venerdì 14 giugno 2013

Deformazioni, distorsioni e frammentazioni





di Francesco Simoncelli


[Questo articolo è apparso anche sul magazine online The Fielder.]


«Conscia mens recti famae mendacia risit, sed nos in vitium credula turba sumus (La retta coscienza si ride delle menzogne della fama, ma noi siamo una razza facile a credere al male).» ~ Ovidio

La perenne discesa delle varie entità istituzionali del mondo in una depressione senza fine lascia davvero senza parole. Non è tanto la loro capacità di scavarsi la fossa, ma come la maggior parte delle persone sia propensa a credere a qualsiasi menzogna (non importa quanto grande sia) solo per vivere ancora un'ora in più nell'illusione. Preferiscono ignorare la realtà. Credono che lo stato sia un'entità talmente potente da poter soverchiare qualsiasi difficoltà ed uscirne pulito e prospero. Credono ancora nella salvezza attraverso lo stato.

E' razionale? In parte. La droga monetaria ha svolto un ruolo di assuefazione per il loro giudizio critico, è difficile mollarla. Il socialismo è conturbante e seducente, promette infatti paradisi all'orizzonte che rimangono tali: all'orizzonte. Non ci stiamo avvicinando a quell'orizzonte bensì al punto di rottura. La società dovrà operare una scelta: credere in una menzogna più grande oppure rinsavire. Optare per la prima "soluzione" è nient'altro che un palliativo, il quale condurrà solamente ad un dolore maggiore nel futuro.

Significa voltare le spalle a dei problemi che si fanno sempre più incalzanti. La colpa non è solo dei truffatori che perpetuano a tutti i costi la farsa in cui viviamo oggi, ma anche dei truffati che preferiscono abbandonarsi ad una vita di sicurezza temporanea. Lo stato non manterrà le sue promesse. Non le mantiene mai. Coloro che hanno creduto nel suo potere salvifico si ricrederanno quando si renderanno conto che i pianificatori centrali li avranno lasciati con un pugno di mosche in mano. E' così che agiscono coloro che impugnano la violenza monopolistica dello stato: costringono gli individui di una determinata società in uno scambio forzato. Ricorpono questo artifizio di parole rassicuranti, "penseremo a tutto noi, voi non dovete avere preoccupazioni."

Allora prendono in prestito oggi per pagare domani con denaro svalutato. Questo gioco è andato avanti sin da quando Bismarck inventò il sistema pensionistico. Oggi questo sistema è al collasso. Irriformabile senza un aumento infinito dell'età pensionabile, condannato da una curva demografica in progressivo invecchiamento, da un bacino dei risparmi reali seriamente danneggiato, dalle sconsideratezze permesse dal sistema statale. Le passività non finanziate di Previdenza Sociale e Medicare degli Stati Uniti ammontano a circa $222 bilioni, e gli altri stati mondiali languono nelle stesse condizioni. Gli stessi banchieri centrali non hanno soluzioni per i casini che loro stessi hanno creato.

Sono entrati in un territorio pericoloso che inizierà a scricchiolare sotto i loro piedi non appena lasceranno intuire che i loro programmi infiniti di monetizzazione dei debiti sovrani potranno soffrire di una lieve battuta d'arresto. Un vicolo cieco senza via di scampo se non un default.

Ma allora perché i truffati si lasciano truffare così facilmente?



GETTARE FUMO NEGLI OCCHI

L'economia è una delle scienze più importanti che possiamo avere a disposizione per osservare l'essere umano e cercare di descriverne le sue azioni. L'analisi di queste osservazioni venne definita da Ludwig von Mises come prasseologia, ovvero, lo studio dell'azione umana. Questo tipo di impostazione della materia ci suggerisce come l'economia sia sostanzialmente una scienza sociale, con l'imprevidibilità della stessa azione umana che ne rende affascinante lo studio. Tale affermazione è ancora vera, solo che il tempo ha operato delle deformazioni andando a lacerare profondamente questo legame tra economia ed azione umana.

