martedì 29 luglio 2014

Le timide riforme delle banche centrali non funzioneranno

Le notizie di banche in difficoltà continuano a veicolare una certa diffidenza in Europa. Prima quelle austriache, poi quelle portoghesi. Ormai credo sia diventato palesemente chiaro a tutti che la tanto decantata ripresa è fasulla oltre ogni limite, soprattutto se consideriamo quanto debito della periferia hanno in pancia le varie banche europee. La farsa è andata avanti perché lo zio Mario è riuscito a calmare i mercati grazie al suo bluff, ma in realtà tutti si stanno aspettando un QE vero e proprio. Sebbene abbia promesso qualcosa di vagamente simile col TLTRO, non se ne faranno niente se salterà in aria una di queste banche sull'orlo della bancarotta. Vendere bond in questo momento non sarebbe saggio visto che gli investitori se ne tengono alla larga, rendendo illiquido un mercato che la pianificazioen centrale non desidera affatto che sia illiquido. Finirà male.
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di Frank Hollenbeck


Il Federal Reserve System nacque come risposta al panico finanziario del 1903 e 1907 che scombussolò il sistema finanziario degli Stati Uniti. Uno degli obiettivi chiave, se non quello reale, era di controbilanciare gli effetti nefasti della riserva frazionaria. E' ormai un secolo che conviviamo con il settore bancario centrale e possiamo solo concludere che ha fallito nel suo compito, peggiorando quello che si presumeva doveva aggiustare. La prova è schiacciante e la riforma di tale sistema non è la risposta. Solo l'abolizione di questa istituzione metterà sul giusto sentiero il nostro sistema economico.

La banca centrale non sarebbe mai dovuta essere un "prestatore di ultima istanza", cosa che all'apparenza potrebbe sembrare positiva, e invece non lo è.

Avere un "prestatore di ultima istanza" permette alle banche di vincere a spese di tutti gli altri. Con un tale sistema, le banche sono più propense a sottoporre a leva i loro depositi (ingigantire la frode) e ad aumentare la rischiosità dei loro prestiti. Se una persona con un problema di gioco d'azzardo ha uno zio ricco pronto a salvarlo, sarà più o meno incentivato a finire nei guai facendo sommesse sempre più rischiose?

Eliminando quella parte del rischio legata alle corse agli sportelli bancari, la banca centrale ha anche tolto la paura che sosteneva pratiche di prestito responsabili. La paura di una corsa agli sportelli, ovviamente, è un aspetto benefico della questione e quando una banca centrale etichetta alcune banche commerciali come troppo grandi per fallire, distorce il sistema profitti/perdite e di conseguenza il sistema capitalista.

Alcuni economisti sostengono che il doppio mandato della FED era uno sbaglio, ed alcune riforme minori (come ad esempio limitare il mandato legato all'inflazione) potrebbero indirizzare la sua politica monetaria sul giusto sentiero. Gli americani non devono far altro che guardare oltreoceano per capire che anche tali riforme indirizzeranno la politica monetaria sulla strada sbagliata.

La Banca Centrale Europea (BCE) è tanto colpevole quanto la FED per aver creato una bolla immobiliare all'inizio di questo secolo. Eppure la BCE è stata strutturata legalmente per essere più conservatrice rispetto alla FED. I tedeschi hanno accettato l'euro come il prezzo per poter riunificare la Germania Est con quella Ovest, ma hanno richiesto che la struttura della banca centrale rassomigliasse essenzialmente a quella della Bundesbank.[1] L'unico obiettivo della BCE era la stabilità dei prezzi ed il suo mandato escludeva chiaramente il finanziamento del debito dei vari stati. La sua sede principale è a Francoforte, in modo da trasmettere l'immagine di una banca centrale in stile tedesco.

Tuttavia, anche con una struttura conservatrice come quella descritta, ha commesso essenzialmente gli stessi errori della FED.

Il primo problema con la politica monetaria della BCE è questo: la stabilità dei prezzi viene definita come un indice dei prezzi al consumo (CPI) piatto. La teoria quantitativa del denaro relazionava il denaro con il prezzo delle transazioni, non solo col prodotto interno lordo (PIL). Quando l'inflazione viene confusa col CPI, invece di considerarla come il prezzo di tutto quello che può comprare il denaro (inclusi i prezzi degli asset), la politica monetaria si concentra su un piccolo gruppo di alberi buoni mentre tutta la foresta è malata. Per di più, l'inflazione a zero potrebbe anche riflettere una politica monetaria eccessivamente aggressiva se i prezzi medi dovessero scendere.

