domenica 20 giugno 2010

La "CULTura" sociale

Dopo l'articolo sulla scuola, oggi mi sono imbattuto in questo breve scritto che analizza la natura di altre istituzioni sociali.

Con l'analisi di due semplici termini si arriva a scoperchiare un formicaio di verità false ed indottrinate, veicolate dalla solita propaganda. E come di routine le parole non sono mai quel che sembrano.
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di Stefan Molyneux

Friedrich Nietzsche: "Il singolo ha dovuto sempre lottare per non essere sopraffatto dalla massa. Se si imbocca questa via spesso si rimarrà soli e qualche volta anche impauriti. Ma nessun prezzo eguaglierà il fatto di poter essere liberi".

La parola "culto" è sempre stata usata come una vuota fallacia ad hominem per attaccare quelle verità considerate scomode. Diamo un'occhiata, quindi, alla parola "culto" ed al suo impiego per descrivere le istituzioni sociali.

Il dizionario "Compact Oxford English Dictionary of Current English" definisce come "culto" e "setta":

Culto
  1. un sistema di venerazione religiosa orientato verso una particolare figura o oggetto.
  2. un piccolo gruppo religioso considerato come bizzarro o impositore di un eccessivo controllo sui propri membri.
Setta
  1. un gruppo di persone di vari credi religiosi (tipicamente considerati eretici) diversi da quello in cui la maggioranza della comunità a cui appartengono crede.
  2. un gruppo con idee politiche o filosofiche estreme o pericolose.

Studi sulle religioni, sulla politica e su altri culti hanno identificato un certo numero di passi chiave usati per esercitare una sorta di persuasione coercitiva:
  1. Le persone sono poste in condizioni fisiche o psicologiche dolorose;
  2. I loro problemi sono ridotti ad una semplice spiegazione, la quale è costantemente sottolineata;
  3. Ricevono considerazione, accettazione ed amore senza riserve dal loro leader;
  4. Ricevono una nuova identità quando entrano nel gruppo;
  5. Sono intrappolati ed il loro accesso alle informazioni è severamente controllato e negato.
Ovidio disse: "Il tradimento non ha mai successo: Perchè? Se avesse successo nessuno si azzarderebbe a chiamarlo tradimento".

Se un uomo rovescia il trono di un re, nessuno può chiamarlo traditore perchè ora avrebbe il potere di condannare a morte gli altri.

Si potrebbe, quindi, dire: "I culti non hanno mai successo: il motivo? Se avessero successo nessuno si azzarderebbe a chiamarli culti".

Diamo un'occhiata ora ad alcune istituzioni a cui il termine culto si abbina veramente bene.


Esercito

Fondato per esercitare violenza sulle persone, per commettere omicidi e genocidi:
  1. Le persone sono poste in condizioni fisiche o psicologiche dolorose (campi d'addestramento, di combattimento)
  2. I loro problemi sono ridotti ad una semplice spiegazione, la quale è costantemente sottolineata (obbedire agli ordini)
  3. Ricevono considerazione, accettazione ed amore senza riserve dal loro leader ("Siete eori!")
  4. Ricevono una nuova identità quando entrano nel gruppo (uniformi, medaglie, gerarchia)
  5. Sono intrappolati ed il loro accesso alle informazioni è severamente controllato e negato (punizioni per i disertori, cambiamenti di contratto unilaterali, bugie sul reclutamento, censura militare).
Un culto o una setta è "Un gruppo con idee politiche o filosofiche estreme o pericolose".

"E' altamente eroico e morale derubare i cittadini per pagare gente in costume che uccide qualsiasi persona gli sia indicata..."

E quindi logico considerare ciò un'idea politica o filosofica pericolosa?


