venerdì 22 agosto 2014

La recessione incombente





di Alasdair Macleod


Gli stati e le banche centrali hanno fatto pochi progressi, o nessuno, per riprendersi dalla crisi della Lehman di sei anni fa. Inoltre, la dipendenza da statistiche decisamente fuorvianti non aiuta affatto. Questo è particolarmente vero per il PIL reale, composto dal PIL nominale aggiustato secondo una certa stima dell'inflazione dei prezzi. In primo luogo, dobbiamo discutere dell'adeguamento all'inflazione.

L'idea che possa esistere una cosa come una misura valida dell'inflazione dei prezzi, è vera solo nella fantasia di un econometrico. Un indice che potrebbe essere teoricamente valido in un certo punto nel tempo, diviene successivamente valido anche per una caratterizzazione (sebbene del tutto artificiale) di "un'economia uniformemente rotante": in altre parole, un'economia in cui tutti coloro che sono impiegati svolgeranno sempre la stessa occupazione, produrranno agli stessi ritmi, manterranno la stessa proporzione di liquidità di cassa e compreranno esattamente le stesse cose nelle stesse quantità. Inoltre, anche le quantità degli inventari delle imprese dovranno rimanere statiche. Ogni scelta umana deve essere esclusa da queste condizioni. Solo allora le differenze di prezzo potranno essere identificate come causa di variazioni nella quantità di moneta e del credito. Fantasie a parte, un indice preciso non può quindi essere costruito, perché non tutte le transazioni economiche sono segnalate. Nel calcolo sono inseriti altri pregiudizi, ad esempio la sovrastima dei consumi rispetto agli investimenti di capitale e l'incorporazione dell'attività statale che viene fornita gratuitamente o tramite sovvenzione fiscale. L'acquisto di oggetti d'arte, di una casa o gli investimenti in borsa sono transazioni economiche tanto quanto l'acquisto di una pagnotta di pane, ma queste attività e molte come loro sono specificamente escluse. Peggio ancora, con un pretesto o un altro gli aggiustamenti spesso hanno il compito di nascondere aumenti di prezzo nei componenti dell'indice.

Le attività economiche sono incluse nel PIL in modo selettivo, il quale dovrebbe rappresentare il totale delle transazioni di un paese in un periodo di tempo espresso come totale di denaro. Un numero perfetto del PIL dovrebbe includere tutte le operazioni economiche, e in questo caso coglierebbe i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori (le quali sono, invece, escluse in un indice di prezzo statico). Ma non c'è modo di identificarle per capire la differenza tra i cambiamenti dovuti al progresso economico e le modifiche a causa dell'inflazione monetaria.

Per illustrare questo punto, supponiamo che nell'economia di una nazione non vi sia alcun cambiamento nella quantità di denaro guadagnato, risparmiato, prestato o rimborsato tra due date nel tempo. Quale sarà la variazione del PIL? La risposta è ovviamente zero. Le persone possono produrre ed acquistare diversi prodotti, offrire e pagare per servizi a prezzi diversi, ma se l'importo totale del denaro speso resta invariato non ci può essere alcun cambiamento in termini di PIL. Invece di misurare la crescita economica, un termine senza senso, il PIL misura solo la quantità di denaro speso. Per riassumere, gli stati stanno utilizzando un indice dei prezzi (per il quale non vi è alcuna base teorica solida) per sgonfiare l'impatto di un certo quantitativo di denaro che viene erroneamente rappresentato come progresso economico. Nella nostra fretta di sbarazzarci della realtà dei mercati, abbiamo introdotto idee contorte che utilizzano numeri ingannevoli. L'errore va imputato alla maggioranza degli economisti, ai commentatori di mercato e, naturalmente, alle classi politiche.

Si spiegano anche alcune delle sconnessioni tra inflazione monetaria e quella dei prezzi. L'inflazione dei prezzi, in questo contesto, si riferisce all'aumento dei prezzi generato da una crescita della domanda -- stimolata da denaro e credito extra. Come già detto, il denaro fresco di stampa viene speso in asset e nelle speculazioni finanziarie, parametri entrambi esclusi dal PIL e dal suo deflatore.

E' ovvio che se le azioni sono basate su presupposti errati, non avranno il risultato desiderato. Questi presupposti recitano che stampare denaro ed espandere il credito non abbia un effetto inflazionistico, perché le statistiche dicono così. Ma, come abbiamo visto, le statistiche sono selettive e si concentrano sul consumo attuale. Viene scoraggiata una ricerca obiettiva più ampia sulle conseguenze, e non c'è niente di più vero quando abbiamo a che fare con gli effetti dell'inflazione monetaria. Questo ci porta al secondo errore: ignoriamo il fatto che l'inflazione monetaria sia un trasferimento di ricchezza dalla popolazione ai creatori di nuova moneta e credito.