Il secondo problema è il modo in cui è attualmente strutturata la politica monetaria della BCE. E' una macchina gonfia-bolle. La BCE fornisce liquidità in cambio di una garanzia; più è alta la qualità della garanzia, più sarà cospicua la liquidità. Le banche europee hanno subito compreso che la garanzia migliore erano i bond statali, poiché le agenzie di rating avevano dato loro una classificazione AAA. Il presupposto, ovviamente, è che gli stati non possono fallire.

Con una grande domanda di bond statali, i tassi di interesse sono subito scesi a livelli visti solo dalla Germania prima che entrasse nell'euro. Diminuendo il costo dei finanziamenti, paesi come la Grecia e l'Italia hanno avuto un grande incentivo per prendere in prestito e spendere denaro per scopi clientelari (in special modo aumenti nei salari pubblici). Gli stati europei hanno quindi emesso una quantità enorme di bond, cosa che ha generato una quantità enorme di liquidità la quale tra il 1999 ed il 2007 è andata a gonfiare bolle immobiliari ed a creare investimenti improduttivi. Senza una struttura monetaria simile, Grecia, Spagna ed Italia non avrebbero mai avuto così tanti problemi legati al debito. La bolla nei bond statali può essere attribuita direttamente alla liquidità generata e dispensata dalla BCE. Di incredibile c'è che questo sistema è ancora in piedi, e la BCE sembra totalmente inconsapevole di quello che ha fatto e che continua a fare. Le banche europee sono ora ricolme di debito statale fino alle orecchie, ma la BCE sembra ignara circa il suo ruolo in questa grande farsa.

La BCE ha di recente implementato tassi di interesse negativi sui depositi, e sta considerando la possibilità di avviare un QE. Sarebbe più saggio impossibilitare l'uso dei bond statali come garanzia collaterale in cambio di prestiti dalla BCE, ed adottare limiti restrittivi e chiari (se non la completa abolizione) alla capacità di creare denaro, prendere in prestito e tassare. La tassazione diretta degli stati, la riserva frazionaria delle banche commerciali e le azioni delle banche centrali non risolveranno i problemi che languono alla base del caos europeo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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Note

[1] Alcuni concetti presentati in questo pezzo sono stati ripresi dal libro eccellente del Dr. Philipp Bagus, La Tragedia dell'Euro.

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15 commenti:

  1. "... non risolveranno i problemi che languono alla base del caos europeo."
    Stiamo precipitando indietro per vivere un futuro già accaduto, sotto alcuni aspetti?
    Gli errori di medesima natura variano principalmente per intensità, in minima parte per qualità: ci piace pensare che la sostanza sia diversa ogni volta. La propaganda trova sempre terreno fertile: ignoranza rivestita di scienza.

    Riccardo Giuliani

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  2. Riformismo vs massimalismo è l'approccio dialettico del socialismo alla conquista del Potere.

    Ma qui non si tratta di conquistare il Potere, in particolare il Potere sul mezzo di scambio economico, che oggi è solo fiatmoney, cioè mezzo politico del Potere.
    Qui si tratta di rimuovere il Potere, qualsiasi Potere di qualsiasi natura, di gestire il mezzo di scambio economico.
    E' inutile e sbagliato cercare di riformare il pianificatore legale della gestione centrale del fiatmoney.

    Le uniche cose da fare sono:
    chiudere il sistema bancario centrale,
    abolire il corso legale e dare alla democrazia dei consumatori la possibilità di scegliere ciò che meglio rappresenti il soundmoney. Cioè, il denaro strumento di mercato al posto del mezzo politico di scambio,
    lasciare che ciascuno, individuo, azienda o banca, sia responsabile di ciò che fa: chi sbaglia, paga. E se non ce la fa a pagare, fallisce e chiude. Chi azzarda, rischi in proprio. E chi dà la propria fiducia ad un lestofante, paghi il prezzo della propria avventatezza.

