venerdì 20 luglio 2018

Analisi tecnica del prezzo di Bitcoin e delle principali Altcoin, 20/7/2018


Nuovo appuntamento con l'analisi tecnica del prezzo di Bitcoin. Oltre ad essa, verranno analizzate anche altre criptovalute tra cui Ethereum Classic, Ontology, Decred, 0x, Ziliqa, NEO, Substratum, Litecoin, Cardano, Ripple e Digibyte. Verranno passati al vaglio i vari indicatori del prezzo di Bitcoin ed evidenziata un'area di prezzo dove potrebbe portarel'attuale movimento bullish; successivamente verranno prese in considerazioen le suddette Altcoin per individuare su quali val la pena di puntare e quali è meglio lasciare a bordo campo per il momento.
È possibile consultare tali analisi tecniche al seguente link: https://www.yours.org/content/analisi-tecnica-del-prezzo-di-bitcoin-e-delle-principali-altcoin--20-7-2fd660348110

Una lezione sull'inflazione dall'antica Roma





di Alasdair Macleod


“È dovere del cittadino sostenere lo Stato, non è compito dello Stato sostenere il cittadino” – Presidente Grover Cleveland

Il punto del presidente Cleveland nel 1880 era che le persone e gli interessi costituiti non dovevano godere di trattamenti preferenziali da parte di un governo eletto per rappresentare tutti. Poiché se si concede tale preferenza, sarà sempre a spese degli altri.

Quei giorni sono lontani, e l'ultimo presidente a prendere questa posizione fu Calvin Coolidge negli anni '20. Fu seguito da Herbert Hoover, il quale fu molto interventista. Come disse Coolidge nei confronti del suo vicepresidente: "Quell'uomo non mi ha dato altro che consigli e tutti sbagliati". Hoover fu criticato da Franklin Roosevelt per le sue disastrose politiche d'intervento, il quale riuscì a spodestarlo nelle elezioni del 1932, per poi superarlo con interventi più invadenti. I deflussi di oro generati dall'accelerazione della spesa pubblica e dalle politiche monetarie della FED, portarono nel 1933 alla sospensione della convertibilità in oro per i cittadini americani e nel 1934 alla svalutazione del dollaro da $20.67 a $35 l'oncia.

L'interventismo è aumentato sin da allora, non solo in America ma in tutte le altre nazioni avanzate. Oggi l'attività economica è dominata dalla socializzazione dei profitti e dalla regolamentazione del nostro comportamento da parte degli stati. Nonostante gli avvertimenti dei teorici del sound money, un processo iniziato quasi un secolo fa non ha ancora portato al collasso economico, sebbene i pericoli delle crescenti passività dello stato siano una minaccia concreta alla stabilità economica.[1]

Un punto che viene ignorato da quasi tutti è che la spesa pubblica è un lusso costoso per qualsiasi economia, allocando le risorse di capitale nel modo più inefficiente possibile. Inoltre gli stati, attraverso le tasse e la deviazione dei risparmi mediante l'inflazione monetaria, distruggono la ricchezza personale. Tuttavia è chiaro, sia attraverso l'osservazione che la logica economica, che un'economia di successo è quella in cui la prosperità personale viene massimizzata.

Questo è chiaramente illustrato osservando la differenza tra Venezuela e l'America. Il Venezuela ha apertamente trasferito quasi tutta la ricchezza individuale al suo governo socialista in nome dell'uguaglianza di tutti. I costi del governo sono aumentati esponenzialmente rispetto alle sue fonti di finanziamento disponibili, accelerando il giorno in cui l'ordine economico e civile cesseranno di esistere del tutto. L'America, nonostante decenni di crescita della spesa pubblica, non ha ancora sequestrato la maggior parte della ricchezza dei suoi cittadini, anche se il processo ha accelerato negli ultimi anni.

Tuttavia nei prossimi mesi il problema diventerà più un problema pubblico, innescato forse da un aumento delle emissioni di titoli di stato USA in un momento di rallentamento ciclico della domanda di obbligazioni. Questo rallentamento è alimentato dal miglioramento delle prospettive economiche globali, il che significa che le banche aumenteranno i prestiti alle imprese non finanziarie a scapito delle attività puramente finanziarie.

Nello stesso momento in cui l'amministrazione del presidente Trump sta aumentando il suo deficit di bilancio, la FED sta cercando di normalizzare il proprio bilancio diminuendo la sua esposizione alle obbligazioni sovrane. Aggiungete al mix le riduzioni dell'esposizione ai dollari nei portafogli di proprietà straniera (per un valore stimato di $17,000 miliardi), e abbiamo il potenziale per una tempesta perfetta nel mercato obbligazionario della valuta di riserva mondiale.[2]

Abbiamo già assistito ad un forte aumento dei rendimenti obbligazionari negli ultimi sei mesi, con il rendimento del titolo del Tesoro USA a 10 anni in aumento dal 2.06% al 2.94%. Su base storica, e dato l'obiettivo d'inflazione della FED al 2%, il valore temporale di questi bond è ancora basso, nonostante l'aumento dei rendimenti fino ad ora e presupponendo sempre che la FED limiti l'inflazione al 2%.

