venerdì 27 giugno 2014

Preparatevi alla morte dei petrodollari





di Addison Wiggin


[La prima parte di questo saggio, Il boom energetico degli Stati Uniti metterà fine allo status di valuta di riserva mondiale del dollaro, è stata pubblicata ieri.]


"Poniamo che gli Stati Uniti non vogliano più importare tanto petrolio arabo", dice Erik Townsend facendo un esperimento mentale. "Beh, se così fosse, è davvero difficile capire perché gli arabi dovrebbero continuare a prezzare il loro petrolio in dollari; i loro maggiori clienti sarebbero in Cina e in Brasile e nei paesi che non hanno alcun motivo di trattare in dollari."

Siamo in debito con Townsend per averci aiutato a capire come si potrebbe dipanare la fine dei petrodollari. Erik ha sfruttato la fortuna della sua prima carriera, come imprenditore di software, per avviare la sua seconda carriera come manager di hedge fund che conosce il mercato dei futures del petrolio.

Pensateci: dov'è l'incentivo a mantenere i prezzi del petrolio in dollari e mantenere grandi riserve in dollari se gli Stati Uniti non sono più il vostro più grande cliente?

"Il crollo del sistema dei petrodollari, dove il petrolio non verrebbe più pagato in dollari a livello internazionale, rappresenterebbe in sostanza la campana a morto per il dollaro come valuta di riserva. Significa che gli USA non potranno più contrarre prestiti forti di “privilegi esorbitanti”, e significa che il mercato del Tesoro degli Stati Uniti sperimenterà un'impennata fuori controllo dei tassi di interesse."

Improvvisamente il fatto che gli USA abbiano bisogno di minori importazioni risulta ininfluente quando "il resto del mondo non userà più dollari come mezzo di scambio."

Gli sceicchi arabi produttori di petrolio, hanno più dollari di quanti ne possano usare. Nei tre decenni prima del 2000, le entrate totali delle esportazioni di energia dal Medio Oriente ammontavano a $3.5 bilioni. Nei 13 anni successivi, il totale è salito a più di $8 bilioni. Secondo una stima degli esperti, nelle mani del Medio Oriente giacciono circa $8-10 bilioni di saldi in valuta (in gran parte dollari).




Quanto a lungo vorranno conservare tutti quei dollari? Soprattutto quando l'Asia e il Pacifico rappresentano ormai un terzo del consumo mondiale di petrolio e gli Stati Uniti solo il 20%...

Nel frattempo, il primo importatore di petrolio al mondo — la Cina ha preso questa corona dagli Stati Uniti lo scorso autunno — sta facendo la sua parte per indebolire i petrodollari. Negli ultimi anni la Cina ha stretto accordi con molti dei suoi partner commerciali per fare affari con le loro valute. Cina e Russia, Cina e Brasile, Cina e Australia, anche Cina e il suo nuovo/vecchio nemico Giappone — tutti hanno fatto ricorso a currency swap e altri accordi per bypassare il dollaro.

Lo scorso novembre lo Shanghai Futures Exchange stava pensando di prezzare i suoi contratti futures sul petrolio greggio sia in yuan che in dollari, con l'obiettivo di rendere tale disposizione il nuovo punto di riferimento asiatico. "Lo yuan è diventato più internazionale e più riconosciuto che mai nel mercato finanziario", ha detto a Reuters il capo di una ditta di commercio cinese.

Ma mentre gli arabi si agitano per il valore dei loro dollari... ed i cinesi si muovono attivamente per diversificarsi dal dollaro... i russi potrebbero sferrare il colpo finale.

"Martedì 4 marzo, secondo me, è stato come la crisi dei missili di Cuba per la storia del mondo", afferma Erik Townsend, con un presagio inquietante di eventi futuri.

In superficie, il peggio della crisi tra Ucraina e Russia sembrava essere passato. I mercati si stavano calmando mentre il presidente russo Putin parlava sul tema per la prima volta — promettendo che avrebbe usato la forza in Ucraina solo come "ultima risorsa" se la popolazione russofona fosse stata in pericolo.

Poi ci sono stati altri due interventi di funzionari russi che hanno ricevuto poca attenzione.

L'assistente economico al Cremlino Sergei Glazyev ha detto che di fronte a sanzioni occidentali, la Russia potrebbe cercare di evitare il dollaro per le transazioni internazionali. "Troveremmo un modo non solo per ridurre la nostra dipendenza dagli Stati Uniti, ma anche per ottenere grandi benefici per noi stessi."