Il trasferimento di ricchezza attraverso l'inflazione monetaria è inizialmente selettivo, prima di diventare più distribuito. Coloro che emettono nuova moneta e credito sono i governi e le banche, i quali ne traggono il massimo vantaggio prima di qualsiasi aumento dei prezzi. Chi ci perde è la maggioranza della popolazione: prima che il nuovo denaro finisca nella circolazione più ampia, i prezzi sono già saliti.

L'inflazione monetaria sottrae, sempre e comunque, ricchezza reale dalle persone comuni con uno stipendio fisso o con un risparmio. Negli Stati Uniti, ad esempio, dopo la crisi della Lehman i soldi in deposito sono aumentati da $5.4 bilioni a $12.9 bilioni. Questo ci dà un'idea di quanto i depositi originali vengano svalutati attraverso l'inflazione monetaria, un effetto continuo che viene gradualmente a galla attraverso la diminuzione del potere d'acquisto di quei depositi. La portata di questo trasferimento di ricchezza dalla popolazione al governo e alle banche commerciali, che si aggiunge alle imposte visibili, sta strangolando l'attività economica.

Il presunto stimolo di un'economia con mezzi monetari si basa su un'analisi sciatta e sull'ignoranza dei perdenti. Purtroppo è un processo che una volta avviato è difficile da fermare senza esporre le debolezze delle finanze pubbliche e la fragilità del sistema bancario. Gli stati, con l'onere dei costi assistenziali pubblici, si trovano in una trappola del debito da cui non hanno la volontà di fuggire. Secondo i banchieri centrali il passaggio da una mancanza di disciplina monetaria ad un'economia basata sul denaro sonante, rischierebbe di creare una grave crisi bancaria. Quest'ultima è sicuro che arriverà, ma probabilmente si originerà dall'incapacità degli individui di pagare i loro conti, poiché derubati del potere d'acquisto dei loro stipendi fissi e dei loro risparmi. Stiamo parlando letteralmente di un crollo, un termine vecchio stile per definire la contrazione simultanea della produzione e della domanda. Nemmeno i tassi di interesse negativi salveranno le banche da questo evento inevitabile, per una ragione molto semplice: perpetrare il trasferimento di ricchezza dagli individui attraverso l'inflazione monetaria, finirà per uccidere il paziente.

E' ormai assodato che le prospettive economiche globali languono in condizioni allarmanti. Le nazioni drogate di welfare continuano ad impoverire la loro gente svilendo le proprie divise. La disperata espansione monetaria del Giappone, lungi dal migliorare la sua situazione economica, sta facendo sprofondare il paese in una crisi profonda (situazione per cui questo articolo ha fornito adeguata spiegazione). Purtroppo siamo tutti sulla strada verso lo stesso processo distruttivo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


20 commenti:

  1. In fondo tra keynesiani e capitalisti ci sono solo differenze di grado.
    I primi non sono in grado di capire l'economia, i secondi sì.

    Riccardo Giuliani

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  2. La stabilità dei prezzi è un male, perché annulla la spia della domanda e dell offerta. Ed è il fine delle bc... Se poi pensiamo che indice dell inflazione e delflattore del pil hanno composizioni diverse, arriviamo al ridicolo

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  3. Inganni, truffe, rapine... Che vengono gestite da cialtroni incalliti.
    Devo rispettare un parametro ipocrita come il rapporto deficit/pil annuale? Parametro basato sul confronto tra l'arma del consenso politico al sistema ed un calcolo farlocco volto a sostenere la follia che sperperando e consumando molto si prospera e soprattutto si e' alla moda?
    Ed allora perche' non inserire nell'indice della spesa a cazzo anche le attivita' del mercato nero criminale? Ed ecco fatto! Botto del pil! Rientro nel parametro ipocrita, sta bene a tutti i controllori ipocriti del parametro ipocrita e andiamo avanti!!!
    E chissenefrega se tutto questo e' folle oltre che disonesto. Basta trovarsi dalla parte giusta e raccogliere gli applausi delle greggi sovvenzionate e parassitarie.
    Eja eja alala'!!!

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  4. Follia o sublime presa in giro?