I lettori dovrebbero dare più credito a ShadowStats.com e all'indice di Chapwood, in quanto misure migliori dell'inflazione dei prezzi. Esse registrano attualmente un'inflazione tra il 6-10% rispetto alle stime del governo chiaramente distorte.

Non dovremmo sorprenderci se queste dinamiche si tradurranno presto in un ridimensionamento dei titoli di stato statunitensi e delle finanze del governo degli Stati Uniti. Con la fine dell'aiuto monetario della FED, ci si può aspettare che valutazioni corrette del rischio delle obbligazioni USA possano tornare a dominare le scene economiche. Supponendo che la FED continui a frenare i tassi d'interesse, le curve dei rendimenti si accentueranno e il costo degli interessi del Tesoro USA aumenterà per tutto il suo nuovo debito, tranne che per i prestiti a brevissimo termine. Dopo aver attraversato il periodo dei tassi d'interesse a zero, siamo destinati a risvegliarci con una certa repentinità nei confronti di quei rischi che abbiamo ignorato per troppo tempo.

Pertanto quando si pensa al rischio, è probabile che l'inflazione diventi centrale nei nostri pensieri. E poiché i rendimenti delle obbligazioni stanno aumentando, saremo sempre più consapevoli della trappola del debito in cui è stato catturato il governo degli Stati Uniti. Un aumento dell'1% degli interessi costa un extra di $216 miliardi. Il presidente Trump lo pagherà tagliando il bilancio generale? Improbabile. E quando iniziamo a pensare in termini di valore temporale del debito del governo degli Stati Uniti, forse del due per cento al di sopra di un IPC in aumento, come influirà sui conti del governo un costo dei finanziamenti di circa il tre o quattro per cento superiore?

La pressione per aumentare il tasso di trasferimento della ricchezza dal settore privato (produttivo) aumenterà con l'aumentare dei rendimenti obbligazionari. E più ricchezza verrà trasferita, meno ce ne sarà da trasferire. Questa era la realtà nell'Impero Romano, quando lo spendaccione Nerone ridusse il contenuto d'argento del denario per pagare i suoi soldati, avendo l'Impero finito i soldi. Tra gli altri atti costosi, diede fuoco a gran parte di Roma per ricostruirla. Questa era forse una metafora, perché secondo Svetonio, Nerone si dedicava alle arti, al sesso e alla dissolutezza, ed era ovviamente un principiante come piromane. Se Nerone ha trafficato con qualcosa, era la valuta. Gli imperatori successivi a Nerone continuarono il processo di svalutazione fino alla definitiva distruzione monetaria sotto Diocleziano, avvenuta due secoli dopo.

L'attuale svalutazione monetaria include l'onere aggiuntivo (che si aggiunge alla dissolutezza romana) delle promesse fatte al grande pubblico, a dispetto della massima del presidente Cleveland. A seconda del tasso al quale queste passività finanziarie future sono scontate, stiamo parlando all'incirca di una percentuale compresa tra cinque e dieci volte il PIL attuale per l'America e probabilmente molto più per il Giappone e molti stati membri dell'UE. Nemmeno cifre dell'inflazione dei prezzi pesantemente manipolate possono sopprimere la trappola del debito in cui sono finiti gli stati mondiali, il che ci dice che la svalutazione monetaria accelererà.

Dalla presidenza di Herbert Hoover, il governo degli Stati Uniti ha inconsciamente legato l'economia americana a quella dell'antica Roma. Proprio come gli imperatori di Roma svalutarono le monete per pagare la loro dissolutezza ed i loro eserciti, così l'America ed i suoi alleati occidentali hanno svalutato le loro valute per pagare il welfare e le spese militari.

L'eccessiva spesa militare era un tema prettamente legato all'antica Roma: pagare i soldati o l'imperatore sarebbe morto. Diocleziano, 225 anni dopo Nerone, andò oltre ed approvò un editto che vietava ai commercianti di aumentare i prezzi. Il commercio cessò, e Roma e altre città si svuotarono per mancanza di cibo.

Donald Trump ed i suoi predecessori hanno supervisionato metodi più sofisticati per ottenere lo stesso risultato. Negli ultimi quarant'anni, i prezzi di beni e servizi sono stati ufficialmente controllati analizzando i dati sull'inflazione, anche se la realtà è che i prezzi hanno continuato a salire. La spesa degli stati è stata sfrenata, ma non può andare avanti per sempre.

Gli aumenti salariali, che normalmente stanno al passo con l'aumento dei prezzi, sono stati sostituiti da un incoraggiamento ad espandere il credito bancario per finanziare il consumo personale, insieme allo scoraggiamento del risparmio. Di conseguenza il debito delle famiglie americane ammonta ora a $13,150 miliardi per finanziare le spese per consumi personali a $13,717 miliardi. Ciò però distoglie l'attenzione dal problema di fondo.

Il confronto con l'antica Roma ha un'ulteriore e preoccupante somiglianza. L'argento romano e le monete d'oro erano la valuta principale per il mondo conosciuto. Il dollaro americano è la valuta di riserva mondiale oggi, e quasi tutte le altre 170 valute sono allineate o fanno riferimento ad essa. Un crollo accelerato del dollaro abbatterà la maggior parte di esse, proprio come la svalutazione monetaria romana spinse il mondo verso il Medioevo.