"Annunciare sanzioni finirebbe per ritorcersi contro il sistema finanziario degli Stati Uniti, cosa che causerebbe la fine della loro dominazione sul sistema finanziario globale."

Iperbole? Sì. Glazyev è una figura di basso spessore? Certo . Ma poi, come per sottolineare queste osservazioni, il portavoce del Ministero degli Esteri Alexander Lukashevich ha detto: "Dovremo rispondere... se provocati da azioni irresponsabili da parte di Washington... e non necessariamente in modo simmetrico."

Sì, è solo un portavoce... ma parla a nome del ministro degli esteri Sergei Lavrov. E mentre andiamo in stampa, ha ancora il suo lavoro.

"E' uno dei linguaggi più forti che io abbia mai sentito da un diplomatico", dice Erik Townsend. "E' come se la Russia stesse dicendo: “Stati Uniti, se volete giocare a questo gioco, se volete venire a dirci cosa possiamo fare nel nostro paese, perché siete gli Stati Uniti e pensate che potete ignorare il diritto internazionale, perché avete un'innata arroganza — se è questo quello che pensate, premeremo un pulsante e scaraventeremo il vostro paese in una crisi valutaria e obbligazionaria che metterà fine alla vostra egemonia economica nel mondo, e noi abbiamo il potere di farlo”."

"Non sarei sorpreso se qualcuno in Cina l'avesse sentito e ora sentisse squillare il telefono."

"Se questi due paesi uccidessero la valuta di riserva mondiale, le cose cambierebbero improvvisamente. Quindi, se voi foste nei loro panni, perché non accordarsi per farlo? Immaginate se potessero introdurre una valuta tutta loro. Cina e Russia che creano una nuova moneta e dicono: “Non abbiamo intenzione di usare lo yuan cinese. Cereeremo questa nuova moneta. Si chiama Asiabuck o qualcosa del genere, ed è sostenuta da qualcosa di reale, preferibilmente l'oro ”."

Dovete capire che questa è una possibilità, non una previsione. Ma quasi nessuno se n'è accorto.

Sin da quel giorno, c'è stata poca tregua per i russi. A fine aprile il sito web Voice of Russia — precedentemente noto come Radio Moscow — ha pubblicato un articolo intitolato “Time Is Running out for the U.S. Dollar.”

Citava il commento di un economista russo: "Gli Stati Uniti non hanno molto tempo per prepararsi ad un serio indebolimento del dollaro sulla scena mondiale e, viceversa, ad un serio rafforzamento del ruolo delle altre valute. La quantità massima di tempo su cui possono contare è 18 mesi."

Dal punto di vista dei russi, 18 mesi potrebbero essere un pò ottimisti.

"Dubito che possa scatenarsi una crisi valutaria e obbligazionaria sotto gli occhi di Obama", afferma Erik Townsend. "Gli restano solo un paio di anni di mandato; ci stiamo avvicinando. Ma tra otto e più anni — supponendo che il prossimo presidente riceva due mandati — penso che avremo l'occasione di veder saltare in aria il mercato obbligazionario USA, per un motivo o un altro."

"Questo significa che il nostro prossimo presidente presiederà al disastro finanziario più grande e complesso della storia. Il 2008 sarà un pic-nic rispetto a quello che ancora ci aspetta."

Offerte di lavoro perse, case perse, speranza persa... e poi?

In quel momento i leader americani si siederanno con i loro vari "partner" commerciali e diranno loro che la Cina e la Russia diventeranno le potenze mondiali più grandi e più cattive — a meno che l'Occidente non unisca le forze per dare vita ad una nuova valuta di riserva globale. "Assisteremo all'unione del dollaro e dell'euro, e di qualsiasi altra valuta voglia salire a bordo."

"Cosa fareste se gli Stati Uniti dicessero una cosa simile: “Guardate, non possiamo vivere in quell'altro nuovo mondo. E' troppo radicale. Significherebbe la fine della vita come la conosciamo. Pertanto tutti i paesi che non sono allineati con la Cina e la Russia, devono essere dalla nostra parte.” E quello che faranno sarà fornire alle élite politiche una via di fuga, ma tutti gli altri saranno fregati."

Cioè, ci sarà un tasso di conversione tra il dollaro e la nuova valuta per le élite... e un altro per tutti gli altri.

