mercoledì 26 marzo 2014

E' alle porte una deflazione di massa? Ovviamente no, ma Ambrose Evans-Pritchard la teme lo stesso





di Gary North


Ambrose Evans- Pritchard è un giornalista Keynesiano. Teme la deflazione dei prezzi più di ogni altro risultato economico. Per anni ha messo in guardia il suo pubblico contro la deflazione dei prezzi.

In altre parole, teme una recessione che riassesterà i prezzi degli asset secondo quello che le persone sono davvero disposte a pagare. Teme un momento in cui sparirà l'inflazione dei prezzi che è stata creata dall'inflazione monetaria della banca centrale, facendo ritornare i prezzi in linea con ciò che i clienti sono disposti a pagare. Teme l'autorità del cliente.

Tutti gli economisti la temono, tranne gli Austriaci. Rifiutano l'idea che l'inflazione della banca centrale (che distorce i prezzi più importanti nell'economia -- i tassi di interesse) debba tornare alla normalità. Pensano che le banche centrali debbano creare denaro fiat al fine di abbassare i tassi -- per sempre.

Credono che la politica dell'inflazione monetaria, una volta adottata, non debba mai essere abbandonata.

Pertanto, il titolo recita: World risks deflationary shock as BRICS puncture credit bubbles.

Gli Austriaci leggono questo: il mondo rischia prezzi più bassi per merci e capitali se i BRICS riducono la contraffazione legalizzata.

Egli scrive: "Per come stanno le cose, la prossima recessione spingerà il sistema economico occidentale verso la deflazione."

Gli Austriaci leggono: "La teoria Austriaca del ciclo boom-bust funziona ancora."

Egli scrive: "E' un fatto che le due superpotenze monetarie -- USA e Cina -- stiano considerando una politica più restrittiva."

Gli Austriaci leggono: "E' un fatto che le due superpotenze monetarie -- USA e Cina -- debbano considerare una politica più restrittiva."

Poi lancia il suo avvertimento: "Metà dell’economia mondiale è ad un passo da una trappola deflattiva. L’FMI dice che ora la probabilità che ciò accada potrebbe essere del 20%."

Le economie sono minacciate da una trappola simile solo quando la contraffazione della banca centrale ha creato un boom insostenibile. Tutti i boom sono insostenibili se sono alimentati dalla contraffazione. Quando smette la sua opera di falsificazione, tassi più alti non sono una coincidenza. E' l'esito del libero mercato: riassesto dei prezzi degli asset che erano stati gonfiati dalla contraffazione.

Una circostanza importante è che le due superpotenze monetarie -- USA e Cina -- starebbero entrambe adottando misure restrittive che portano verso tale rischio, senza dubbio perché hanno ponderato che le bolle speculative stanno diventando un pericolo ancora più grande.

Un'analisi corretta da parte sua. Un'analisi corretta dalla parte dei banchieri centrali.

"Dobbiamo essere estremamente vigili," ha detto a Davos Christine Lagarde del FMI. "Il rischio di deflazione è quel che accadrebbe se ci fosse uno shock in quelle economie che ora hanno tassi di inflazione bassi, ben al di sotto del target. Credo che nessuno possa negare che nell'eurozona l'inflazione è ben al di sotto il target dichiarato."

Corretto. Rallegriamoci. I clienti riaffermeranno le proprie preferenze.

Non è difficile immaginare quale sarebbe la portata dello shock. Già abbiamo la Turchia, l’India e il Sud Africa che stanno tirando il freno a mano, costretti a difendere le loro valute a causa del prosciugamento della liquidità globale.

Corretto. Rallegriamoci. I clienti riaffermeranno le proprie preferenze.

"Se le reazioni del mercato al tapering fossero precipitose, i paesi in via di sviluppo potrebbero vedere diminuire i flussi di denaro fino all’80% per diversi mesi," dice il rapporto. Un quarto di queste economie rischia un arresto improvviso. "Anche se questi aggiustamenti potrebbero essere di breve durata, rischiano di infliggere gravi tensioni accrescendo potenzialmente i rischi di crisi."