Infatti, oggi la maggior parte delle persone che sente parlare di economia pensa immediatamente alla matematica. Ritiene che l'economia sia da categorizzare come scienza naturale, rivestendo la materia di un alone scientificamente ingiustificato. Uno dei primi autori della storia a sottolineare l'assenza di giustificazioni per questo assunto fu Adam Smith, il quale attraverso i suoi scritti rimarcava come il libero mercato fosse in antitesi con la pianificazione centrale e con tutto ciò che concerneva l'interventismo di entità esterne (es. lo stato). La quasi totalità dell'attività legislativa serve a creare privilegi a favore dei gruppi organizzati ed è contro l'interesse generale, diffuso, decentrato, di consumatori, risparmiatori, contribuenti, ecc. Una veloce lettura di The Wealth of Nations di Smith e Law Legislation and Liberty di F. A. Hayek fornirebbe esempi in abbondanza a favore di questa tesi.

Il punto qui è che non si possono avere strutture pianificate a tavolino, esse condurranno sempre a fallimenti perchè data l'imprevidibilità dell'azione umana essa sconquasserà sempre i piani ben congeniati di chiunque si voglia improvvisare ingegnere sociale. E' un processo inevitabile questo, e se viene soppresso si ripresenterà in un momento successivo con un conto più alto da saldare. Questo si ripeterà fin quando gli errori commessi dalla presunzione della pianificazione centrale non verranno infine ripuliti.

Nel mezzo ci sono i venditori di fumo i quali affermano di poter implementare una ricetta magica in grado di abolire questa legge naturale che non prescinde da niente e nessuno. Loro cercano di convincere gli individui che esiste una via di mezzo con la quale aggiustare il panorama economico rotto, una soluzione che non preveda alcun dolore e per giunta gratuita. E' il caso di Marx, il quale nel Manifesto del Partito Comunista sosteneva di come la società avesse bisogno di una banca centrale per impedire agli economisti di libero mercato di fare gli interessi della borghesia. Questa fu una giustificazione per il socialismo e l'interventismo.

Diversamente da quello che sosteneva Marx, una banca centrale non fa altro che creare un cartello, un oligopolio grazie al quale fare gli interessi di determinati soggetti col beneplacito dello stato. Ancora una volta clientelismo, truffa e furto. Un processo portato avanti silenziosamente attraverso la manipolazione dei tassi di interesse e dei prezzi in generale grazie all'inflazione.

Il testimone poi passò a Keynes che non fece altro che portare avanti le tesi di Marx, giustificando e richiedendo l'interventismo dello stato durante i cicli economici. Keynes, infatti, non era affatto un liberale bensì un socialista hard-core. Nella General Theory egli auspica la cosiddetta eutanasia del rentier (o risparmiatore), in modo che lo stato potesse entrare in scena e rifornire esso stesso il mercato di risorse per gli investimenti necessari.

Si giustifica un tasso di interesse moderatamente alto con la necessità di produrre un sufficiente incentivo a risparmiare. Ma si è mostrato che il livello effettivo dei risparmi è necessariamente determinato dal livello degli investimenti ed il livello di questi ultimi è promosso da un basso tasso di interesse a patto che non tentiamo di stimolarlo in questo modo oltre al livello a cui corrisponde la piena occupazione (se lo facciamo, secondo Keynes, otteniamo solo inflazione dei prezzi). Quindi è nel nostro miglior interesse ridurre il tasso di interesse in modo tale da eguagliarlo all’efficienza marginale del capitale nella situazione in cui vi è piena occupazione. [...]