Rivolta per le strade? Forse sì, forse no. Townsend suggerisce che il meccanismo di conversione sarà così complicato che solo pochi riusciranno a comprenderlo e ancora di meno riusciranno a capire quello che sta accadendo intorno a loro — proprio come i salvataggi del 2008. "Il governo è molto bravo a rendere le cose complicate al fine di oscurare ciò che sta realmente accadendo."

E pensare che tutto è iniziato con la ritrovata prosperità americana causata da abbondanti scoperte energetiche sul suolo USA.

Quando arriverà il Giorno del Giudizio? Quando i sauditi o i russi o i cinesi staccheranno la spina ai petrodollari?

Townsend dice che non accadrà sotto la presidenza Obama. Sembra una previsione credibile.

Forse il momento arriverà quando l'America sarà abbastanza indipendente dalle forniture di petrolio straniero — il momento in cui i petrodollari saranno poco necessari per ungere gli ingranaggi del commercio internazionale. Quello sarà il momento in cui gli sceicchi e gli oligarchi si dirigeranno verso le uscite.

Riportiamo alla mente il grafico di ieri:




Siamo passati dall'importare il 60% del nostro fabbisogno di petrolio nel 2005, al 40% attuale. Nei prossimi cinque anni, questo numero si ridurrà ulteriormente al 30%.

Questa "soglia del 30%" potrebbe rappresentare benissimo la proverbiale scritta sul muro: la crisi è vicina. Nessuna garanzia, ovviamente... ma non è difficile credere che qualcuno a Riyadh o a Mosca o a Pechino stia guardando questi stessi dati mentre l'US Energy Information Administration li mette online ogni mese.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


21 commenti:

  1. Questo Townsend a chi scrive e legge e commenta in questo blog gli fa un baffo. Qua era gia' tutto chiaro da tempo.
    Quando il dollaro si fondera' con l'euro per creare dal nulla un altro fiatmoney atlantico, cosa sara' diventato l'euro? Un ricordo spiacevole, un nuovo Marco, o un succedaneo della Lira?
    Strumento di politiche fallimentari o cos'altro?
    La nuova fiatvaluta cosa rappresentera'?
    Softpower o hardpower?

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  2. dna ha ragione. inoltre ci sono altre variabili, come appunto dna sottolinea, ed il processo non è immediato, ma nel tempo. e nel tempo si gioca su tanti tavoli. dal 60 al 40 non è successa la catastrofe, perché dovrebbe succedere dal 40 al 30. poi ci sta la partita del gas nel medio oriente, ed il fatto che la russia non ha molto appeal e know-how. se non vende il gas, che fa? gli usa stanno dominando il mondo con internet. per quanto l arroganza del gendarme dia fastidio, meglio un equilibrio di poteri che si annullano piuttosto che il prevalere di uno di essi. ora, un po' di ristabilimento di ordine pluralista, ben venga. il tracollo degli usa, che non ci sarà non è invece auspicabile. gli altri potrebbero essere ben peggio. l unico tracollo auspicabile è quello dell ordine monetario e finanziario. e

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  3. Hillary Clinton (Skull&Bones) prossimo presidente degli Stati Uniti avrà si gatte da pelare fra la guerra in centro Africa che in confronto il medio-oriente sarà stato una gita in campagna. Ma non il collasso del dollaro, si come moneta di riserva forse anzi sicuro ma non un crollo del dollaro. Gli Arabi stanno trasformando il petrolio-soldi in altro dal regno dei cieli ai porti, dalle ferrovie ai treni passando per centrali atomiche ed altro, insomma dalle infrastrutture ai mezzi di vario genere. Acquistato (a suon di Barili) il Know How e le aziende leader in vari settori la oro economia fra qualche annetto sarà completamente diversificata e già oggi questo diventa sempre più evidente. Anche per una nuova moneta euroatlantica non credo che la vedremo e molto più probabile un agganciamento del Dollaro all'Euro, il classico cambio fisso.

    Perspicace

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    1. Ciao dna, gdb e perspicace.

      Risponderò qui a tutti e tre. Questa non è una confutazione delle vostre teorie, anzi sono radicalmente fondate e probabilmente molto più vicine alla realtà di quelle di tanti pseudo-economisti "esperti del settore". Siete degli osservatori, non vilasciate trasportare dagli sproloqui di coloro che presumono di sapere meglio di voi. Nel mio modesto angolo io cerco solamente di fornire il quadro generale e lascio che siano i lettori a trarre le dovute conclusioni. Non amo fare previsioni. Una cosa la so per certo: non c'è consapevolezza di quello che oggi gli stati mondiali stiano facendo. Certo, possono vendere delle menzogne, ma poi (in un modo o nell'altro) emerge la verità. Davvero gli Stati Uniti sono questa forza militare incontrollabile che potrebbero imporre con le armi la loro volontà? Non saprei. Mi è bastato riportare alla mente il fatidico giorno in cui Bush Jr. annunciava festante la fine delle ostilità in Iraq per farmi venire qualche dubbio.