Le bolle scoppiate sono un grande male per gli analisti Keynesiani. Le bolle sono un modo di vita per loro -- il modo in cui il mondo dovrebbe funzionare.

Quello che ci serve, quindi, sono leggi che impediscano agli investitori di vendere i loro investimenti e comprare le loro valute nazionali.

Cita un rapporto pubblicato dalla Banca Mondiale: l'alter ego del FMI.

Il rapporto dice che potrebbe esserci bisogno di controlli sui capitali per superare la tempesta -- o tecnicamente per superare "l'Impossibile Trinità" dell'autonomia monetaria, un tasso di cambio stabile e la libera circolazione dei capitali.

Come sempre, i Keynesiani odiano il libero mercato. Odiano il diritto delle persone di comprare e vendere alle loro condizioni. Odiano la libertà.

William Browder di Hermitage dice che è proprio qui che la crisi ci sta conducendo, e sarà una brutta sorpresa per gli investitori scoprire che il loro denaro è bloccato -- come è già successo a Cipro e sta succedendo anche in Egitto. La reazione a catena diventa evidente. "La gente inizierà a chiedersi quale paese sarà il prossimo," ha detto.

Questo è esattamente ciò che la gente dovrebbe chiedere oggi.

I mercati emergenti rappresentano ormai la metà dell'economia mondiale, quindi ci stiamo muovendo in un territorio inesplorato. Dopo la crisi della Lehman circa $4 bilioni di fondi esteri si sono riversati sui mercati emergenti, gran parte dei quali da allora si muove sulla strategia del "momentum money," che arriva tardi alla festa. Il FMI dice che circa $470 miliardi sono direttamente legati al QE della FED. "Non sappiamo quanto di questo denaro stia per uscire di nuovo da questi mercati, o quanto velocemente," ha detto un funzionario del Fondo.

Questa è una sciocchezza. Non è successo. I dollari non "si sono diffusi" in nazioni straniere. Il dollaro non è una moneta in quelle nazioni. I dollari digitali rimangono nelle banche statunitensi. Non lasciano gli Stati Uniti. Tutto ciò che accade è che la proprietà di tali conti cambia: da stranieri a residenti negli Stati Uniti. Lo spiego qui: http://www.garynorth.com/public/7768.cfm.

[Nota: non sta parlando di nazioni del Terzo Mondo in cui le banconote di carta degli Stati Uniti, che non sono investite, servono come una moneta alternativa per i clienti. Queste non sono nazioni dove è fluito il capitale occidentale. In ogni caso, i prelievi di denaro cartaceo negli Stati Uniti invertono il processo di riserva frazionaria. Ciò è deflazionistico.]

Ciò che temono i Keynesiani è che i proprietari statunitensi rivenderanno la proprietà degli asset in altre nazioni. Le bolle scoppieranno.

Gli Austriaci chiedono: "E allora?"

Un paese dopo l'altro è ora costretto a politiche restrittive. Più un tale stato di cose va avanti, e più il problema si diffonde, tanto maggiore è il rischio che si trasformi in uno shock globale deflazionistico.

Corretto. Rallegriamoci. I clienti riaffermeranno le loro preferenze.

La Banca Centrale della Turchia ha preso misure drastiche per fermare la fuga di capitali, raddoppiando il suo tasso di riacquisto dei bond dal 4.5% al 10%. In breve tempo ciò porterà l'economia ad un punto morto e, in ultima analisi, può rivelarsi futile come la difesa ideologica della sterlina da parte della Gran Bretagna nel settembre 1992.

Corretto. Rallegriamoci. I clienti riaffermeranno le loro preferenze.