Religione

Prospera mentendo e tiranneggiando sui propri seguaci, commette abusi emotivi e verbali nei conftonti degli inermi -- ed anche molto spesso abusi di pedofilia -- respinge l'uso di preservativi nei paesi martoriati dall'AIDS, giustifica ed approva la guerra...etc.
  1. Le persone sono poste in condizioni fisiche o psicologiche dolorose (fuoco dell'inferno, dannazione, ostracismo sociale, circoncisione, peccato originale...)
  2. I loro problemi sono ridotti ad una semplice spiegazione, la quale è costantemente sottolineata (obbedire al prete, dare soldi)
  3. Ricevono considerazione, accettazione ed amore senza riserve dal loro leader (Dio ti ama!")
  4. Ricevono una nuova identità quando entrano nel gruppo (Musulmani! Cristiani! Ebrei! Rinascita!)
  5. Sono intrappolati ed il loro accesso alle informazioni è severamente controllato e negato (Quante persone hanno letto interamente la Bibbia? Cosa accade ad una famiglia se il genitore inizia a dubitare dell'esistanza dei vari dei?)


Scuola Pubblica

Fondata sulle minaccie di violenza sui genitori, mortifica la scelta, intrappola i bambini per anni, fa diventare i ragazzini accidiosi, impauriti, aggressivi, risentiti, annoiati -- e significativamente danneggia il loro sviluppo cognitivo. Una forma reale di coercizione e rapimento.
  1. Le persone sono poste in condizioni fisiche o psicologiche dolorose (castigo, paura, noia, umiliazione, punizioni, derisione, ripetizioni a pappagallo...)
  2. I loro problemi sono ridotti ad una semplice spiegazione, la quale è costantemente sottolineata (obbedire all'insegnante, prendere buoni voti, lo stato risolve tutti i problemi)
  3. Ricevono considerazione, accettazione ed amore senza riserve dal loro leader (castighi per disobbedienza e pensiero libero, lodare chi obbedisce e schernire chi si rifiuta)
  4. Ricevono una nuova identità quando entrano nel gruppo (Il patriottismo è una virtù! Siete cittadini!")
  5. Sono intrappolati ed il loro accesso alle informazioni è severamente controllato e negato (i genitori non possono scegliere le scuole statali, i bambini non possono lasciare la scuola, obbligo di completare letture assegnate ed assoggettarsi alla propaganda statalista, i gentitori sarebbero aggrediti con la violenza se si rifiutassero di pagare per questa brutale indottrinazione dei loro figli.)

Come si può vedere i culti non prosperano -- poichè se porsperassero diventerebbero governi, eserciti, religioni -- diventano, quindi, "cultura".

Friedrich Nietzsche: "Nel singolo la pazzia è qualcosa di raro -- ma nei gruppi, nelle nazioni, nelle squadre e nelle epoche, è diventata la regola".

Si pensi agli assurdi credi culturali che in qualche modo le persone sono convinte siano veri...


Esercito

"Se si uccidono persone per soldi si è "super cattivi", a meno che non si indossi un costume verde, a quel punto ci si trasforma in eroi morali..."


Governo

"Il governo deve usare la minaccia della violenza per rubare metà dei guadagni delle persone, per proteggerle da violenze e rapine."


Cristianità

"Credere che un cosmico Zombie Ebreo, nonchè suo stesso padre, può far vivere per sempre se simbioticamente si mangia la sua carne e telepaticamente gli si dice di accettarlo come proprio maestro, in modo che lui possa rimuovere una forza maligna sull'anima dell'umanità la quale fu ereditata da una "donna-costola" che fu convinta da un serpente parlante a mangiare una mela da un albero magico..."

"I gas si espandaono quando riscaldati" -- questa non è una frase di cultura, ma un fatto scientifico.

La matematica non è culturale, è razionale.

La relatività di Einstein non è culturale, ma un dato di fatto.

La scienza e la logica non sono usanze culturali locali, ma metodologie di razionalità ed oggettività.

Il mio obiettivo è muovere la filosofia dalla cultura alla verità, ragionando sui primi principi, con riferimenti ad evidenze empiriche.

La cultura non è cio che non è vero, ma ciò che si crede sia vero. La religione, il patriottismo, la fedeltà politica, il militarismo, sono tutte "virtù" supposte.

Ragionare sui primi principi è pericoloso per la "cultura", poichè ad un esame filosofico si è sempre rivelata come irrazionale e pregiudizievole, indottrinata dalla propaganda e dalla minaccia di violenza.

La cultura è l'opposto della filosofia e della verità, come proprio la superstizione è il contrario della scienza e delle prove.

La cultura è definita dalla prima sillaba.

Culto.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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