Finora in questo articolo abbiamo visto che l'economia americana ci ha fornito un esempio di una trappola moderna del debito, che se non viene affrontata porterà inevitabilmente ad un'accelerazione dell'inflazione monetaria e, in definitiva, al crollo del potere d'acquisto del dollaro. La maggior parte delle altre nazioni si trova nella stessa posizione, sebbene gli alti livelli di prestiti personali siano più endemici in America e nel Regno Unito che altrove. Di conseguenza quando si verificherà il collasso finale, gli anglo-sassoni dissoluti subiranno un destino leggermente diverso dai cittadini delle nazioni che abitualmente risparmiano.



La prossima fase della svalutazione monetaria di oggi

La prossima grande spesa che gli stati e le loro banche centrali devono affrontare è una crisi futura del credito, che potrebbe far accelerare l'inflazione. Una crisi del credito è sempre il culmine di un ciclo del credito, endemico per le economie destabilizzate dalle banche centrali che cercano di stimolare il consumo attraverso l'inganno monetario.

Il tempo per la prossima crisi del credito si avvicina rapidamente, come spiegato nel mio recente articolo, "Quando si verificherà la prossima crisi del credito?". Dovremmo essere pronti entro la fine dell'anno. Fondamentalmente le prospettive dell'inflazione per l'anno prossimo o due saranno stabilite dalla risposta delle banche centrali. Se non mettono in salvo le banche commerciali con l'inflazione monetaria, il sistema bancario globale quasi certamente collasserà. Supponendo che questo disastro voglia essere impedito, sarà richiesta l'iniezione di enormi quantità di denaro extra, potenzialmente molto più grandi di quanto necessario per salvare il sistema bancario globale nel 2008/09.

Allora quelle misure erano di per sé di proporzioni storiche. Ma c'è il rischio che non succederà la prossima volta, perché dall'ultima crisi del credito tutte le nazioni del G20 hanno accettato di introdurre procedure di bail-in per sostituire i bail-out. Il ragionamento è che gli stati si sono sobbarcati il costo della crisi della Lehman, quando invece avrebbero dovuto farlo gli obbligazionisti e i grandi depositanti. Questo è un ragionamento logico per il salvataggio di singole banche o del sistema bancario di un piccolo Paese, ma è probabile che causi difficoltà sostanziali in una crisi sistemica più ampia, perché gli obbligazionisti cercheranno scappatoie per proteggersi.

I grandi depositanti hanno solo due fughe, e l'alternativa di ritirare le banconote è preclusa: possono acquistare beni fisici, a qualsiasi prezzo, per sbarazzarsi dei saldi bancari o, in alternativa, acquistare commodity. E in cima alla lista ci deve essere l'oro, seguito dall'argento, perché sono ampiamente accettati come mezzo di scambio ovunque. A queste alternative possiamo ora aggiungere le criptovalute, la loro proprietà è peer-to-peer, il che equivale ad un deposito di valore alternativo.

Ma quando si vende una valuta per acquistare un bene, si passa semplicemente la valuta ad un acquirente disposto ad accettarla in cambio. Il lettore attento rileverà che, con tutta probabilità, non ci sarà alcuna offerta per le valute più rischiose, e probabilmente nessuna offerta per il dollaro stesso. In altre parole, quella che in passato è stata una crisi sistemica per il sistema bancario globale potrebbe rapidamente diventare una crisi sistemica per le valute stesse.



Un crash della valuta è un rischio crescente

Il futuro è per definizione sconosciuto e possiamo solo ipotizzare come si evolveranno le cose. Tuttavia, a differenza dell'esperienza romana, che impiegò 225 anni per distruggere completamente il denario, i suoi successori e l'Impero stesso, l'ondata attuale di distruzione monetaria sembra avere i giorni contati, dopo solo un secolo circa.

Le banche centrali sono state consapevoli di alcuni pericoli sistemici, motivo per cui sono desiderose di farci finire in una società senza contante. Senza contanti, non può esserci una corsa agli sportelli vecchio stile. La loro risposta ad ogni crisi creditizia successiva è stata quella di limitare il modo in cui le imprese e le persone possono proteggersi in caso di un collasso sistemico.

Ma ora, molto tempo dopo che il presidente Cleveland disse quanto citato all'inizio di questo articolo, i tentativi dei suoi successori di accampare il favore elettorale hanno portato ad un'escalation di costi ormai fuori controllo. La combinazione di una trappola del debito per gli stati e l'insostenibilità del debito del settore privato, minacciano una crisi finanziaria e monetaria a livello mondiale, da cui qualsiasi salvataggio attraverso la stampa di denaro rischia di essere di breve durata.

La velocità con cui l'inflazione e la distruzione delle valute cartacee accelererà, sarà determinata da quanto rapidamente la popolazione capirà la vera portata della frode monetaria che gli stati hanno perpetrato finora. L'espansione della base monetaria e del credito bancario non si è riflessa nelle statistiche ufficiali dei prezzi, che sono state manipolate in modo edonistico per nascondere le prove. Una comprensione della realtà, ovvero che le valute fiat sono state abusate da tutti gli stati, ci si può aspettare che scateni un fuggi-fuggi generale tra la gente comune.