Il Sud Africa ha alzato i tassi di mezzo punto al 5.5% per difendere il rand, e l’India martedì li ha alzati di un quarto di punto all’8%, tutti costretti a stringere i denti con la crescita che si affievolisce. Sono mesi che il Brasile e l’Indonesia tentano di frenare un deprezzamento della valuta che rischia di andar fuori controllo da un momento all'altro.

Corretto. Rallegriamoci. I clienti riaffermeranno le loro preferenze. Ciò è benigno, non maligno.

Altri paesi stanno meglio -- soprattutto perché le loro partite correnti sono in surplus -- ma perfino loro stanno perdendo spazi di manovra. Il Cile ed il Perù avrebbero bisogno di tagliare i tassi per contrastare il crollo del prezzo dei metalli, ma in questo clima teso non osano farlo.

Corretto. Rallegriamoci. I clienti riaffermeranno le loro preferenze.

La Russia ha un piede nella recessione, ma non può intervenire per riavviare la crescita poiché il rublo è sprofondato al minimo storico rispetto all'euro. La banca centrale sta bruciando le riserve ad un ritmo di $400 milioni al giorno per difendere la valuta, implementando di fatto una politica restrittiva. Per quanto riguarda l'Ucraina, l'Argentina e la Thailandia, sono già fuori controllo.

Notate la frase : "Fuori controllo." Si tratta del controllo dei governi centrali.

Corretto. Rallegriamoci. I clienti riaffermeranno le loro preferenze.

La Cina sta marciando ad un proprio ritmo con un conto capitale chiuso e riserve da $3.8 bilioni, ma anch'essa sta trasmettendo un potente impulso deflazionistico a tutto il mondo. L'anno scorso ha investito altri $5 bilioni in nuovi impianti ed investimenti fissi -- quanto gli USA e l’Europa insieme -- inondando l'economia globale di altra capacità in eccesso.

Corretto. Capacità in eccesso è una frase in codice Keynesiana che sta per "capacità che non era affatto necessaria. Era una bolla indotta dall'inflazione della banca centrale. Ora la banca centrale ha cessato di gonfiare bolle."

Rallegriamoci. I clienti riaffermeranno le loro preferenze.

I mercati hanno una fede commovente nel fatto che lo stesso Politburo responsabile della spettacolare bolla del credito da $24 bilioni -- una volta e mezza più grande del sistema bancario degli Stati Uniti -- stavolta riuscirà a sgonfiare la bolla con delicatezza, con un'abilità che è mancata alla FED nel 1928, alla Banca del Giappone nel 1990 e alla Banca d'Inghilterra nel 2007.

Promemoria per Evans-Pritchard: "Le bolle scoppiano. Non vanno via lentamente."

Manoj Pradhan, di Morgan Stanley, dice che la Banca Centrale della Cina sta cercando di rientrare dai debiti e di alzare i tassi allo stesso tempo, cosa che "amplifica i rischi per la crescita." Si tratta di un'impresa eroica, come effettuare interventi chirurgici senza anestesia. E' l'esatto opposto di quello che ha fatto la FED dopo il 2008, quando il QE ha aiutato ad assorbire lo shock. Morgan Stanley dice che il 45% di tutto il credito privato in Cina deve essere rifinanziato nel corso dei prossimi 12 mesi, quindi allacciatevi le cinture.

I governanti comunisti della Cina sono come i governanti Keynesiani in occidente. Vogliono rinviare il dolore politico. Chiederanno che la banca centrale torni alla sua politica precedente. Odiano l'autorità del cliente.

Inoltre, la Cina sta facendo fatica a mantenere floride le sue industrie al tasso di cambio corrente. Patrick Artus, di Natixis, dice che i salari in continuo aumento -- ed il calo di produttività - fanno sì che ora produrre l'Airbus A320 a Tianjing costi il 10% in più che produrlo a Tolosa.

"La Cina sta facendo fatica" significa "i politici della Cina sono mercantilisti che sovvenzionano il settore delle esportazioni attraverso l'imposizione di controlli dei prezzi sulle valute. Questa politica fa salire i salari interni. I costi aumentano. Il mercantilismo riduce la produzione di altri settori attraverso l'aumento dei costi. David Hume descrisse questo processo nel 1752. E' ancora valido.

