lunedì 13 giugno 2011

Il QE III gentilmente offerto dalle banche private

Questa direi che é la chicca del mese. In onore dell'anniversario della prima candelina del blog, un articolo fondamentale da leggere per farsi un'idea completa su cosa accadrà da fine giugno in poi. Per come pararsi il culo aspettate qualche altro giorno che sto concludendo un addendum a questo scritto in modo da avere un quadro generale chiaro e, soprattutto, avere le vie d'uscita chiaramente illuminate quando gli incendi inizieranno a divampare. Al momento attuale infatti la Federal Reserve é la maggiore acquirente di debito degli Stati Uniti, la strada più breve per il "camposanto iperinflazionistico". C'é bisogno di un break, ma se la Federal Reserve si prende un break senza che nessuno la rimpiazzi "a dovere" la situazione mostrerebbe chiaramente i guai rappresentati dalle scelte scriteriate di questi campioni con pennino ed inchiostro. Tassi d'interesse sui bond del Tesoro anche al 15%, per non parlare di quelli sul denaro; una correzione dura ma necessaria per ripianare ai casini di questi imbecilli. Che fare? Come agiranno stavolta i soliti bastardi per tentare di salvarsi le chiappe da un malumore sempre crescente intorno alle banche centrali?
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di Michael Pollaro


Eccoci al consueto Monetary Watch mensile, un punto di vista Austriaco sul dove siamo per quanto riguarda il fronte dell'inflazione monetaria esaminando inoltre le attività di creazione di denaro della Federal Reserve e delle banche private...



La Vera Offerta di Denaro "Austriaca", TMS

L'offerta di denaro degli Stati Uniti basata sulla definizione Austriaca di offerta di denaro, quella che gli Austriaci chiamano Vera Offerta di Denaro o TMS, ha visto una poderosa crescita ad aprile, con il ristretto TMS1 che faceva resgitrare un tasso di crescita su base annua del 10,7% e l'ampio TMS2 che mostrava un tasso di crescita su base annua del 16,5%. Ciò ha portato il tasso di crescita trimestrale su base annua di TMS1 e TMS2 rispettivamente al 8% ed al 13,7%, un aumento di 270 e 390 punti base dai tassi di crescita visti a marzo.




Passando al nostro tasso di crescita a dodici mesi – più indicativo per i trend basilari – e concentrandoci sulla nostra misura preferita TMS2, scopriamo che TMS2 continua a salire, ad aprile è cresciuto ad un tasso su base annua del 11,0%. Un aumento di 40 punti base da marzo e 120 punti base dal recente basso livello di 9,8% visto a novembre 2010. Questa è anche la ventottesima volta negli ultimi 29 mesi che TMS2 ha fatto registrare un tasso di crescita a dodici mesi in doppia cifra, corrispondente ad un incremento cumulativo di circa il 35% in questi 29 mesi. Come i lettori del Monetary Watch sanno bene, il periodo precedente l'infame bolla immobiliare (divenuta implosione del credito, divenuto Grande Recessione) ha visto una sequenza di 36 mesi di crescita in doppia cifra per un incremento cumulativo del 48%. Quindi, dopo due massicci programmi di monetizzazione – ovvero il QE I ed il QE II – la Federal Reserve ha perseguito una larghezza monetaria che, in termini di tempo e grandezza, ora è del 81% e del 73%, percentuali che hanno generato la Grande Recessione. Sostenuta dal programma di acquisto di asset (detto QE II), questo potrebbe estendersi oltre la fine di giugno; ciò vuol dire che il nostro attuale ciclo di inflazione monetaria, è sulla via per produrre un'infusione monetaria cumulativa di circa il 40% nel momento in cui l'America celebrerà il 4 di luglio. Si, non grande quanto l'ultimo ciclo inflazionistico, ma secondo noi uno che abbia le fattezze di qualcosa che avrà un seguito.

A questo punto prendiamo un'altra strada. Per prima cosa, come facciamo ogni mese, diamo uno sguardo ai paramentri interni di TMS2...



Uno Sguardo ai Parametri Interni di TMS2

Come abbiamo spesso discusso nei vari Monetary Watch, gli sforzi si sono concentrati nell'analizzare gli elementi motore dietro la crescita nell'offerta di denaro, una componente visiva che chiamiamo TMS2 per Categoria Economica e Fonte. E per il terzo mese consecutivo, l'analisi mensile di questa componente rivela quanto importante sia stato il programma di acquisto di asset della Federal Reserve (detto QE II) per la continua crescita a doppia cifra dell'offerta di denaro.