      Si è detto spesso che le banche centrali non lasceranno spazio ad una nuova crisi. Eppure sono 100 anni che assistiamo ad un ciclo perenne di boom e bust. Chiacchiere. Guardate ad esempio qual è lo stato degl istipendi medi negli USA. Sono stati 50 anni di chiacchiere. A questo sono serviti i vari imbonitori storici che hanno costellato l'universo economico: chiacchiere, soluzioni facili, controllo. Sono state offerta così tante soluzioni alla popolazione per i vari disagi che ha dovuto subire nel tempo, da renderla miope a quello che stava accadendo nel suo portafoglio. Mentre la produzione saliva, il potere della carta nel suo portafoglio diminuiva. Perché? Perché l'individualismo è stato sfiduciato. Se qualcosa viene detta da un milione di persone, è vera, giusto? Se la maggior parte delle persone dice che one trillion si traduce con mille miliardi ciò è vero giusto? Allora perché dovrebbe aver torto colui che fa notare come, ad esempio, si può tradurre "un bilione"?

      Sebbene vada contro-corrente non sta dicendo nulla di avulso dalla realtà. Utilizza le sue facoltà logiche per arrivare all'evidenza. Ciò è pericoloso. Potrebbe significare l'emersione di una pluralità di opinioni deterrenti per l'establishment. Qualcuno potrebbe tornare a pensare. Il nuovo libro di Piketty si inserisce proprio in questo contesto, ad esempio, il quale si propone di veicolare la natura della disuguaglianza tra lavoratore e capitalista attraverso una storia tria e ritrita: la teoria dello sfruttamento.

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    2. Leggiamo quanto dice David Stockman:

      «Real hourly earnings of production workers at about $20.50 per hour in May were exactly the same as they were when President Lyndon Johnson was hauling his hunting dogs around by their ears back in 1968. More particularly, that’s when Johnson also manhandled the chairman of the Fed, William McChesney Martin, and forced him into printing money to finance his “guns and butter” outbreak of massive deficits.

      As the chart shows, monetary inflation seemed to work for a few years because in those times of trade account surpluses organized labor was able to push up wage rates faster than the CPI. Accordingly, real wages reached an all-time record of $22.30 per hour in the early 1970. Ironically, the catalysts for that final wage push were soaring construction wages in NYC obtained by the building unions working on the World Trade Center, and a 70-day strike at GM which resulted in the bountiful UAW “pattern agreement” that ultimately took Detroit down.

      More importantly, the surge of Fed-fueled inflation in the late 1960s also took down the monetary system and paved the way for today’s destructive monetary central planning which erodes main street living standards and gifts the 1% with speculative windfalls on financial assets. Specifically, the CPI had averaged about 1.2% annually between 1953 and 1965, but then soared to upwards of 6% by 1970-1971( a level never seen outside of the two world wars and post-war demobilizations after the Fed’s opening in 1914).»


      Possiamo ponderare sul futuro, ma finché non avremo chiaro quanto il presente sia melmoso non riusciremo ad ottenere niente. L'attuale sistema può anche crollare, e crollerà, ma non servirà a niente se una nuova generazione di individui scaverà buche per dissotterrare vecchie sciocchezze. Ci si è abituati. La scuola dell'obbligo ci ha abituati. La battaglia principale è quella sull’istruzione: sui suoi presupposti, sui suoi contenuti, sul suo sistema di erogazione. L'accesso ai cosiddetti circoli interni di Harvard dopo gli anni '60, attraverso il superamento di esami formali e non più attraverso l'ereditarietà, ha permesso di vendere un'altra menzogna: "Anch'io posso far parte dell'élite." Ma su quale base essi sono selezionati? Credere in una confessione teologica: "salvezza attraverso la burocrazia". Il sistema si basa sul controllo politico-burocratico dei liberi mercati. Perché? Perché il libero mercatocontiene la nemesi di questo sistema: la concorrenza sui prezzi. I nemici mortali della cosiddetta superclasse sono quelle persone che pronunciano frasi così: "Ti vendo qualcosa ad un prezzo più conveniente". Ora lo stanno dicendo gli asiatici.