I prezzi devono aggiustarsi. Se gli effetti dell'inflazione romana su più di due secoli sono progrediti con la velocità di un carro trainato da buoi, quella odierna potrebbe accelerare come una Ferrari.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.blogspot.it/


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Note

[1] Siamo qui per discutere dell'intervento politico, che probabilmente iniziò con la prima guerra mondiale. L'intervento monetario è iniziato prima, con la nascita delle banche centrali.

[2] La sovraponderazione del dollaro nei portafogli esteri è il naturale risultato della precedente forza del dollaro, che non è più il caso. A giugno 2016, questi ammontavano ad un record di $17.390 miliardi.

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giovedì 19 luglio 2018

Piuttosto che ripagare il debito, la Spagna sta spendendo ancora di più





di Philipp Bagus


Per la prima volta dopo la crisi finanziaria, il governo spagnolo ha raggiunto (quasi) il limite del 3% del PIL per i deficit pubblici come stabilito dal Patto di Stabilità. Il nuovo governo socialista ritiene che sia ora di cambiare rotta. Secondo la sua opinione, dopo lunghi anni di austerità, è ora di pensare all'aumento della spesa pubblica. Infatti il precedente governo aveva già annunciato un aumento delle pensioni pubbliche dell'1.6%. L'aumento delle pensioni è altamente problematico, perché i fattori demografici rendono insostenibile il sistema pensionistico pubblico nel lungo termine. Il nuovo governo vuole sostenere il sistema pensionistico pubblico aumentando in modo aggressivo le tasse. Inoltre vuole annullare e modificare alcune parti della riforma del mercato del lavoro del 2012, la quale ha consentito un sostanziale calo della disoccupazione. Prevede di aumentare il salario minimo.

La cosa più problematica è che in realtà non è vero che il governo è stato austero dopo la crisi finanziaria. Le finanze pubbliche non sono state stabilizzate.

Deficit del governo spagnolo in% del PIL. Fonte: Eurostat

Innanzitutto il Patto di Stabilità è stato affinato e sostituito dal Trattato di Stabilità Fiscale del 2012 (chiamato anche Fiscal Compact Europeo). Prima del Trattato di Stabilità Fiscale, i governi potevano avere deficit massimi del 3% durante i periodi di espansione economica. Quando sarebbe arrivata una recessione, un governo avrebbe potuto ricorrere all'aumento del deficit in circostanze avverse straordinarie. Infatti al culmine della crisi finanziaria, tutti gli stati membri della zona Euro hanno superato il limite del 3% del deficit. Pertanto l'idea del Trattato di Stabilità Fiscale è che i governi debbano avere un bilancio in pareggio nel corso del ciclo economico. I deficit possono salire al 3% in recessione, ma questi deficit devono essere compensati dalle eccedenze durante l'espansione economica. In tempi normali, il bilancio dovrebbe essere equilibrato. Il Trattato di Stabilità Fiscale ritiene che un bilancio pari a -0.5% sia equilibrato (o al -1% per i Paesi con un rapporto debito/PIL inferiore al 60%). Inoltre il Trattato di Stabilità Fiscale comporta un ripagamento del debito. Se un Paese ha un rapporto debito/PIL superiore al 60%, deve ridurre l'eccesso del 5% all'anno. Per la Spagna, ciò avrebbe dovuto comportare una riduzione del debito dell'1.9% (0.05*39) nel 2017, cosa che non è stato raggiunta perché il debito pubblico è sceso solo dello 0.7%.

Poiché la Spagna è una delle economie in più rapida crescita nell'Eurozona, sicuramente dovrebbe avere un surplus di bilancio secondo la legge. Pertanto il deficit del 3.1% non è né un grande risultato, né un pretesto per aumentare la spesa pubblica. Non aderendo rigorosamente alle regole e ricorrendo a scappatoie nel Trattato di Stabilità, esso è stato infranto e si rivelerà meno idoneo a limitare la spesa pubblica e il deficit in futuro. Perché gli altri governi dovrebbero conformarsi se la Spagna non adempie rigorosamente all'accordo?

Rapporto debito pubblico/PIL spagnolo. Fonte: Eurostat

In secondo luogo, la Spagna non ha ridotto il suo deficit a causa dell'austerità del governo. Infatti il governo spagnolo non è stato austero. Ha incrementato la spesa all'inizio della crisi e l'ha ridotta sostanzialmente solo nel 2013, quando i creditori dell'ESM lo hanno chiesto in cambio del suo salvataggio. Da allora la spesa pubblica è aumentata ed è ancora oggi al di sopra dei livelli insostenibili del 2008. È destinata ad aumentare ulteriormente.

La Spagna è arrivata al limite del 3% a causa di circostanze straordinarie al di fuori del suo controllo. Innanzitutto l'economia è cresciuta in modo robusto per 4 anni ormai. Negli ultimi tre anni la crescita reale si è attestata ad un solido 3%. Le entrate del governo sono aumentate e le spese sono diminuite, perché la disoccupazione è diminuita (anche a causa della nuova flessibilità del mercato del lavoro che il nuovo governo vuole eliminare). L'aumento delle vendite, dei salari e dei profitti ha comportato maggiori entrate fiscali.

I prezzi delle case e l'attività economica stanno aumentando di nuovo portando a maggiori entrate, che il governo è desideroso di spendere proprio come durante nell'ultima bolla. Inoltre il governo spagnolo ha ricevuto assistenza dalla BCE con la sua politica di tassi d'interesse a zero e il programma di quantitative easing. Se i tassi d'interesse tornassero a livelli più normali, il governo spagnolo finirà nei guai.