Per la prima volta, cari lettori del Monetary Watch, la nostra componente visiva si concentra sul chi e sul come ci sia dietro il flusso e riflusso dell'offerta di denaro, riconducendo l'inflazione monetaria a due istituzioni basilari e tre sedi primarie:

  • Federal Reserve, attraverso l'emissione di quelli che gli Austriaci chiamano sostituti coperti del denaro: emissione simultanea di passività su depositi bancari a vista e di riserve bancarie, creati dalla Federal Reserve attraverso l'acquisto di asset, la quale firma assegni da se stessa ed in seguito, quando quegli assegni sono depositati dai venditori di questi asset nelle loro rispettive banche, completa l'emissione tramite l'accredito dell'ammontare totale degli assegni nei bilanci che quelle banche hanno alla Federal Reserve.

  • Banche Private, attraverso l'emissione di sotituti scoperti del denaro: creazione di depositi a vista non coperti da riserve da parte delle banche private, creati attraverso l'emissione di prestiti e l'acquisto di titoli quando questi vengono piramidati in cima alle loro riserve.

  • La Federal Reserve, attraverso l'ampia emissione passiva di valuta: l'emissione di banconote della Federal Reserve, create quando la gente sceglie il rimborso in valuta dei propri depositi bancari a vista. A differenza dei sotituti coperti e scoperti del denaro, l'emissione di banconote della Federal Reserve è in linea di massima neutrale riguardo al totale dell'offerta di denaro, poichè sostituisce semplicemente una forma di denaro, ovvero i sotituti coperti e/o scoperti del denaro per un altra cosa, cioé la valuta.

La combinazione del totale dei sotituti coperti del denaro più la valuta è quello che gli economisti chiamano base monetaria, e per definizione completamente sotto il controllo della Federal Reserve. E l'emissione di sostituti coperti del denaro è più popolarmente conosciuta come quantitative easing o QE.

Con queste definizioni in mente (per una discussione più approfondita si veda Vera Offerta Monetaria "Austriaca" Definizioni, Fonti, Note e Riferimenti), il che non sono nulla di nuovo per gli attuali lettori del CONTRARIAN TAKE, diamo uno sguardo ai grafici in basso che rivelano esattamente chi c'é stato dietro lo spostamento dell'offerta di denaro in questi mesi passati, in realtà per l'intero 2011 – la Federal Reserve attraverso l'emissione di sostituti coperti del denaro:




I Sostituti coperti del denaro sono cresciuti ad un tasso su base annua del 112,7% ad aprile portanto il tasso di crescita trimestrale ad un 258,7% su base annua ed il tasso crescita a dodici mesi al 36,7%. Questa è la conseguenza quando la Federal Reserve monetizza il debito del Tesoro degli Stati Uniti a tassi annuali come i seguenti:




Al contrario, le banche private continuano ad evitare il business della creazione di denaro, la conseguenza è una diminuzione del tasso trimestrale dei sostituti scoperti del denaro del 15,1%, giù di circa il 4% dall'inizio dell'anno. Per coloro che trovano più importanti i cambiamenti del parametro del tasso a dodici mesi, mentre é ancora in crescita ad un tasso del 5,5%, i sostituti scoperti del denaro stanno ora sperimentando un biennio di calo. Uno sguardo ai relativi tassi di crescita a dodici mesi dei sostituti scoperti e coperti del denaro evidenzia le attuali tendenze:




Quindi, con la Federal Reserve che potrebbe possibilmente uscire dal business dell'acquisto di asset (detto QE), almeno per ora, sarà questo l'epitaffio del ciclo di inflazione monetaria? Secondo noi, probabilmente no. Perchè?

Vediamo...