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dato-che-economisti-azzeccano-meno-previsioni-meteorologi-lindau-83214.htm

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  5. E' davvero sorprendete come questa identità contabile nota come PIL sia ancora presa in grande considerazione, non dico dagli economisti, ma anche dalla maggior parte delle persone. Le componenti di cui è formato sono note a tutti, basta andare a leggere Wikipedia. E' assurdo il suo calcolo, se ci pensate. Gran parte della spesa pubblica esiste solo per soddisfare necessità che lo stato crea con la burocrazia ed agendo come monopolista. In sintesi il PIL è uno specchietto per le allodole composto da due elementi non omogenei e quindi non sommabili: i consumi finali a prezzo di mercato e la spesa pubblica a prezzo di costo. Come sommare patate e pomodori. E tenete presente una cosa, ogni euro sotratto dalla tassazione, è un euro in meno speso dagli individui e quindi sottratto al soddisfacimento dellle loro reali utilità e deviato verso le priorità della politica.

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  6. Intanto il cambio EUR/USD è arrivato a 1,323 da 1,338 della sttimana scorsa. Lo zio Mario si sta dando da fare a quanto pare

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  7. dicevamo... allora, preferite essere comandati dalla finanza o da zagreblsky?

    http://www.ilfattoquotidiano.it/tag/gustavo-zagrebelsky/

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    1. Terzium non datur?
      Vuoi farmi scegliere se essere dominato da una elite massonica e liberista selvaggia che si regge grazie alla manipolazione del fiatmoney oppure da una elite di incorruttibili precettori giacobini che temono come il fumo negli occhi la libera azione umana anticonformista?
      Ne' con gli uni ne' con gli altri.
      Preferisco Ron Paul.
      Concludo rilevando che entrambe le parti sono nemiche giurate della unica vera economia di libero mercato.
      In questo io sono anarchico. Sono contrario a queste versioni della coercizione. A quella fiatmonetaria ed a quella moralista dello Stato etico monolitico.
      E tu?

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    2. Non te ne bastano già due, ne vuoi pure un terzo? :)

      A me è piaciuto il titolo del terzo (ancora?!) articolo (ora che scrivo):
      " Senato e Italicum, Zagrebelsky: “Gentile Boschi le vostre riforme sono autoritarie” ": ne deduco che quanto vigeva finora era frutto di scelte condivise con tutta la nazione.

      Mah... non chiedere mai all'oste se il vino è buono: si corre il rischio di scoprire che non è neanche vino.

      Riccardo Giuliani

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  8. tertium non datur? no, non allo stato. la partita è quella. e le posizioni non sono neanche molto nette. gli usa sono patria di nazionalismo e mondialismo. e libertarismo. quindi, poco imposta cosa sei tu, o cosa sono io. per rassicurarti, per mio conto, ritengo il potere in via generale come roba per psicopatici. di cui l umanità è piena. ci sono anche molti non psicopatici, ma a quelli il potere interessa poco. questo, salvo casi eccezional; ma in quei casi parlerei di leadership spontanea.
    riccardo: divertente ed intelligente. pensandoci... un terzo può fare anche bene. se i poteri si annullano, stiamo tutti meglio. e più sono, meno si possono alleare. oltre l debito fatto, durante la guerra fredda entravano sacchi pieni di valuta pregiata, allora "dollari". per il pci dalla russia. per la dc degli usa. cash; senza debito. valevano per comprare beni prodotti fuori. sono entrati decine di miliardi di dollari. parte del miracolo italiano.
    dunque, della società, non mi cala. non esistono societa libere, esistono solo uomini liberi. la salvezza è individuale. senza con cio diventare schiavisti. in quel caso, non vale. la mia è l indifferenza in materia di società, come dal titolo del libro di manlio sgalambro. non ho una struttura alternativa. ho solo da studiare. e denunciare gli abusi del potere. per illustrare la verita. sperando che il potere diminuisca a favore della liberta. e poi ognuno sia artefice del proprio destino.

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    1. Sgalambro, quello di: "Pensare divide".

      Alla faccia della coesione sociale e della domanda aggregata...

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  9. ma tutti i dollari stampati ed inviati alla dc nei sacchi, saranno stati contabilizzati come emissione e quindi debito? a parte il caso della bce, un po diverso in virtù della condivisione, come facciamo a sapere se una bc contabilizza tutto cio che emette? chi la controlla, la società di revisione? ed allora, perché il debito è X e non Y? è vero o voluto?

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    1. So solo che, quando conviene alle superpotenze, ci vuol poco a cancellare parte o tutto il debito del paese utile.
      Col fiatmoney e' talmente facile creare ricchezza e miseria! E non esiste ne' liberta' gratis ne' probabilmente pace gratis nella fiatrealta' basata sul fiatmoney.
      E la verita' che fine fa in un mondo di psyops tra belligeranti permanenti? Leggi TheFielder e ti spiegano i fake di Putin ed Hamas, poi leggi i siti alternativi anglosassoni e ti spiegano le decapitazioni fake ed i piani militari della CIA neocon...