Le implicazioni sono evidenti. La Cina prima o poi può tentare di ribassare lo yuan per mantenere le sue quote di mercato, al di là di ciò che dicono al Congresso degli Stati Uniti, in parte per fermare il Giappone che sta guadagnando terreno grazie alla sua svalutazione del 30% con l’Abenomics. Albert Edwards di Société Générale dice che questo potrebbe trasformarsi nello shock deflazionistico finale, in confronto al quale la crisi asiatica del 1998 è una bazzecola.

Tutti i Keynesiani sono mercantilisti. Vogliono finanziare le esportazioni inflazionando la valuta nazionale. Evans-Pritchard non fa eccezione.

L’Europa ha già lasciato crollare le sue difese dietro una Linea Maginot di politica monetaria ortodossa. I dati Eurostat mostrano che Italia, Spagna, Olanda, Portogallo, Grecia, Estonia, Slovenia, Slovacchia, Lettonia, così come i paesi con il cambio ancorato all’euro come Danimarca, Ungheria, Bulgaria e Lituania, sono entrati tutti in piena deflazione sin dal mese di maggio, all'inasprimento della pressione fiscale. I prezzi sono in calo in Polonia e in Repubblica Ceca sin dal mese di luglio, e in Francia sin dal mese di agosto.

Ma non la Germania. Questo è ciò che fa infuriare i Keynesiani in Europa. Non la Germania.

Prima di Natale Mario Draghi ha parlato della necessità di un "margine di sicurezza" contro la deflazione, ma ora sembra stranamente passivo come se fosse sottomesso alla Bundesbank.

Corretto. Rallegriamoci. La Germania è in carica.

Adesso ci troviamo quasi al quinto anno del vecchio ciclo -- che è già molto maturo -- e l’80% dell'economia globale applica misure restrittive o tagli agli stimoli. Per come stanno le cose, la prossima recessione spingerà il sistema economico occidentale oltre la soglia della deflazione.

Rallegriamoci. I clienti riaffermeranno le loro preferenze.

La FED sta sicuramente sfidando la sorte, con $10 miliardi di tapering ad ogni meeting, in un contesto di deflazione incipiente, come continua a sottolineare il capo della FED di Minneapolis, Narayana Kocherlakota.

Buone notizie! La FED ha annunciato ulteriori misure restrittive da $5 miliardi al mese. Tanto la contraffazione andrà solamente avanti ad un tasso di $780 miliardi l'anno. Deflazione alla maniera della FED!

Quelli che pensano che la deflazione sia innocua dovrebbero ascoltare Haruhiko Kuroda della banca del Giappone, che ha vissuto 15 anni di prezzi in calo.

No, non è vero. I prezzi per 15 anni non sono scesi in Giappone. E' un mito Keynesiano. I prezzi sono rimasti invariati. La prova è qui: http://www.garynorth.com/public/7225.cfm

I profitti aziendali si sono prosciugati. Gli investimenti in tecnologia si sono atrofizzati. L'innovazione è svanita. "Ha provocato una mentalità molto negativa in Giappone," ha detto.

Il Giappone ha fatto registrare un avanzo commerciale per tre decenni, terminato solo nel 2011, l'anno del disastro di Fukushima. Ora ha un lieve deficit, ma non con gli Stati Uniti. Come è possibile che il Giappone ce l'abbia fatta fino a Fukushima, data la versione Keynesiana della debole economia giapponese?

Il Giappone ha avuto i più alti tassi di interesse reali del mondo avanzato, cosa che ha causato una spirale di interessi composti che hanno portato ad una crescita dell’onere del debito, mentre il PIL nominale si contraeva.

Traduzione: "il Giappone ha premiato i risparmiatori."

Un esito simile in Europa porterebbe all’esplosione delle traiettorie del debito del Club Med.