Spesa del governo spagnolo in milioni di euro. Fonte: Eurostat

Tasso di crescita reale, Spagna (in%). Fonte: Eurostat

Come sarebbero le finanze del governo spagnolo con tassi d'interesse più normali? Con un debito pubblico al 98.3% del PIL e ipotizzando tassi d'interesse medi sui titoli di stato superiori al 3% rispetto ad oggi, il deficit pubblico passerebbe dal 3.1% al 6%.

Se la Spagna ha raggiunto il limite del 3% sui deficit in un mondo con tassi d'interesse a zero e un'espansione economica che sembra sempre più un déjà-vu dell'ultima bolla, cosa succederà nella prossima recessione o quando i tassi aumenteranno?

Il deficit strutturale spagnolo è insostenibile. Il suo debito pubblico è prossimo al 100% del PIL ed è rimasto in questa zona nonostante l'espansione economica. Invece di pensare ai modi in cui spendere le crescenti entrate, il governo spagnolo dovrebbe sfruttare questa opportunità unica per mettere ordine nei conti e ridurre il suo debito pubblico. Invece di aumentare le spese e le tasse, il governo dovrebbe tagliarle per prepararsi alla prossima tempesta, che arriverà prima o poi.

Potrebbe essere l'ultima possibilità per il governo spagnolo di sostenere le sue finanze. Questa possibilità è stata acquisita grazie alla BCE ed a spese dei risparmiatori dell'Eurozona. È da irresponsabili sperperarla.

Ciò che vale per la Spagna, vale anche per altri Paesi dell'Eurozona sovraindebitati come Portogallo, Francia ed Italia. La riduzione del debito pubblico durante i tempi "buoni" richiederebbe che la BCE continui con la sua pericolosa politica monetaria, la quale pianterà i semi della prossima crisi finanziaria. Per sfuggire alla trappola della ZIRP, i livelli dei debiti pubblici devono essere ridotti rapidamente. Ora è il momento. Quando arriverà la prossima recessione, sarà troppo tardi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 18 luglio 2018

Bitcoin è deflazionistico, trasparente ed antifragile





di Mark E. Jeftovic


"Per me e molti altri bitcoin non è una rivoluzione tecnica tanto quanto non lo è un trionfo di incentivi politici ed economici." ~ Two Bit Idio

"Sistemi come Ethereum (e Bitcoin, NXT, Bitshares, ecc.) sono una classe fondamentalmente nuova di organismi criptoeconomici: entità decentralizzate e senza giurisdizione che esistono interamente nel cyberspazio, sostenute da una combinazione di crittografia, economia e consenso sociale." ~ Vitalik Buterin

Nella Parte 1 abbiamo dato un'occhiata a "cosa non è bitcoin", dove tutti i soliti paragoni e analogie riguardanti Bitcoin si sono dimostrati inadeguati nello spiegare cosa sia realmente il fenomeno, finendo con una domanda ovvia...



Allora cos'è bitcoin?

Il denaro è una di quelle caratteristiche del cosiddetto "acquario della vita". Oltre a preoccuparci delle nostre bollette o degli investimenti, la struttura generale del "denaro" è un supporto di sottofondo che sostiene tutto, e, la maggior parte delle volte, non ci prestiamo tanta attenzione. Altri esempi sono le utilità di base come l'elettricità e l'acqua corrente.

Poiché viviamo le nostre vite in questi "acquari", non mettiamo in discussione la natura o i meccanismi di questi mezzi strutturali/culturali in cui siamo immersi, a meno che non smettano di funzionare o subiscano un cambiamento radicale.



Una breve storia di innovazione monetaria

Quello che stiamo vivendo oggi è un'innovazione tecnologica che sta trasformando la natura stessa del denaro, e questo è qualcosa che è successo solo poche volte nel corso della storia. È poiché stiamo parlando di una fondamentale ristrutturazione della natura del denaro, e non dell'ennesima bolla all'interno dei confini del sistema monetario fiat, allora possiamo apporre a bitcoin l'etichetta "questa volta è diverso".

Il denaro centralizzato, opaco e basato sul debito verrà distrutto da criptovalute decentralizzate, open source e competitive.

Questo sconvolgimento si verificherà per necessità dato l'irreparabile danno che le politiche delle banche centrali hanno inflitto alla cittadinanza nel corso dell'ultimo secolo, raggiungendo quello che può essere considerato un crollo tra inflazione mirata, QEternity, ZIRP e NIRP, guerra al denaro contante, e controlli sui capitali negli ultimi 10 anni. L'etichetta più adatta a tutto questo è "repressione finanziaria", come suggerito da Chris Martenson.