      L'orticello di Candido...

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    2. hahaha, il vecchio candido... ogni tanto riesce fuori, il saggio...
      che bisogno ci sta di "cancellare"? basta "non mettere"! i dollaristampati e insegnati alla dc, erano in bilancio? o partite contabili fuori bilancio? chi controlla? ed allora, perché ne mettono un certo ammontare? e se ne mettono a debito meno dell effettivo? e se invece ne mettono di più, in funzione di controllo?
      come i media sono meno informativi ed oggettivi della pubblicità, coma hai osservato giustamente, anzi sono ridicoli, così i bilanci delle spa e degli stati non sono credibili. e quelli delle banche centrali? pongo un problema: è tutto inventato?

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    3. Saranno stati fondi dei servizi segreti messi a disposizione per operazioni ad hoc.
      E che vogliamo dire della scusa di Amato per la esplosione della spesa pubblica in funzione antiPCI? Si doveva spendere sempre una lira in piu di quante ne avrebbero spese i comunisti... Fatti e misfatti della Lira fiatmoney per conservare liberta' e democrazia...
      Qualcuno ci si e' arricchito e tanti altri se la son presa in saccoccia...
      Col soundmoney invece avremmo avuto i comunisti?
      Non finiro' mai di ringraziare DeGasperi.

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    4. E' tutto inventato? Si, tutto tranne il Potere che sta dietro il fiatmoney. Quello esiste davvero. Il resto e' tutta messinscena per lo status quo. E' tutta fiatrealta' essersi ritirati su in soli 15 anni dopo una distruzione totale.

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    5. La finanziarizzazione e' un fake colossale. L'economia mainstream e' un fake culturale.
      La crescita e' un fake ideologico.
      La lotta politica socialdemocratica e' un fake.
      L'informazione e' un fake.
      L'Occidente e' un fake al tramonto.
      Figuriamoci se non sono fake i fiatmoney bilanci statali e via discorrendo.
      Tutto diventa fake quando la verita' fa male: il tramonto.

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  10. Segnalo l'articolo di Krugman sul Sole24Ore, dal titolo "Non è ancora l'ora dei libertariani" (http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2014-08-22/non-e-ancora-ora-libertariani-173422.shtml?uuid=ABGQkVmB) in cui il nostro sfoggia la solita disonestà intellettuale innaffiata da fiumi di arroganza.

    O forse lo avete già letto e io mi sono perso i vostri commenti ...

    Ad ogni modo ne approfitto per complimentarmi con la qualità del lavoro che fate e per gli spunti che offrite.

    Alberto

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    1. "La realtà è che il costo della burocrazia in generale è largamente sopravvalutato."
      E fin qua, uno potrebbe pure dire di non avere accesso a tutti i dati per poter confermare o smentire... invece di seguito credo che le papille rotative abbiano azionato la neolingua:
      "Per dirla in altro modo, il libertarianismo è una crociata contro problemi che non abbiamo, o almeno non nella misura che i libertariani vogliono credere. L'esempio migliore di tutti è la politica monetaria, dove molti libertariani sono determinati a fermare l'irresponsabile Federal Reserve che continua a stampare moneta: cosa che in realtà non sta facendo."
      1) non abbiamo, chi?
      2) fermare: ma non sono soliti dire che vogliono chiuderla?
      3) stampare: solito trucchetto semantico.

      Il mio dubbio è invece qui: dopo che un tizio ha esaminato un esempio specifico, si arriva a concludere che secondo i libertariani "le cose potrebbero migliorare notevolmente sostituendo lo Stato sociale con un reddito di base garantito".
      La conclusione mi puzza di redistribuzione di ricchezza: se sì, come potrebbe provenire da un libertariano?

      Riccardo Giuliani

      P.S.: il correttore automatico nel browser mi segnala libertariano da correggere :)

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    2. Riccardo,
      sulla questione del minimo reddito garantito, Krugman fa un gran casino (e fin qua, niente di nuovo), ma la proposta ha un suo senso libertario.
      Se può interessarti, a questo link http://www.libertarianism.org/columns/libertarian-case-basic-income puoi trovare un approfondimento.
      Che il correttore non riconosca la parola "libertario", non è sorprendente. Del resto solo da noi, nel paese delle 50 sfumature di socialismo, ci si ostina a fare dei distinguo tra liberale e liberista.
      Ciao
      Alberto

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