Chi possiede capitale guadagna un interesse perché il capitale è scarso, allo stesso modo di come il proprietario di terre può percepire un affitto perché la terra è scarsa. Ma mentre ci possono essere motivi reali per la scarsità della terra non sussistono reali motivi per la scarsità di capitale Pertanto, in pratica [...] un aumento dell’offerta monetaria può essere attuato fino a che il capitale cessi di essere scarso [...] ciò significa l’eutanasia del rentier e di conseguenza l’eutanasia del sempre crescente potere oppressivo del capitalista di sfruttare la scarsità di capitale.[1]

Analogamente alle tesi Marxiste, quelle Keynesiane tendono a sopprimere il risparmiatore, colui che fa incetta di denaro in determinati momenti nel tempo. Marx li definiva borghesi, secondo lui sottraevano risorse dal mercato e ne facevano incetta solo per tornaconto personale (guadagnando sugli interessi). Per Keynes il rispamio dei capitalisti andava a togliere denaro dalla circolazione, inficiando di conseguenza il tessuto economico e causando problemi alla domanda di beni e servizi. Ovviamente Keynes imputava queste azioni a degli "spiriti animali" i quali annebbiavano la vista di tali rentier impedendo loro di concentrarsi sul bene della scoietà. A questo punto andava ad invocare l'intervento dello pianificazione centrale affinché aumentasse l'offerta di moneta e permettesse allo stato di impegnarsi in progetti di investimento.

L'equivalente del risparmio nell'ottica Keynesiana, solo che questa azione andava ad azzerare il valore del denaro risparmiato dai rentier perché abbassava artificialmente il tasso di interesse del denaro in modo che non avrebbero avuto incentivi a risparmiarlo. Secondo questo modo di pensare, quindi, la spesa del governo avrebbe ravvivato l'economia.

Ma questa teoria non solo non fa altro che giustificare un intervento positivo dello stato nell'economia (cosa distruttiva), ma anche una spesa in direzioni contrarie a quelle di mercato. Ciò non fa altro che alimentare l'azzardo morale nell'economia. Ciò non fa altro che alimentare investimenti improduttivi. Ciò non fa altro che giustificare un consumo scriteriato da parte del consumatore, il quale non viene più considerato un essere pensante bensì un maiale che si rotola nella fanghiglia adatto solo a grufolare e divorare. Che poi queste politiche non abbiano evitato le varie bolle che si sono susseguite nel tempo e che non stiano curando i malanni dell'attuale economia è significativo.

Ma invece di spalleggiare la fine di queste distorsioni, la propaganda no fa altro che promettere vie di fuga immaginarie paventate da sacrifici sempre più grandi ed un baratro inevitabile sdoganato con parole frivole dedicate all'attenzione sul presente. Questa strategia ha portato solo conforto per coloro ben connessi con l'establishment, gettando nella miseria il resto della popolazione.




Quello che sfugge all'analisi mainstream è che l'economia è composta da persone pensanti i cui desideri sono fondamentali per la corretta allocazione delle risorse all'interno del mercato, quindi ogni singolo individuo è un rentier perché attraverso le sue decisio di consumo o astensione dal consumo dirige organicamente il flusso di risorse nel panorama economico. Gli individui non sono pezzi di una scacchiera da poter muovere a discrezione dei pianificatori centrali. E dal grafico sopra capiamo che colpire tali soggetti non fa altro che arrecare danno a Main Street piuttosto che a Wall Street.

Creare denaro dal nulla e consegnarlo allo stato affinché lo investa non è la soluzione. Si avvia uno scambio di niente per qualcosa, la produzione infatti non subisce variazioni mentre la massa monetaria sì ed i primi ricevitori di questa nuova moneta la utilizzano avvantaggiandosi su coloro che la riceveranno per ultimi. La creazione di moneta, quindi, va a drenare risorse dai risparmiatori e le consegna coercitivamente e silenziosamente ad altri soggetti (es. stato e banche). Tale processo va avanti e finisce per inficiare il bacino dei risparmi reali consentendo alle attività consumatrici di ricchezza di prendere il sopravvento: le bolle finanziarie sono ineluttabili.



DELEVERAGING?