Il QE III Gentilmente Offerto dalle Banche Private

Per prima cosa la Federal Reserve potrebbe terminare il suo attuale programma di monetizzazione di asset (QE II), ma non sembra che si incamminerà in tempi brevi verso il suo obiettivo di 25 punti base per il tasso dei fondi federali. E ciò vuol dire che molto probabilmente dovrà fornire almeno ulteriore base monetaria al sistema bancario (sia attraverso i prestiti della Federal Reserve o l'acquisto di asset) per mantenere quel tasso dei fondi federali sotto controllo. Quindi si, la Federal Reserve non farà accelerare l'offerta di denaro ulteriormente oltre il ritmo di 75$ miliardi mensili che stiamo sperimentando ora sotto il QE II, ma le aggiunte all'offerta di denaro saranno offerte gentilmente dalla Federal Reserve.

In secondo luogo, e di gran lunga più importante, il sistema bancario privato a fine giugno sarà seduto su qualcosa che oscilla tra 1,6$ e 1,7$ triliardi di riserve in eccesso, ovvero il carburante del sistema bancario per far espandere l'offerta di denaro è in una sola parola devastante. Infatti ad un requisito di riserva del 10% (il più ristretto requisito di riserva attualmente imposto dalla Federal Reserve alle banche private) il sistema bancario privato – se fosse disposto a prestare, oppure se non riuscisse a trovare persone disposte/capaci di contrarre prestiti allora come minimo fosse disposto a comprare i titoli esistenti – è in una posizione di espandere l'offerta di denaro per 17$ triliardi. Per una misura del TMS2 che ad aprile faceva registrare 7,6$ triliardi, stiamo teoricamente guardando ad un'offerta di denaro di circa 3,2 volte superiore a quella di oggi.

Faranno ciò queste banche private? Cioè, creeranno denaro piramidandolo in cima alle loro riserve attraverso l'emissione di prestiti o l'acquisto di titoli? Come abbiamo discusso nel Montery Watch dello scorso mese, forse. Infatti la fine del QE II, ovvero l'uscita da parte della Federal Reserve dal mercato obbligazionario a lungo termine, combinata con i tassi a breve termine ancora ultra-bassi, potrebbe essere proprio quello che le banche private vogliono/hanno bisogno per tornare al business della creazione di denaro. Per citare noi stessi dal Monetary Watch dello scorso mese:

«Che succederebbe se la Federal Reserve terminasse il suo programma di acquisto di asset a giugno, iniziando la cosiddetta normalizzazione della politica monetaria? I tassi a lungo termine aumenteranno e cresceranno abbastanza da indurre le banche a fare leva sulle loro riserve in eccesso, permettendole di ri-entrare nel business della creazione di denaro attraverso l'acquisto di titoli esistenti ora ad alto rendimento? Forse. Con la politica della Federal Reserve del tasso d'interesse a zero, il denaro sarà ancora di più scarso valore, ovvero lo spread del tasso d'interesse tra i fondi a lunga maturazione e quelli a breve termine – come le riserve in eccesso – diverrà a maggior ragione più interessante. Come abbiamo postulato nelle precedenti occasioni, i titoli del Tesoro statunitensi a più alto rendimento potrebbero essere abbastanza maturi da essere presi, anche dalle banche prive di capitale. Sono tanto sicuri e tanto liquidi poichè portano con loro una garanzia rappresentata dall'opzione put, rappresentata dalla stampante della Federal Reserve.

Se ragioniamo un poco di più, forse ciò è esattamente quello che la Federal Reserve ha in mente. Dopo tutto la Federal Reserve sta attualmente finanziando circa il 100% dei bisogni di prestito del governo. E l'ultima cosa che la Federal Reserve vuole (per non parlare del governo) vedere è un'impennata dei tassi d'interesse a lungo termine se/quando la Federal Reserve terminerà il suo programma di acquisto di asset (QE II). Cinquanta punti base, 100 punti base, forse anche 150 punti base in più nei titoli del Tesoro a 10 anni potrebbe essere la peggiore delle opzioni. Le banche prenderebbero il posto della Federal Reserve nel compito di stampare denaro, aiutando a contenere il costo dei prestiti del governo degli Stati Uniti e la Federal Reserve recupererebbe un pò di credibilità necessaria nel combattere l'inflazione. Inoltre se non presteranno o compreranno abbastanza asset rischiosi, le istituzioni bancarie private potrebbero continuare a ricapitalizzare i loro bilanci, rendendo felici loro stesse e la Federal Reserve.»