Il Club Med non è il Giappone. I residenti nel Club Med non hanno risparmiato. Hanno preso in prestito. Tutti hanno avuto deficit nella bilancia dei pagamenti con l'euro, proprio come i critici dell'euro avevano previsto prima del 1999.

Ambrose Evans-Pritchard è tanto Keynesiano quanto Paul Krugman. Né lui né Krugman comprendono la teoria Austriaca del ciclo boom-bust. Krugman è semplicemente più aperto sulla sua ignoranza.

Possiamo tranquillamente ignorarli entrambi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


15 commenti:

  1. 1.no, e poi no. non si possono applicare ad una realtà manipolata all inizio ragionamenti che sono veri nella realtà teoretica. innanzi tutto chiariamo i termini: la deflazione austriaca è una diminuzione dei prezzi o della quantità di moneta? in una società dove la moneta è lasciata al mercato, non esisterà mai una quantità di moneta insufficiente; per la ragione che in caso di tesaurizzazione, gli attori cominceranno ad utilizzare un altra moneta: argento ero oro, litecoin per bitcoin, etc etc. ecco perché gli austriaci quando parlano di deflazione parlano di deflazione dei prezzi, da concorrenza, miglioramenti tecnologici o quant altro che, fenomeno di mercato, fa bene al consumatore. diverso in moneta fiat, dove i prezzi sono "viscosi" poiché sono viscosi i salari. in moneta fiat deflazione significa prima di tutto minore quantità di moneta. disponibile per gli attori di mercato, ovviamente, non in assoluto. parlo di moneta transattiva, mentre resta un enorme quantità di moneta speculativa, creata dal nulla e concentrata negli insiders per l effetto cantillon. esasperato nel capitalismo finanziario. alla viscosità dei prezzi, per obblighi imposti sulla impresa, si aggiunge la viscosità dei privilegi. in capo a tutti i soggetti fuori mercato: dirigenti, pubblico impiego, politici, impresa protetta, banche (supportate l'agli interventi della banca centrale). i quali sono gli ultimi a cedere i loro privilegi. la minore quantità di moneta disponibile per gli attori economici porta dunque solo alla lunga ad una diminuzione dei prezzi, ma solo insieme o dopo alla diminuzione dei salari e delle disponibilità economiche di tutti coloro che sono pagati a mantenere i privilegi dei soggetti fuori mercato. è un effetto secondario, che avviene dopo grandi sofferenze, ed anche voluto, perché così la monda speculativa si può fiondare sui beni ora a buon mercato.

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  2. 2.dunque in moneta fiat, la minore quantità di moneta, il bust, non è un fenomeno che ripulisce il mercato da domande gonfiate, bensì spesso, non sempre, si lasciano intatte le zone di privilegio, gravando ancora di più sulla produzione reale sino a sfinirla. e se le zone di privilegio vengono intaccate, state sicuri che lo si fa quando l asino che tira la carriola è stato prima portato allo stremo. insomma nella deflazione monetaria assistiamo ad un effetto, che definirei effetto barcellon, per cui la diminuzione della quantità di moneta non avviene contemporaneamente per tutti i soggetti sociali. ma opera in maniera selettiva e mirata, lasciando intatte le aree di privilegio (normativo, funzionale etc). anzi sono proprio i soggetti privilegiati a beneficiare di quest effetto, potendo intervenire sul mercato quando esso è allo stremo. ora, non posso dire se e fino a che punto questi boom e bust sono controllati e voluti. di certo fanno comodo, e ci sta chi ne conosce prima i tempi, e ne beneficia. la diminuzione di quantità di moneta in corso forzoso, in aggiunta all inelasticita del mercato, importa l impossibilita di pagare i debiti (sono sicuro i matematici potrebbero fare qualche formula). ecco perché abbassare i tassi e stampare è l unica soluzione. intrapresa quella strada, o si continua col vino, od i rentiers (non i risparmiatori) saranno gli unici che godono dell improvvisa astinenza. nel mondo manipolato di keynes nel paese delle meraviglie, tutto è capovolto. la deflazione monetaria fa male al mercato, e fa bene a chi nel mercato non è esposto. saranno gli ultimi a crollare. ma prima che ciò avvenga, si sarà fatta abbastanza pulizia per poter ricominciare.