Ma la religione Keynesiana non si sofferma molto su questo punto. Anzi non si sofferma affatto su questo punto, affermando come la crisi sia solamente un intralcio ed un'anatema per il mercato, quando invece rappresenta un processo purificatore degli eccessi passati. La domanda aggregata è tutto quello che conta in ottica Keynesiana, e come si stimola questa domanda? Creazione di denaro in cambio di debito e spesa di tale denaro. Secondo questo ragionamento si andranno a stimolare i consumi e gli investimenti. Cosa manca in questo modo di ragionare? Il capitale. I Keynesiani non hanno affatto una teoria del capitale, a differenza degli Austriaci, quindi ignorano la scarsità del capitale.

Ignorando questo passaggio considerano il capitale come un parametro infinito creabile ad libitum dalla banca centrale e quindi spendibile dal governo in qualsivoglia investimento. Produttivo? Improduttivo? Non importa, nell'ottica Keynesiana il capitale viene sradicato della sua qualità. Non solo, ma lo stato per assicurarsi questi finanziamenti a buon mercato emette IOU i quali vanno ad aumentare il suo fardello di debito. Il problema con questo trucco contabile è che all'aumentare del debito diminuisce l'utilità marginale dello stesso.




La reddività marginale del debito è il rapporto tra debito, deficit e PIL. Immaginate un individuo che contrae un debito e utilizza il denaro per mettere su un'attività. Se la sua attività genera entrate maggiori rispetto al debito contratto, allora la redditività marginale sarà positiva e premierà l'individuo. (Se ad esempio per ogni 10 di debito ne guadagna 20.) Ma se l'individuo dovesse incappare in errori imprenditoriali e diminure le entrate rispetto al debito, quest'ultimo andrebbe  a sottrarre capacità funzionale all'impresa dell'individuo. (Se ad esempio per ogni 10 di debito ne guadagna 5.) Ovviamente se la redditività marginale scende in terreno negativo, ogni unità di debito accumulata eroderà la produttività dell'impresa dell'individuo facendolo finire in poco tempo in bancarotta. Questa pratica ha senso, quindi, solo se la redditività è positiva e genera entrate utili da spendere.

La stessa cosa la si può immaginare per quanto riguarda lo stato, in cui il deficit va a sottrarre risorse al settore privato affinché le possano utilizzare i pianificatori centrali. Come abbiamo detto in precedenza, la corretta allocazione delle risorse è compito degli individui e dei loro desideri e non di burocrati che hanno la presunzione di conoscenza. Sono impossibilitati ad operare un corretto calcolo economico e quindi tendono a sprecare risorse piuttosto che ad allocarle secondo i desideri degli agenti economici. Questa è una lezione che dovremmo ricordare, come spiegò Ludwig von Mises nel suo libro Economic Calculation in the Socialist Commonwealth.

Come vediamo dal grafico qui sopra ogni dollaro di debito ha generato sempre meno entrate utili e di conseguenza ogni nuovo debito ha generato sempre meno PIL. In termini ptratici osserviamo quest'altro grafico:




Nel caso degli USA, all'inizio del 2010 ogni dollaro di nuovo debito sottraeva 45 centesimi di produttività. Il punto di saturazione arriverà nel 2015.

Cosa significa? Ogni unità di debito aggiuntiva andrà a distruggere ogni unità addizionale di PIL. E' per questo che oggi molti economisti mainstream e commentatori mainstream (ovvero Keynesiani e MMTers) continuano ad estremizzare Keynes, perché le loro ricette stanno producendo oslo danni e non sanno fare altro che chiederne di più come se maggiore li quidità possa risolvere questo problema. E' inutile se qualcuno si lamente che questo non è quello che consigliava Keynes, è la diretta conseguenza della sua giustificazione dell'interventismo dello stato in faccende più grandi di lui. Il lungo termine è qui.

La sconsideratezza dei pianificatori centrali gli si sta ritorcendo contro, il salvataggio di quelle entità considerate troppo grandi per fallire sta gettando nell'oblio il resto della società. Come nell'esempio precedente dell'individuo che va in bancarotta a causa del raggiungimento del punto di saturazione, nel 2008 il settore bancario doveva andare in bancarotta per ripulire il mercato dagli errori commessi nel passato, stesso fato che sarebbe dovuto toccare nel 2010 agli stati europei che hanno commesso azzardo morale negli anni successivi alla creazione dell'euro. La perpetuazione dello status quo ed il salvataggio di quelle entità che sarebbero dovute fallire sta generando questa situazione insopportabile che culminerà con la distruzione del tessuto economico in cui siamo immersi.