      Quindi, sì, l'occidente è destinato a percorrere la via verso la schiavitù. La percorreremo fino in fondo. Forse ci sarà un nuovo "muro di berlino", ma stavolta le parti potrebbero essere invertite. La storia ha davvero uno strano senso dell'ironia.

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    3. Concordo.
      Dico solo che le parole veicolano significati. Ed a ben guardare dietro istruzione c'e' comando, laddove dietro educazione c'e' la guida Virgilio. Così dietro legalita' ci sta il Potere mentre dietro onesta' c'e' l'individuo coi suoi valori riconosciuti dal "mercato" delle reputazioni. Denaro legale e denaro onesto sono cose molto diverse.
      Gli Argentini sono il paradigma della perseveranza nell'errore.

      Se un sistema e' sbagliato le eccezioni, che pure ci sono, confermano la regola.
      Per il resto attendo...

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    4. Quello che il Potere da sempre dovunque e comunque cerca di contrastare in senso lato e' l'alternativa.
      Se non conosci neppure l'esistenza dell'alternativa sei prigioniero del potere di turno.
      Conoscere per deliberare.

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    5. L'essenza è quella. E' per questo che la conclusione (sebbene non espressa esplicitamente) del precedente commento è questa: la maggior parte della popolazione accetterà qualsiasi obbrobrio finanziario partorito dalla sadica mente dei pianificatori centrali. Dollaro fuso con l'euro, dollaro ancorato con l'euro, gold standard garantito dallo stato, ecc.

      E' una dipendenza, e come tale non si spezzerà finché una delle due parti muore. Sono convinto che questo accadrà, materialmente, quando lo schema Ponzi delle pensioni salterà in aria. "Mi dispiace non ci sono più i soldi." "Ma come, mi avevate detto che..." "Ci sbagliavamo." Nel frattempo saranno depredate tutte le libertà individuali possibili. Verrà accettato perché in cambio verranno date "soluzioni" percorribili a quei problemi che possono mettere in pericolo i fondi pensione. Coloro che avvertono gli altri di questa realtà sono quelli che hanno detto "No, grazie" al giro di droga statale; avvertire gli altri, però, che sono in preda al delirio illusorio di un mondo modellato dallo stato, non ascolteranno. Alcuni probabilmente sì e smetteranno di crederci, ma la maggior parte degli adulti si è assuefatta alla cessione delle proprie responsabilità.

      "Che ci pensino quelli al governo." "Le autorità statali devono fare qualcosa." Sono frasi che sto sentendo spesso ultimamente dalle mie parti a causa della chiusura di alcuni reparti dell'ospedale locale. La concezione di alternative è avulsa da questo tipo di ragionamento. E' per questo che bisogna iniziare dalle scuole finanziate con le tasse. E' lì che risiede il cuore del problema. Incitare le giovani leve a dire "No, grazie". Io ci proverò pubblicando il mio libro.

      Non so quanto ci vorrà prima che finisca, ma arrivarci sarà molto doloroso.

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    6. Anche Ron Paul si e' guadagnato le stellette reputazionali sul campo. Coi libri, le proposte e le denunce, con la coerenza soprattutto.
      Terreno fertile pare averne trovato.
      Magari un giorno i soldati americani si rifiuteranno di obbedire a certi programmi.
      Tutto scorre nonostante le rappresentazioni statiche della realta' istituzionale.
      La cartapesta non dura.

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    7. “E' una dipendenza, e come tale non si spezzerà finché una delle due parti muore. Sono convinto che questo accadrà, materialmente, quando lo schema Ponzi delle pensioni salterà in aria.”

      Se rifletti, sta già accadendo. Quando lo stato fa salire l’età pensionabile, sta andando in default. Oggi è settant’anni. In alcuni casi, iniziando a lavorare a vent’anni (anche se non sono molti quelli che iniziano a vent’anni e continuano ininterrottamente) si devono versare i contributi per mezzo secolo per avere al massimo dieci anni di pensione. Se poi una persona non è sposata, si sarà ritrovato a lavorare gran parte della sua vita per lo stato. Se uno ci pensa un attimo, capisce che è meglio lavorare in nero.
      Il fatto è che nessuno ci pensa.

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  4. Che cos'è un "bilione"? Il miliardo di paperon-de-paperoni? Imparate l'italiano, CAZZO.