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  3. 3. ovviamente la mia è un analisi parziale: in effetti è vero che in parte possa essere un gravare benefico su zone di privilegio. non penso però quelle di vero privilegio. non escludo ci possa andare di mezzo qualche attore fino a quel momento protetto dal mercato. ma non penso i pesci grossi, alla de benedetti, che potrebbe anche perdere qualcosa, ma infine se ne impipperebbe anche se la sorgenia andasse in malora. insomma, con tutti i distinguo e le micoranalisi del caso, mi pare che l effetto cantillon al contrario vada preso nella dovuta considerazione, prima di brindare in maniera massimalista alla deflazione monetaria in moneta fiat

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    1. Ciao gdb.

      Senza nulla togliere alla tua giusta analisi sulla deflazione e sui bust, voglio sottolineare che North qui si riferisce ad un tipo di deflazione che avverrebbe in un ambiente in cui la banca centrale decide di farsi da parte o fallisce definitivamente. Ovvero, non esiste più un operatore centrale in grado di manipolare attivamente il mercato attraverso una politica monetaria. Un punto di vista simile lo abbiamo già incontrato qualche giorno fa nell'articolo di Salerno sull'Argentina (es. svalutazione del peso dopo abbattimento controllo dei prezzi). In questo modo, sapendo che le forze di mercato riprenderanno il controllo, ci si puo' rallegrare di un periodo deflattivo a seguito di un boom alimentato da un'espansione monetaria artificiale.

      Personalmente non sono un "sostenitore" della deflazione monetaria. Mi limito semplicemente ad analizzare che c'è stato un evento A che ha causato B, ed ora C è l'inevitabile conseguenza di A e B. Ovvero, l'espansione monetaria ha permesso un boom artificiale il quale ha inevitabilmente piantato le radici del successivo bust. E' un processo doloroso, ma necessario per ritornare a fondamentali economici sani.

      Purtropppo, la nostra situazione ci nega questi ultimi requisiti. Le banche centrali ci terranno ancora ben allacciati alle cinture di questo ottovolante: boom e bust, boom e bust, boom e bust. Il nostro attuale destino è scandito da queste due parole. E' per questo che l'Europa, nonostante il bilancio della BCE si sia sgonfiato, continua a languire in uno stato comatoso. Esistono ancora sacche gonfiate artificialmente dal precedente boom che i pianificatori centrali si rifiutano di lasciar fallire. Lo stesso vale per gli USA, dove l'attuale "ripresa" è guidata da una bolla azionaria e dalla reflazione di quella immobiliare. Ma questo venne già detto prima di noi dall'illustre Thomas Jefferson, il quale aveva ben compreso il ruolo malsano di una banca centrale: rapina attraverso l'inflazione e la deflazione.

      Abbiate pazienza, vedremo questi aspetti in un prossimo articolo proprio sulla "nuova" bolla immobiliare USA. Nessun articolo su Freedonia viene pubblicato a caso, è sempre parte di uan catena. ;)

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  4. Buone notizie! La FED ha annunciato ulteriori misure restrittive da $5 miliardi al mese. Tanto la contraffazione andrà solamente avanti ad un tasso di $780 miliardi l'anno. Deflazione alla maniera della FED!

    Da inconiciare!!!
    *gdp Condivido parte di ciò che hai scritto, il problema del bust gestito dai pianificatori debella di più le aziende sane oltre a quelle che effettivamente sono strutturalmente fuori mercato rispetto alle socializzate statali che solitamente lavorano in perdita, comunque dal momento che svolgono un servizio pubblico le tengono in vita. Il grande problema è questo imho, le recessioni deflazioni aggiustamenti vari vengono manipolati e quindi sono più dolorosi lunghi e improduttivi.