Con i salvataggi continui a cui assistiamo anche oggi, gli stati mondiali stanno tentando di prolungare l'arrivo di quel punto di saturazione. Ma più ci provano, più le conseguenze saranno pesanti e dolorose.



FONDAMENTALI NEBULOSI

Tale tentativo sta formando un divario crescente tra i mercati e la realtà economica. Finché la banca centrale continuerà ad essere accomodante, le cose sembreranno andare bene ma questa è una cosa che non può durare per sempre. L'inversione di tendenza è un'inevitabilità. E data la mole di errori è probabile che alla prossima recessione (come se ne fossimo usciti dalla precedenti) i pianificatori centrali perdano definitivamente il controllo.




Questi non sono tempi normali, il grado di separazione tra realtà economica e mercati è talmente ampio che ormai non si contano più quanti settori sono in bolla. O per meglio dire, sotto alimentazione artificiale da parte delle banche centrali. Prendete ad esempio il mercato obbligazionario sovrano il quale ha visto aumentare i suoi acquisti da parte delle principali banche centrali mondiali a livelli esponenziali, ciò non ha fatto altro che abbassare artificialmente il loro rendimento a livelli ridicoli. Gli investitori, dapprima rinfrancati dalla scoperta di titoli sicuri, hanno iniziato ad innervosirsi quando i tassi di interesse reali sono diventati negativi, quindi la disperazione li ha portati ad apprezzare e rendere appetibile anche la spazzatura.

Inoltre, solo un anno fa i decennali greci rendevano il 30% e riflettevano il reale stato del paese ellenico. Non solo, ma l'haircut sul capitale di tale bond aveva letteralmente derubato coloro che avevano creduto alle promesse di un manipolo di burocrati facendo capire loro csa volesse dire prestare denaro allo stato. Oggi cosa succede? Gli stessi titoli rendono il 10%, ma l'economia reale è alla deriva con, ad esempio, una disoccupazione che ha raggiunto circa il 30%. Illusioni.

Ma l'economia mondiale che palesemente soffra di una gigantesca bolla azionaria è il Giappone, con la politica di Kuroda atta a distruggere definitivamente lo yen. Ovviamente, nel contorto mondo del mainstream nulla è più certo di qualcosa che viene negato. Soprattutto da pagliacci economici del calibro di Krugman, il quale all'epoca della bolla immobiliare dapprima la invocò e poi la difese. Oggi sta facendo la stessa cosa. La sua tesi ricorda molto quella di Irving Fisher nel 1929, secondo il quale stava avanzando un nuovo modello imprenditoriale ed uan nuova era economica che avrebbero condotto ad una prosperità permanente. Perse tutti i suoi soldi nel crollo del mercato azionario dell'epoca.

Inoltre Krugman giustifica la migrazione di quegli investitori che si stanno spostando dai bond a rendimenti ridicoli verso il mercato azionario, tralasciando allegramente il fatto che è la FED la responsabile di quei rendimenti bassi. Secondo la sua ottica l'interventismo e la manipolazione dei fondamentali economici è un ottimo incentivo a cui far reagire gli attori economici; non è affatto un artifizio creato a tavolino dai pianificatori centrali che non sanno più dove sbattere la testa. Anche perché, ricordate, non esiste alcun piano B.

E non dimentichiamo la bolla dei prestiti studenteschi la quale sarà la nuova bolla dei subprime. Sin dal 1999 questa bolla è cresciuta del 500% e ha fatto aumentare del 48% la disoccupazione nella fascia d'età tra i 25 ed i 34 anni. Questi prestiti sono pressoché impossibili da ripagare dato il panorama depresso nel mondo del lavoro e l'impossibilità di andare in default da parte dei contraenti.