Fa eco ai nostri pensieri un'INTERVISTA del 29 aprile a Chris Whalen, co-fondatore dell'Institutional Risk Analytics e noto analista bancario, dove egli ha evidenziato il bisogno della Federal Reserve di lasciar aumentare i tassi d'interesse a lungo termine e delle istituzioni bancarie private di provare a ricapitalizzare su questo aumento di tassi, se si vogliono esaltare i propri profitti con l'entrata nel business della creazione di denaro. Infatti, come suggerisce Chris, potrebbe essere una questione di ora o mai più:

«Ma non so come possa [la Federal Reserve] ignorare cosa stia succedendo alla situazione finanziaria... se non lasciamo che i tassi inizino a salire avremo dei seri problemi con le banche perchè non stanno guadagnando denaro. Sapete, il loro margine dell'interesse netto sta calando ed i loro ricavi stanno calando, in parte perchè là fuori c'é una scarsa domanda per il credito. Per quanto riguarda la questione dei re-investimenti – sapete, mentre le cose precipitano e le banche devono rimpiazzare gli asset – stanno ottenendo metà del denaro che ottenevano sui vecchi asset. Ad essere intaccata quindi é la loro redditività nel medio-lungo termine.»


In conclusione... con una Federal Reserve disposta a mantenere i tassi d'interesse a zero per "un periodo esteso di tempo" in combinazione con un sistema bancario possibilmente disposto e soprattutto necessario a comprare in massa i titoli esistenti, questo ciclo di inflazione monetaria potrebbe essere lungi dal terminare. A differenza di quelli che dicono che questo ciclo di inflazione monetaria finirà con la fine del QE II, questo potrebbe essere benissimo il messaggero del QE III gentilmente offerto dalle banche private. Siamo d'accordo, sono congetture ma è qualcosa che guarderemo da vicino.

Avendo detto ciò, e riportato la tesi di Chris Whalen, un pensiero finale ora. Con la fine del QE II, se le banche private non si presentano sulla scena della creazione del denaro, una paura deflazionistica, e non inflazionistica, sarà proprio dietro l'angolo. Vedete, come insegnano gli Austriaci, una volta che inizia un boom inflazionistico deve per forza di cose terminare con un bust. Infatti a meno che un boom inflazionistico non viene alimentato con credito sempre più inflazionato, un bust deflazionistico arriverà ben presto. E con i primi segni di un bust, assisteremo ad uno sforzo enorme per dare vita ad un QE III, gentilmente offerto dallo straordinario combattente della deflazione Ben Bernanke. In altre parole, se le banche private non creeranno denaro, una paura deflazionistica arriverà prima di un altro ciclo inflazionistico orchestrato dalla Federal Reserve. Alla fine, in un modo o nell'altro ci sarà un QE III.

Ed ora, alcuni pensieri conclusivi su M2...



Offerta Monetaria Mainstream, M2

M2, l'aggregato monetario preferito dal mainstream, ha fatto registrare ad aprile un tasso di crescita anno dopo anno del 5%. Mentre ciò rappresenta un aumento di 140 punti base dal 3,6% di dicembre e segna, sin dal novembre 2009, il più alto tasso di crescita anno dopo anno, M2 è salito solo di 10 punti base dal tasso del 4,9% di aprile. Per gli osservatori di M2 ciò suggerisce un possibile rallentamento nel tasso d'inflazione monetaria da un già relativemente modesto tasso di crescita. Come i lettori di questo sito sono consapevoli, il CONTRARIAN TAKE considera M2 come un misura dell'offerta monetaria molto fuorviante, mentre il mainstream no. Pensano che M2 sia una misura dell'offerta di denaro perfettamente buona, ovvero, il gap tra il vero tasso di inflazione monetaria come misurato da TMS2 ed il tasso percepito di inflazione monetaria come misurato da M2 è di 600 considerevoli punti base. Questo é vero tasso di inflazione 2,2 volte più veloce rispetto a quello mainstream. Come abbiamo discusso in The Bernanke Arbitrage, non solo questa misura di M2 rende qualcuno come Bernanke (sovrintendente dell'offerta di denaro dell'America) predisposto ad errori nella politica monetaria, ma potrebbe benissimo rendere gli investitori (che includono nelle loro riflessioni sugli investimenti le misure di M2) in valute, in merci, in bond ed in azioni ordinarie, soggetti ad errori di investimento che potrebbero costare loro un grande ammontare di denaro.





[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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