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  5. Per la finanza la deflazione temibile e' certamente quella monetaria. Senza nuova moneta niente guadagni a Wall Street.
    Per noialtri la deflazione dei prezzi sarebbe un vantaggio. Ma non per chi ha comprato beni capitali per la produzione o ha comprato beni immobili a prezzi gonfiati. Una volta innestata la prima marcia keynesiana non è' previste la retromarcia. Il sistema può cambiare solo dopo essersi distrutto.
    Che poi ci siano sempre quelli più uguali degli altri che vengono meno bust-onati è certo. Alla fine la differenza la fa la qualità delle informazioni a disposizione e la qualità del fruitore delle stesse. Inutile dare perle ai porci. Verità auto evidente. Se qualcuno si fida dello Stato, del keynesismo, del potere, della MMT, ecc ecc cavoli suoi. Noi abbiamo avuto info di altissima qualità Made in Austrian School of Economics e proviamo a pararci il deretano.

    Intanto, mi pare sempre più evidente la strategia del governo US. Rientrare per forza in Europa. Ricreare le condizioni di stato di allerta e necessità per riaffermare il controllo e provare a fiaccare le resistenze tedesche. La loro svalutati sisma fiatcurrency deve sublimarsi in altro nuovo fiatmoney dopo il matrimonio di interesse con un euro necessariamente da svalutare. Ce stanno a prova'! Così nascerà la valuta digitale transatlantica e progressista per la redistribuzione della vera ricchezza sociale alla povera gente di Washington, di Wall Street, di Bruxelles e Frankfurt.
    Tutti a proporre la stampa di nuovo fiatmoney. Che sia l'euro socialista e democratico sottratto al rigore tedesco o la lira sovrana da svalutare competitivamente per esportare un po' di merce nazionale a buon mercato.
    Visto il casino attuale e quello prossimo venturo, non c'è che da indossare le lenti austriache per muoversi con minore possibilità di incorrere in amarissime fregature. Poi le cose andranno come devono andare. Non vedo una via di uscita. Il sistema fiatmoney andrà a sbattere anche questa volta. Perché stavolta non è diverso!

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    1. dna palazzinaro26 marzo 2014 17:23

      A proposito, se va come credo, procuriamoci un'area litoranea per nuovi serbatoi di gas liquido Made in USA. Poi io mi compro la Lazio e gdb si compra la Roma. E nel mio stadio faccio anche un palazzetto per la NBA così accontento pure Francesco. ;P

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    2. allora non ci siamo capiti. ws, a parte quella operaia tipo consulenti globali di programma italia, che comunque si spinge sino abbastanza in alto,se ne frega della deflazione. guadagna nei boom e nei bust. in inflazione ed in deflazione. fa il mercato. è purifronte: nel boom sono loro, nel bust sei tu.

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    3. Ws se ne frega della deflazione? Ma non c'è deflazione monetaria. Se ci fosse davvero allora sarebbero spaventati. Per loro il boom e' in corso proprio perché la deflazione monetaria non c'è.
      Per tutti noialtri il bust c'è perché il nuovo fiatmoney non ci raggiunge affatto. Va direttamente nel finanziario. E ne esce in quantità insignificanti. Ed il finanziario europeo deve comprare il debito pubblico degli stati insolventi, mentre in USA questo lo fa la Fed. Inoltre, il bust da deflazione monetaria viene causato dalle politiche fiscali che drenano via il risparmio in ogni sua forma. Allora, la finanza non vive il bust perché per lei non esiste deflazione monetaria, lo viviamo noialtri, chi peggio e chi meno peggio, per colpa della super tassazione del lavoro (chi ce lo fa fare di ammazzarci?) e del risparmio (consumo rinviato).
      Ti ho capito benissimo. Aggiungo però che grazie agli Austriaci siamo in grado di riconoscere il ciclo e di muoverci un po' di conserva limitando la rapina stato/banche.