In questo panorama la tentazione e la testardaggine dei pianificatori centrali è quella di affermare che stavolta è diverso, che le società moderne sono immuni ai problemi elencati qui sopra. Ne dubito fortemente. Nell'ultimo mese i bond USA hanno perso un terzo del loro valore, questo significa perdite per miliardi di dollari per coloro che li posseggono. E solo in 30 giorni... figuriamoci se i tassi di interesse dovessero aumentare. Poi se ci mettiamo dentro anche il mercato degli altri bond e dei derivati (che non sono altro che scommesse sugli stessi tassi di interesse) le perdite salgono a livelli esorbitanti.

Promemoria: se i tassi di interesse aumentano del doppio, il loro valore cala della metà. Gli investitori e gli speculatori (soprattutto) sono alquanto incazzati per la situazione che si è venuta a creare nel mercato obbligazionario sovrano dove i rendimenti sono a livelli incredibilmente ridicoli. Dati i rendimenti negativi della maggior parte dei titoli sovrani, la disperazione per tassi di interesse "decenti" sta facendo diventare appetibile anche la spazzatura. I junk bond stanno avendo il loro momento di gloria, e addirittura i titoli greci stanno diventando appetibili!

Poi non scordiamoci i rally nei mercati azionari alimentati dalle banche centrali. E infine è tornato Krugman alla ribalta dicendo, come durante l'epoca della bolla immobiliare, che non c'è alcuna bolla! A coronare la festa c'è Draghi che dichiara di essere pronto ad applicare tassi di interesse negativi sui depositi overnight delle banche commerciali.

La loro strategia di conferire un'immagine di solvibilità a questo scempio gli si sta ritorcendo contro. E' l'inizio della fine.



CONCLUSIONE

I problemi economici stanno raggiungendo un punto critico e la loro soluzione, procrastinata nel tempo, esploderà in faccia a coloro che si lasceranno trovare impreparati. Le radici di questi problemi sono state alimentate nel corso della storia dalle fallacie di Marx e Keynes, ed irrobustite da obbrobri burocratici come il Peel's Bank Act. Questo scenario può solo avere un singolo esito: la bancarotta degli stati mondiali. Prima di arrivare a questo esito, pero', faranno terra bruciata di tutto quello che hanno intorno.

Gli esperti nel 2007 avrebbero riso in faccia a chi avrebbe avanzato un simile panorama. Erano manifestamente Keynesiani e volevano farci credere che il Keynesismo fosse la soluzione ai nostri grattacapi. Le loro ricette non stanno funzionando, ed è per questo che si sbracciano affinché venga implementata "più della stessa cosa." Il Giappone sta entrando in un buco nero mediante lo stimolo dell'inflazione con l'Abenomics; l'euforia è durata solo 2 mesi. L'Inghilterra è sill'orlo del precipizio e nonostante l'acquisto di bond del governo per u  ammontare di $569 miliardi è stato prodotto solo un misero 0.5% di "crescita."

L'Europa non è in recessione, bensì in depressione. I banchieri del nord hanno prestato denaro ai paesi periferici i quali hanno cavalcato la bolla del credito facile col beneplacito della BCE. Ora i paesi periferici sono in bancarotta ed i banchieri del nord cercano di arrovellarsi il cervello affinché gl iinteressi su quei prestiti vengano ripagati.

La scuola Keynesiana ha alimentato la creazione di questo parnoama economico giustificando le sconsideratezze dei governi mondiali, ora non possono sottrarsi dalle loro responsabilità. Sono stati sulla cresta dell'onda economica per oltre 60 anni. Per un sacco di tempo ci hanno assicurato che niente del genere sarebbe accaduto. Sta accadendo invece e continuerà ad acadere. Che le principali banche centrali del mondo continueranno a stampare moneta o invertiranno il loro corso, continuerà ad accadere.


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Note

[1] Teoria Generale dell'Occupazione, dell'Interesse e della Moneta, John Maynard Keynes, pagg. 371-372.