Durante l'era della moneta fiat, ogni volta che s'è verificata una bolla finanziaria, "questa volta è diverso" non si è mai dimostrato effettivamente diverso. Val la pena di ripetere l'osservazione di Galbraith:
Il mondo della finanza saluta l'invenzione della ruota più e più volte, spesso in una versione leggermente più instabile. Tutta l'innovazione finanziaria coinvolge in una forma o nell'altra la creazione di debito cartolarizzato in misura più o meno coperta da attività reali. (enfasi aggiunta)

Ma come detto nella Parte 1, bitcoin non è una bolla basata sul debito. La leva finanziaria non tiene conto della maggior parte dell'azione dei prezzi, almeno non ancora. Mentre scrivo questo articolo, i futures CBOE sono entrati in scena da poco. Inoltre la maggior parte degli exchange offre margin lending, e molti trader sono abbastanza stupidi da tentare di usarli, ma questo non è il fattore trainante che spinge l'adozione di bitcoin. Queste storie emergenti di persone che ipotecano le loro case per comprare bitcoin sono "degne di nota", e quindi ancora sporadiche. Il debito sarebbe una forza trainante della bolla qualora fosse sistemica.

Guardando al bitcoin come ad un cambiamento tecnologico, nel corso della storia ci sono stati solo una manciata di grandi cambiamenti nel campo monetario. Abbiamo avuto il baratto, quindi il denaro fiat.

L'antropologo David Graeber (Debt: The First 5,000 Years) sostiene che contrariamente alla teoria convenzionale, il baratto non abbia generato il denaro, ma sia venuto prima il debito sotto forma di obblighi. Questa fu la prima vera astrazione del consumo presente nel valore futuro. Dovere qualcosa a qualcuno, che si trattasse di restituire un favore prima o, più tardi, una rappresentazione simbolica di quel favore, raffigurava la progressione verso il "denaro".

Il punto più importante di Graeber è che il debito, la prima grande innovazione monetaria dopo il baratto, è stato utilizzato da allora da una piccola minoranza di persone per schiavizzare il resto della popolazione.

È una discussione avvincente. In entrambi i casi, a parte le successive innovazioni come la creazione della banconota, che facilita la trasmissione del valore a distanza e la contabilità a partita doppia, non è cambiato molto nella forma strutturale del denaro dall'ultima grande innovazione che è stata l'ascesa della riserva frazionaria.

Da allora, da varie valute fiat alle carte di credito, alla banda magnetica o ai chip PIN, sono state apportate variazioni ad un unico tema: il debito è denaro. Finché i vari stati sociali continuano a spendere più di quanto ricevono, devono continuare a creare e monetizzare più debito per mantenere in piedi il sistema nel suo complesso.



Le criptovalute non sono debito

Le criptovalute sono costruite sulla matematica, sull'open-source, sul consenso e sulla decentralizzazione. Questi attributi si combinano per darci un sistema monetario con caratteristiche che lo distinguono dall'attuale modello fiat.

Anelastiche

Non sono elastiche perché, come tutti sappiamo, esiste solo una determinata quantità di monete che verrà mai creata. Questo è in netto contrasto con l'offerta di denaro in termini fiat. Come qualcuno ha scherzosamente twittato condividendo la Parte 1: "Wow, guardate il prezzo di bitcoin! Oh aspettate un attimo, questo è il grafico della massa monetaria."


Questa anelasticità rende bitcoin e qualsiasi altra criptovaluta con caratteristiche simili....

Deflazionistiche

Una valuta deflazionistica è strettamente correlata all'essere anelastica, ma dobbiamo guardare in modo specifico agli aspetti deflazionistici di bitcoin, perché il pensiero economico mainstream ritiene che "la deflazione sia cattiva", e lo è se si usa il debito come denaro.

La ragione è che il denaro basato sul debito, alimentato dalla riserva frazionaria, consente alle unità monetarie di "esistere in due posti contemporaneamente". Quando ho iniziato a fare ricerche su tutto questo materiale economico e storico, eravamo in pieno scoppio della bolla dotcom. Fu allora che mi resi conto che non avevo alcuna comprensione di economia o finanza o, in definitiva, del denaro. Così ho iniziato una "immersione profonda" in questi argomenti che continua ancora oggi.

Uno dei primi libri che ho letto a riguardo è stato quello di Ferdinand Lips, Gold Wars. Lips, un banchiere svizzero ed esperto del gold standard classico, era considerato "Friend of Another (FOA)" un commentatore anonimo e criptico del mercato finanziario e dell'oro negli anni '90 (prefigurazione di Satoshi Nakamoto?).

Quando di recente ho riletto la mia copia del libro, ho scoperto che avevo scarabocchiato quanto segue sul retro della copertina dopo che avevo finito di leggerlo:
L'oro, come ogni altra cosa "normale", non può essere in due posti contemporaneamente. Il denaro fiat, tuttavia, è credito, riscattabile in nulla, che viene simultaneamente considerato come "denaro" da più parti; questo meccanismo funziona fintanto che la bolla è in crescita, ma non può funzionare se inizia a sgonfiarsi. Se N parti detengono lo stesso "denaro fiat" e all'improvviso lo usano per ritirare il debito, N-1 parti vedranno franare la terra sotto i loro piedi. Perché con un sistema cartaceo fiat, la riduzione del debito (sia pagandolo sia in caso di insolvenza) riduce l'offerta di moneta.

La mia comprensione di questi argomenti mi ha portato a concludere che bitcoin è anelastico e quindi deflazionistico. Non ha alcun rischio di controparte (esiste un rischio di consenso, ma questo vale anche per la moneta fiat) e risolve "il problema della doppia spesa", mentre invece per il denaro fiat è un grosso problema. Il denaro basato sul debito e sull'inflazione è matematicamente e crittograficamente eliminato dalle criptovalute.