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    4. Questo argomento è stato trattato anche qui. Il deleveraging è stato sopportato soprattutto dal settore privato, mentre quello pubblico si accollava l'onere di sostenere quegli investimenti improduttivi gonfiati nel precedente boom e ritenuti TBTF. Negli Stati Uniti non c'è nessuna deflazione dei prezzi. Quella Europea, invece, è arrivata a seguito del bluff dello zio Mario. Paradossalmente è proprio così. Il bilancio della BCE è stato sgonfiato dagli asset improduttivi che si era accollato e sono stati rivenduti alle banche commerciali; questo pero' non signiifica che non ci sia un'espansioen monetaria artificiale in Europa.

      E' infatti grazie alla liquidità della FED che si mantengono in piedi le varie banche commerciali in tutta Europa. Le riserve fornite alle banche estere, gli swap di valuta, i prestiti TARGET2, i meccanismi di trasferimento di fondi interni all'UE, tutti hanno fornito alla BCE lo spazio di manovra per alleggerirsi un po' e accontentare i tedeschi, Poi ovviamente è stata aggiunta una dose massiccia di artifizi contabili ed eccoci ritrovati magicamente in deflazione.

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  6. A proposito di Evans-Pritchard, ecco un suo ultimo articolo proprio sull'Europa. Sarè interessante assistere agli avvenimenti post-europee. Il bluff dell'OMT ha funzionato fino ad ora, ma la sbornia del credito non è affatto passata e continua a chiedere il suo pesante tributo.

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  7. Il livello dei commenti supera quello dell'articolo. Finora: adesso è il mio turno.
    North dice: "Quello che ci serve, quindi, sono leggi che impediscano agli investitori di vendere i loro investimenti e comprare le loro valute nazionali."
    Domanda da ignorante: come l'acquisto di valute nazionali da parte di investitori rientra nel suo discorso?

    Riccardo Giuliani

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    1. Ciao Riccardo.

      North era ironico in quel passaggio. Vendere investimenti e comprare valuta nazionale si riferisce, ad esempio, al mancato rinnovamento degli IOU del governo. Dove gli investitori, perdendo capitale sui loro investimenti, decidono di fare cassa e uscirne. Un po' quello che è successo qualche anno fa in Italia quando si diceva che fosse stata attaccata dalla "speculazione internazionale" con le vendite allo scoperto dei btp (solo per scoprire poi che erano per la maggior parte banche commerciali italiane).

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    2. Giusto, grazie: leggere il passaggio "seriamente" mi aveva restituito tutt'altro colore.
      Ma ho fatto bene a domandare, così con l'esempio che riporti sono venuto a conoscenza di altri altarini nostrani, a proposito dei quali dovresti fornire qualche link.
      Comincio a prenderci gusto nel farmi male... preoccupante!

      Riccardo Giuliani

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    3. Le banche commerciali sono sempre state quelle con la maggior parte dei buoni del Tesoro in pancia e all'epoca le vendite non erano allo scoperto, bensì effettive. La BCE ha certamente comprato btp, ma lo ha fatto sul mercato secondario (ovvero, dalle banche commerciali).

      In quel frangente, mentre il governo faceva i conti con tassi di interesse in salita, banche come Intesa o Unicredit dovevano fare i conti con perdite considerevoli (se prima avevano comprato un btp che rendeva il 3%, ma quelli di nuova emissione rendevano il 6%, venderlo avrebbe implicato un prezzo minore di quello che lo avevano pagato). Ovviamente le banche italiane non erano le uniche a percipire l'Italia come posto poco sicuro per investimenti finanziari, tale sentimento era (ed è) condiviso da tutta l'Europa. Tra l'altro, come dare loro torto?

      Risultato: crollo del valore dei btp e crollo dei titoli bancari. La BCE è venuta, quindi, in soccorso.

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