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    1. Se mi avessero dato un centesimo per tutte le volte che ho dovuto leggere questo commento, adesso avrei davvero il mega- deposito di Zio Paperone: https://it.wikipedia.org/wiki/Bilione

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  5. dietro l oggetto c è il soggetto… e, partendo da platone ed aristotele, passiamo per a kant, ed arriviamo all epistemologia della conoscibilità, "oggetto" di studio della logica (russel, frege, peirce, sassure). tema tutt altro che estraneo ai nostri discorsi, perché riguarda l individualismo metodologico, l esistenza o meno di cose come "la società", l analisi del linguaggio (i "simboli incompleti"), il concetto di "verità". e di diritto. come noto, il diritto è soggettivo, quello che un soggetto ha; quello oggettivo, l insieme delle regole legali. può il diritto oggettivo essere altro e più che l insieme dei diritti soggettivi? se i diritti esistono solo in quanto sono diritti di soggetti, allora l unica verità è il soggetto ed il diritto è una scienza relativista? no, perche esiste il soggetto come altro da sé, colui che è il nostro interlocutore. allora il diritto diviene relazione inter soggettiva. ma allora non esiste il diritto oggettivo come verità? se non esiste, come possiamo determinare quali diritti soggettivi sono "giusti" e quali no? ma se invece esiste una verità del diritto sopra il soggetto, come possiamo fermare il sopruso in nome della verità e dire quando siamo di fronte ad una legge "sbagliata" o "giusta" in relazione alla "verità"? diritto naturale (verità assoluta) ma legami con la religione ed il sacro. e diritto positivo, verità relativa, ma arbitrio del potere. io da tempo propendo per l autoevidenza, che non ha bisogno di spiegazione. un "diritto natuale" senza nessuna ascendenza mistica o sacrale. in quest ottica, i diritti sono solo delle singole persone, perché tutti gli altri soggetti, giuridici, sono linguisticamente simboli incompleti: sono completi solo i nomi propri che denotano un essere umano e non hanno bisogno di alcun rimando. perciò la verità esiste in modo assoluto nel soggetto identificato col suo nome proprio. ma non è relativista perché esiste in ogni soggetto. più soggetti insieme formano una "società" (sia dal punto di vista sociologico che del diritto commerciale: per le società commerciali è di gran moda la "nexus of contract theory. la società come fascio di contratti… fascio… fascismo… teoria istituzionale… tutto torna, girandosi sempre attorno allo stesso dilemma). quando la verità dell insieme di più soggetti diventa altro, quando il diritto oggettivo diventa più dell insieme dei diritti dei soggetti, siamo fottuti

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    1. dna dalla spiaggia28 giugno 2014 15:41

      Probabilmente cio' che e' ovvio, autoevidente, e' emerso in modo spontaneo, forse naturaliter, forse perche' esito della evoluzione della specie, dalle relazioni, dalle interazioni umane come opportunita' migliore e preferibile per tutti. Condiviso e riconosciuto (controllato, verificato, validato) universalmente.

      L'arbitrio e' nel Potere degenerato. Ma il Potere degenera sempre perche' sempre umano. Non trascendente.
      Il limite alla degenerazione e' il ricambio ma il ricambio non e' caratteristica del Potere. Perche' il Potere diventa meta, fine, obiettivo e dunque cambia in superficie soltanto.
      Il diritto positivo e' utopia. E diventa caos se il legislatore si illude di racchiudere in una foto precisa un film senza ne' capo ne' coda.
      La presunzione fa brutti scherzi soprattutto a chi la subisce.

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    2. Ciao gdb.

      Questo tuo commento, possiamo dire, è un preambolo all'articolo che presenterò venerdì prossimo. Cercherò di dimostrare come possiamo discernere il giusto dal bene per noi stessi; come veicolare la libertà dal mondo noumenico a quello fenomenologico; in sostanza, cercherò di dimostrare, attraverso un ragionamento imbastito fondamentalmente sull'a-priori kantiano, come lo stato sia un ente inutile e dannoso e come sia "ingiusto" sostenerlo fiannziariamente.

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  6. Il Potere.
    Un esempio disastroso di elite.
    Dalle nostre parti.

    http://www.sslaziofans.it/contenuto.php?idContenuto=29082

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    1. Beh, rinfranchiamoci.

      http://www.rightsidenews.com/2014062334485/us/economics/ron-paul-on-the-evolution-of-freedom-in-the-21st-century.html

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    2. Hanno finito la carta filigranata...
      :D

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  7. http://ronpaulinstitute.org/archives/featured-articles/2014/july/31/the-rise-of-the-petro-yuan-and-the-slow-erosion-of-dollar-hegemony.aspx

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