In un sistema monetario anelastico o sonante, come l'era del gold standard classico (quando non c'erano imposte sul reddito e si verificavano lievi deflazioni), o quello che sta emergendo oggi, la deflazione è virtuosa, non il contrario.

Al contrario, il denaro inflazionistico basato sul debito crea un'economia da tapis roulant che spinge perniciosamente le attività nella disuguaglianza della ricchezza. I plutocrati in cima spendono la loro ricchezza indebita per comprare attività, mentre i livelli inferiori devono continuamente e incrementalmente spendere più del loro potere d'acquisto per rimanere in vita.

Molti economisti mainstream sostengono che le valute deflazionistiche non funzionerebbero perché:
  1. Non ci sarebbero abbastanza "unità monetarie" per acquistare tutti i beni e servizi disponibili; e
  2. Porterebbe all'accaparramento. La loro teoria afferma che le persone non spenderebbero soldi oggi, perché così facendo perderebbero il valore aggiunto che il denaro avrebbe domani.

Detlev S. Schlichter nel suo libro, Paper Money Collapse, offre uno sguardo spassionato e obiettivo sul perché il denaro fiat finisce sempre a zero, ogni volta, in tutta la storia, senza eccezioni, e cosa succederebbe invece in un ambiente con una valuta deflazionistica:
Un sistema monetario con una moneta-merce avente un'offerta essenzialmente fissa, sperimenterà una deflazione secolare. Un'economia in crescita, con un'offerta di moneta totalmente inflessibile, mostrerà una tendenza al calo dei prezzi e all'aumento costante del potere d'acquisto del denaro. Ma la domanda chiave ora è, perché dovrebbe essere un problema? Abbiamo già visto come la deflazione secolare fosse piuttosto blanda e che non abbia mai presentato alcuna difficoltà economica. [Ciò che gli economisti di oggi temono è una "spirale della morte deflazionistica", il collasso del debito e la conseguente contrazione dell'offerta di moneta, non la deflazione stessa.] Nessuna correlazione tra deflazione o recessione o stagnazione è evidente nei sistemi monetari basati sulle merci. Mostreremo ora che non ci sono motivi concettuali per considerare la deflazione come un problema.

Poi spende il resto del libro a spiegare esattamente questo. Dall'esperienza personale come commerciante che accetta pagamenti in bitcoin sin dal 2013, so che l'aumento del prezzo di bitcoin non ha rallentato il volume delle transazioni o i pagamenti aggregati (in termini di dollari).

Una valuta deflazionistica vede i prezzi scendere nel tempo con l'aumento del suo potere d'acquisto.

easyDNS Linee di tendenza delle vendite e delle transazioni in bitcoin 2013 - presente (2017)

Il grafico qui sopra mostra le linee di tendenza delle transazioni in bitcoin su easyDNS dal 2013 ad oggi. Non ho inserito la linea di tendenza dei prezzi di bitcoin, ma sappiamo tutti com'è. Vediamo chiaramente che i prezzi in BTC diminuiscono all'aumentare del prezzo, ma il volume delle transazioni e le vendite in CAD rimangono stabili con un moderato trend al rialzo.



Bitcoin è trasparente

È trasparente in due modi. Il primo: la blockchain in cui possiamo vedere il flusso di bitcoin e tutte le transazioni. E in secondo luogo, il codice sottostante è open-source.

Chiunque può guardare qualsiasi blocco nella blockchain e chiunque può scaricare il codice sorgente che gestisce tutta l'infrastruttura.

Paragonate questa radicale trasparenza con, ad esempio, la Federal Reserve, che ha un monopolio esclusivo sulla creazione del denaro e lo crea dal nulla. Inoltre è (indirettamente) di proprietà di un cartello di banche private e opera senza sorveglianza. Questo è il punto cruciale dell'attuale periodo monetario. Per lungo tempo è stato possibile respingere le critiche a questo sistema come "teorie della cospirazione", ma visto il danno che le politiche della FED hanno causato all'economia in generale, è sempre più difficile ignorare questa realtà.

Chiunque analizzi questo sistema andando oltre la narrativa mainstream, potrebbe arrivare alla stessa conclusione a cui sono arrivato io qualche tempo fa.

Antifragile

Nassim Taleb, nel suo lavoro editoriale con lo stesso titolo, ha inventato il termine "antifragile" per descrivere qualsiasi fenomeno che diventa più forte quando incontra la volatilità. La "morte imminente di bitcoin" è probabilmente l'unica cosa che è stata predetta ancor più della "morte imminente di Internet", un tema ricorrente ricorrente negli anni '90.

Entrambe le tecnologie, Internet e le criptovalute, sono protocolli decentralizzati, in gran parte open source, che hanno trasformato la nostra civiltà.

Queste qualità rendono le criptovalute un anatema per il denaro fiat basato sul debito. In quanto tali rappresentano una minaccia per tecnocrati, banchieri, politici in carriera o complici di cartelli aziendali, la cui posizione dipende dalla loro vicinanza e dalle relazioni con l'apparato monetario che crea denaro e lo distribuisce preferenzialmente tra questa rete.



Che cosa significa tutto questo?

Quando ci poniamo questa domanda, torniamo all'affermazione di Graeber secondo cui l'intero sistema monetario è un meccanismo di controllo che utilizza il debito per tenere in riga la popolazione.

