (paghi prodotti altrui in oro) per carta (ti pagano i tuoi in carta)? in questo gioco a somma negativa, chi fa l onesto perde (come avvenne tra le 2 guerre; chi resto attaccato al gold standard ebbe più dfficlota. per questo la currency war porta alla distruzione monetaria).

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    1. Ciao gdb
      A Bretton Woods gli Americani non compresero, erano diventati statalisti, anzi imperialisti, e ragionavano in termini di potere centralizzato di emissione monetaria fiat, non compresero che avrebbero dovuto lasciar rivalutare l'oro. A quel punto nessun DeGaulle se la sarebbe cavata con 35$ per un'oncia. Ma erano inebriati di vittoria e potere. Cosi, solo pochi anni dopo, si convinsero (Friedman) di poter gestire il denaro fiat e commisero il peccato fatale dell'Occidente. E Voltaire ha ancora ragione: la cartamoneta torna sempre al suo valore intrinseco.

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  5. Riprovo a postare. . .ho commesso un qualche errore. . .
    Articolo molto bello. complimenti, è molto piacevole leggerti.
    Se posso, farei notare un punto non proprio facile da comprendere nel passaggio :
    Questo finora non è accaduto, a causa della reticenza delle banche commerciali e di Main Street ancora alle prese con una recessione mancata.
    MARCATA forse, non mancata.
    Per il resto molto ottimo.


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    1. Ciao trevis e benvenuto su Freedonia.

      I nrealtà l'utilizzo dell'aggettivo da te suggerito è in sintonia con quanto detto. Quello che volevo comunicare con quella frase è questo: sebbene il 2008 abbia portato con se i prodromi di una crisi recessiva e pulitrice, questa è stata sovvertita da un massioccio intervento delle banche centrali. Ovvero, attraverso l'ampia distorsione dei mercati hanno reflazionato (vedi anche qui: http://research.stlouisfed.org/fred2/graph/fredgraph.png?g=Obd) una bolla immobiliare da poco scoppiata. Hanno perseguito la ricetta proposta dal libro di Keynes mettendola sotto steroidi: mantenere il panorama economica in uno stato di quasi boom, impedendo al bust di purgare l'ambiente economico di tutti quegli errori che col tempo si sono accumulati. In poche parole, hanno fatto e stanno facendo di tutto per tenere congelato il ciclo economico

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