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23 commenti:

  1. Complimenti Francesco!

    Temo che dopo la bancarotta i più chiederanno la stessa cosa ma più grande, cioè più oppressiva e folle. Ma magari mi sbaglio e la caduta degli dei genererà qualcosa di migliore.
    Peccato che guardandomi attorno non abbia elementi concreti per crederci. Pie illusioni.

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  2. Bravo.

    http://www.zerohedge.com/news/2013-06-14/guest-post-how-does-it-end

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  3. MainStreet in Cina

    http://www.zerohedge.com/news/2013-06-14/stunning-images-china-ten-thousand-people-waiting-line-buy-gold

    Una bolla? Oppure perspicacia orientale?

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  4. Ciao gdb, sono contento di ritrovarTi. Mi stavo preoccupando...
    E dico davvero perche' il bello di questo blog e' lo scambio che ci arricchisce. Per me, almeno, e' cosi'.
    :)

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  5. è che sto in astinenza di tempo: un sacco di lavoro (gli imprenditori lottano all ultimo sangue per le poca ossa che restano a proposito se li conosceste come li conosco io, sareste tentati di dare ragione a karl. a loro scusante, sono stati traviati dall ambiente monetario). burocrazia internazionale (i miei legami col canada). mia figlia grande che va a studiare a londra a fine agosto. e lavori alla casa al mare. non ne ho più. sin Onlilin

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  6. comunque, dato che sto a contatto anche con l amministrazione, ebbene, questa è sempre molto peggio, ma molto :)

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  7. Se conosceste certi miei colleghi come li conosco io rinuncerestero a farvi curare. A loro scusante non c'è nulla.

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  8. li conosco eccome... sia perche anche io mi curo, sia perche il s.s.n. è stao fatto proprio come nei 2 film di sordi e quindi nasce da medicie non da imprenditori, sia perche imperversano nelle direzioni facendo fianta di capire di legge, sia perche, last but not least, sono medici l altra parte della famiglia quella di mio cugiono :) ps. hey and, quel era il tuo commento che mi è piaciuto tanto e ti volevo fregare per dire che era mio alla scuola di liberalismo ? in che articolo stava?

    cose divertenti che accadono:
    1.datagate, si inizia a percepire veramente negli usa che la liberta è a rischio?
    2.la turchia, non primavera araba manipolata dalla cia ma rivolta della borghesia laica liberale contro il capitalismo dirigista fiat debitista dittatoriale, che con dittatura islamica non va in disaccordo, se non per ragioni geopolitiche
    3.la tv greca chiude e la commissione ue dice: "noi non c entriamo, noi non volevamo"

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  9. Credo questo.
    http://johnnycloaca.blogspot.it/2013/05/le-fantasie-di-krugman-e-il-fallimento.html?m=0

    Vai gdb e torna vincitore! E che ne sia valsa la pena!

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  10. Ciao a tutti.

    Da non farsi scappare l'evoluzione della guerra siriana: U.S.: Syria used chemical weapons, crossing "red line". La situazione è così calda che questa escalation di notizie merita un occhio attento perché la Siria a quanto pare gioca un ruolo non indifferente.

    Per scoprire le bugie, come sappiamo, c'è sempre tempo... ma dopo che hanno causato disastri.

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  11. A pelle credo di più a quella magistrato italiana che lavorava con Falcone e che ha detto che dalle sue indagini le armi chimiche le usavano i ribelli. L'hanno subito smentita...
    Il confronto riguarda il gasdotto che dal Qatar deve raggiungere la Europa passando per la Turchia per fare concorrenza a Gazprom. Chiarito questo il resto va da sé. Russi vs AngloFrancoAmericani. Seguire i soldi!

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  12. http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/m/article-118298261.html

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  13. Mi dispiace solo di aver trovato il pezzo in un sito di mmters.
    D'altronde pure gdb è romanista.... Tuttavia.... Devo ammettere....
    ;D

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  14. George Washington / zero hedge16 giugno 2013 12:37

    WARNING: The National Security Agency is likely recording and storing this communication as part of its unlawful spying programs on all Americans ... and people worldwide.
    The people who created the NSA spying program say that this communication - and any responses - can and will be used against the American people at any time in the future should folks in governmentdecide to go after us for political reasons.
    And private information in digital communications may be given to big companies by the government.
     