    Si è LIBERI solo quando si è davvero RESPONSABILI. E viceversa.
    Nessuna responsabilità implica nessuna libertà.
    Non siamo un aggregato gestito da qualcuno. Non siamo un gregge. Non dobbiamo farci trattare come se lo fossimo.
    Riappropriamoci del Soundmoney. Denaro della gente.

    Posso accettare un certo gradualismo nel passaggio dal fiatmoney al soundmoney.
    Ma la direzione NON E' continuare in maniera più accorta col fiatmoney.
    L'unica strada E' ritornare al soundmoney, al mezzo di scambio economico gestito dal basso, dalla democrazia dei liberi consumatori.
    Tutto il resto è FALSO.

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    1. Scusa, ma chi dovrebbe chiudere il sistema bancario centrale, abolire il corso legale e permettere di tornare ad un sound money? Hai detto niente...

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    2. E' una bella ed intelligente domanda. Molto appropriata. E' proprio la domanda giusta.

      La risposta sembra difficile. O forse si vuol farla sembrare tale.
      Ma, in realtà, la risposta è ovvia...

      Chi?

      TU!

      Ricorda: questa è la battaglia culturale per eccellenza... Riappropriarsi di se stessi: LIBERARSI.

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    3. Io? Ah, ok. Domani telefono a zio Mario e lo licenzio...; )

      Kulturkampf, certo (mia moglie alza gli occhi al cielo...)
      Ci vorranno secoli.
      E intanto?
      Conosco (un poco) la teoria, ma la prassi?
      Qual è la prassi della liberazione?
      Quali sono i gesti, gli atti concreti?
      Ops, stavo per scrivere "Qual è l'azione umana?"
      Sì, non compro più titoli di stato, non vado a votare, consiglio sempre di leggere Freedonia e altri blog/siti libertari, oppongo ogni volta che posso una qualche resistenza all'autorità, ho buttato Tv e giornali, ma ho l'impressione che siano punture di spillo, che la bestia sia troppo forte e che non mollerà la presa fino alla fine, procurando indicibile sofferenza, come sempre.
      Che fare?

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    4. La cosa importante non è la tua impazienza. Ma non sentirti impotente. Ti prego.
      Sennò, ha già vinto la bestia.

      Tanti TE non hanno idea di come possano cambiare le cose.
      Prima che esse cambino catastroficamente da sole.
      Ma non si può non credere più alla bestia, se prima non si ricomincia a credere davvero in se stessi.
      Un po' alla volta. TU + TU + TU + TU + ...

      http://vonmises.it/wp-content/uploads/2014/07/Paul-Oro_Pace__Prosperita%CC%80-19814.pdf
      Si parla di soundmoney. E si racconta l'inganno. Che il soundmoney sia oro o qualcos'altro non importa.
      Non credi che capire sia già essersi tolti il cappuccio che ci hanno messo in testa?
      Altrimenti, Ron Paul è solo un arzillo, illuso, vecchietto?

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    5. Già scaricato ieri. Lo stamperò e lo regalerò, ben rilegato, a un'amica che lavora in banca...

      E' vero, il primo passo è sempre la consapevolezza che nasce dall'analisi ragionevole della realtà (eterno grazie a Francesco, ma anche a te, GDB e gli altri).

      Sì, lo ammetto, sono un po' impaziente. Dal punto di vista economico la bestia mi sta dando mazzate durissime. Quell' "Un po' alla volta. Tu + Tu" non mi convince. Sento la mancanza di un aggregante e accelerante politico, di un Ron Paul, per dire.

      Comunque grazie dell'incoraggiamento.




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    6. Ciao Anonimo.

      Dna ha esposto egregiamente come la complessità dell'attuale pantano non debba scoraggiare coloro che vogliono uscirne. Più concretamente nelle prossime settimane verrano presentati alcuni consigli da poter prendere in considerazioen per prepararsi ad un'evntuale ed "improvvisa" tempesta. Non solo, ma capiremo come si potrà evolvere l'attuale scenario e portare ad un auspicato cambiamento di paradigma. Il primo appuntamento già da domani con uno strepistoso Gary North.