    Mass surveillance doesn't keep us safe, and even the top national security experts say that we don't need it. (They also say we should get a grip.)

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  15. http://www.zerohedge.com/news/2013-06-14/guest-post-economy-pictures

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  16. http://thedailybell.com/29216/Anthony-Wile-Richard-Ebeling-on-Higher-Interest-Rates-Collectivism-and-the-Coming-Collapse

    consigliatissima!

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  17. I will reply anyway to Washington because it is a crucial matter what he arises in his comment. Well, to put it succinctly, I'm not surprised that NSA did spy so close American people, it was inevitable because it has been quite some time that the United States are on the road to serfdom. But the bureaucracy that is building will ultimately fail because informations are too much to handle and too expensive to sustain. I fear not what is happening because I know that at last they will fail. For one reason: not all the informations they got are as good as they think. Some is garbage, useless.

    Our duty now is to gum up any istitution. How? Following the rules exactly.

    ***

    Ciao And.

    Vedo la tua superba intervista ad Ebeling e rilancio con questo.

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  18. Ah ah ah... Il sacrificio umano al dio dello stato sociale.
    Prima di arrivare ad una proposta del genere in Italia i concittadini diventano tutti convinti anarcocapitalisti!!!

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  19. al momento le previsioni di crescita inglesi sono intorno all.1,5% annuo e 1 milione di posti di lavoro creati da 3 anni a questa parte. probabilmente faranno il botto, ma almeno ora vivono. noi nemmeno sopravviviamo e faremo il botto comunque.

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  20. Ciao Anonimo.

    La BCE sta cercando al momento di forzare un deleveraging nel settore privato dell'economia. Dall'altro lato lascia che quello pubblico si gonfi in maniera spropositata. Stanno cercando di permettere un atterraggio morbido all'economia europea nel complesso. Il problema è che il settore coinvolto negli investimenti improduttivi è anche quello bancario il quale, insieme al settore statale, tiene in piedi la farsa della pianificazione centrale come "apice evolutivo" della nostra organizzazione economica.

    Balle. Così come la BoE, tutte le altre banche centrali hanno risposto al problema lanciandovi denaro contro di esso. Un calcio al barattolo. Infatti non sta affatto funzionando.

    Non solo, ma le cose andrebbero male anche se le banche avessero ri-iniziato a prestare (per ovvii motivi, aggiungerei). E vanno male anche adesso perché la diminuzione del credito sta facendo implodere le orde di zombie che sono spuntati fuori dalle politiche espansive pre-2010.

    In Inghilterra il giovane Carney pensa che la creazione di denaro, fintanto che le stastitiche dei prezzi manipolate ad arte segnano una situazione "sotto controllo," sia un palliativo efficiente per reflazionare vecchie bolle e gonfiarne di nuove. Attraverso la sua presunta "visione di lungo termine" (es. forward guidance) pretende di affermare che i tassi non si muoveranno dal loro basso livelli finché la disoccupazione non scenderà sotto il 7% (e secondo lui ciò non accadrà prima del 2016), senza pensare che la prima banca centrale che smetterà di essere accomodante costringerà le altre ad agire di conseguenza (o comunque prendere provvedimenti).

    La BoE, come la FED, sta cercando febbrilmente di ricreare un panorama di stabilità e solvibilità stampando più denaro e manipolando porzioni più ampie dei mercati. La reflazione inglese, qualora guadagnasse trazione, intaccherà anche i prezzi i quali di conseguenza influenzeranno le aspettative sull'inflazione al rialzo. Quando accadrà il mercato obbligazionario tornerà prepotentemente sotto i riflettori, e tutti potremmo dire addio all'ennesima baggianata dei banchieri centrali.

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