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    7. ciao anonimo, ti racconto come la vedo io. non è la soluzione, ma la mia soluzione. che ognuno è diverso, ed ognuno ha una sua strada per essere libero. e bada che la liberta assoluta non esiste. quindi essere liberi sempre di piu, ma sempre relativamente. siamo esseri umani e finiti. ma ti potranno levare tutto, tassarti allo spasimo, rinchiuderti in campi di concentramento. ma non potranno mai levarti la tua liberta, se non uccidendoti. che la liberta vera sta nella testa. ed, ovviamente, nella presa di coscienza e nella conoscenza. né potranno mai impedire al sole di alzarsi ogni mattina pur senza la loro licenza. in fondo la questione dell autorità è contenuta nella storia dell asteroide b325 (piccolo principe). la liberta è percorso, presa di coscienza, stato mentale. poi, il resto, è un gioco. io ho la fortuna di non passarmela economicamente male, ho qualche cartuccia da giocare in questo gioco. e forse per me è più facile filosofare. sicuramente le tecnicalita della mia professione mi aiutano a muovermi. ma non ho neanche grosse velleità, e , fatto il mio, mi nascondo. resto nell ombra. il "successo" di per sé non mi ha mai interessato, né l arrivismo. raggiungere obiettivi, avere gratificazioni essere persona "libera" e, per quanto posso, di valore. queste cose, si. allora, dipende dagli obiettivi. il saggio sul monte è di certo più spirituale di me. certo, moderare i bisogni è, dal punto di vista economico, una grave limitazione. ma vuoi mettere la soddisfazione di vederli brancolare, fallire, restare impantanati, cadere, con mastercard? se hai 2 risparmi, nascondi, diversifica... e poi chissenefrega, che la vita non va neanche presa troppo sul serio, tanto non ne esci vivo.
      se poi ti va, gioca al gioco che ci sta, tanto è un gioco. magari, entro certi limiti morali, che sicuramente possiedi...insomma... fai tu...

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    8. Ciao gdb

      Il tuo discorso, molto sensato, conferma ciò che ha spiegato bene Rothbard in Man, Economy and State, la teoria soggettiva del valore fa sì che il reddito rilevante è lo psychic revenue a cui quello monetario può essere, a seconda dei casi, più o meno funzionale.

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  3. ma nel link, l autore è in favore del chicago plan?

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    1. Ciao gdb.

      In quel video Hollenbeck parla dell'ennesima rivisitazione di quel piano in cui viene magnificata per l'ennesima ed inutile volta la figura di Irving Fisher. Da come ne parla sembra infatti a favore di una cosa del genere, ma al minuto 5:50 circa in poi (quando spiega i tre punti che lui metterebbe dentro) sembra ri-acquistare un momento di lucidità.

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    2. hahaha, ascoltato... ma che chicago plan è quello con le sue condizioni? diventa moneta merce e non a debito. è un furbacchione? :)

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    3. >ma che chicago plan è quello con le sue condizioni?

      L'ennesima ri-ri-ri-ri-visitazione. :D

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  4. Alan Moore, pittoresco autore anarchico di comics famosi come V for Vendetta: “L'economia è un'allucinazione tremendamente complessa. Probabilmente un'allucinazione necessaria. Quando qualcuno stabilisce per tutti che un pezzo di metallo vale una mucca, o tre sacchi d'orzo, inserisci nel tuo mondo la possibilità di abusarne. E una moneta esiste finché le persone ci credono, proprio come il vudù. Gli abusi a cui si arriva sono evidenti se si guarda al mercato dei derivati finanziari. Nel 2008, mentre il mondo delle Borse si scioglieva in modo spettacolare, è stato stimato che il valore teorico del mercato mondiale dei derivati fosse dieci volte superiore alla reale produzione economica dell'intero pianeta. In quel buco enorme ci siamo infilati credendo in questa immaginaria valuta vudù. Le istituzioni finanziarie sono guidate da persone con seri problemi di gioco d'azzardo. A livello psicopatologico si sono inventati strumenti che hanno reso loro più ricchi, ma che hanno destabilizzato l'intera economia mondiale. Sono stregoni della finanza. C'è qualcosa di sbagliato nel modello che usiamo. Ma dubito che attualmente ci siano politici in grado di metterlo in discussione”.

    Forse ignora la Scuola Austriaca. Ma è arrivato a capire causa ed effetto.
    Non ci sono ancora arrivati, invece, quelli che a lui piacciono per il romanticismo delle proteste: Anonymous, Occupy, Indignados. Ma, prima o poi...

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