Questo è stato ampiamente tollerato da una popolazione che è in gran parte ignorante riguardo il funzionamento del sistema monetario e di come li renda schiavi. Lo stesso Keynes ha osservato che:
Con un continuo processo di inflazione, i governi possono confiscare, segretamente e inosservati, una parte importante della ricchezza dei loro cittadini. Non vi è alcun mezzo più subdolo e sicuro per rovesciare le basi esistenti della società che svalutare la valuta. Il processo coinvolge tutte le forze nascoste della legge economica, e lo fa in un modo che nessun uomo su un milione sia in grado di diagnosticare.

Per molto tempo Keynes ha avuto ragione. Poi, mentre il super ciclo del debito secolare ha iniziato a crescere, sono successi un paio di eventi chiave.

Il primo è la crisi finanziaria globale del 2007-2009 e la presunta "esperienza pre-morte" dell'economia moderna. Wall Street è stato salvato con denaro a pioggia e l'ha usato per darsi dei bonus, mentre la classe media è stata decimata e continua ad essere mantenuta nella povertà. C'era una certa incongruenza in questa immagine; da una parte, l'incompetenza e l'incoscienza finanziaria sono state premiate, mentre la classe media che seguiva le regole è stata penalizzata.



I 95 white paper

È stato in quel momento che è apparso il white paper di Satoshi, proponendo un modo diverso di strutturare il sistema monetario.

Nessuno se n'è accorto, ma ha innescato una catena di eventi come le "95 tesi" di Martin Lutero. A quel tempo, il risultato fu la Riforma protestante e la Chiesa cattolica non riacquistò mai più la sua posizione di potere centrale.

Un documento che ha galvanizzato un intero movimento, e più il Papato cercava di contrastare Lutero in modo da contenerlo, più il protestantesimo si diffondeva più rapidamente; ancora una volta l'antifragilità.

Il protestantesimo ha presentato sufficienti benefici ad un numero sufficiente di case reali in tutta Europa che, se confrontato con il papato autoritario e decadente, il lato positivo del nuovo paradigma sembrava migliore del vecchio sistema; ed è proprio quello che sta succedendo oggi nella sfera monetaria.

Nei primi anni dopo il lavoro di Satoshi, bitcoin non ha irrotto nella coscienza pubblica, ma le ruote erano certamente in movimento, e quelle persone che avevano molto in gioco e stavano comprendendo l'ipocrisia e la capricciosità — per non parlare della distruttività dell'attuale regime monetario — vi stavano prestando molta attenzione.

Non è stato fino ad un altro evento, anni dopo, che le persone avrebbero iniziato a vedere l'efficacia delle criptovalute nella protezione della ricchezza e dei risparmi. Quell'evento è stato il bail-in di Cipro. Il quadro per "contenere" quell'evento è stato rapidamente adottato da altre nazioni. È diventato legge qui in Canada:
Nel caso improbabile che una banca di rilevanza sistemica esaurisca il proprio capitale, la banca può essere ricapitalizzata e restituita alla redditività attraverso la conversione di alcune passività bancarie in capitale regolamentare.

Questa disposizione, originariamente del governo Harper, è stata reiterata da quello Trudeau.

Simile a quanto "un uomo su un milione" sia in grado di diagnosticare l'inflazione, si presume che ancora meno sappiano che "determinate passività bancarie" sono in realtà i risparmi dei depositanti.

Ma la gente sa cosa significa. Peggio ancora, ogni volta che quelle banche si avvicinavano all'insolvenza, noi eravamo quelli che avrebbero dovuto sostenerle. Le banche sono "troppo grandi per fallire". Tutti gli altri sono sacrificabili.



Bitcoin è un buco in un edificio in fiamme
"Ho pensato che bitcoin fosse come un buco nel muro di un edificio in fiamme. L'edificio in fiamme è il petrodollaro. Il buco nel muro non soddisfa alcuna definizione standard di porta. Non passerebbe l'ispezione di un edificio e potrebbe non durare a lungo. Sicuramente sarà sostituito da qualcos'altro nel lungo periodo. Ma a breve termine, nessuno all'interno di quell'edificio in fiamme si preoccupa davvero di tutto questo e quelli che prima hanno sentito odore di fumo lo hanno usato. Ne seguiranno molti altri e, purtroppo, alcuni moriranno avvolti dalle fiamme. Ci sono anche altre uscite dall'edificio, alcune potrebbero essere più sicure di altre, ma la cosa più importante è uscire dall'edificio in fiamme il più rapidamente possibile." ~ da un commento su Zerohedge alla Parte I di questo articolo (L'unica cosa che vorrei aggiungere è che le altre uscite portano ad altri edifici in fiamme.)

E questo ci porta infine a ciò che penso sia veramente bitcoin. È un tipo di fuga di capitale/valuta. In un certo senso, (e non ho coniato io questa analogia; è stato Stefan Molyneux) tutte le valute fiat stanno vivendo un collasso iperinflazionistico rispetto a bitcoin. Ha senso — il risultato logico della vasta stampa monetaria del secolo scorso, è uno scoppio inflazionistico. Ma ciò evoca immagini della Germania di Weimar e carriole piene di denaro, il recente crollo dello Zimbabwe, o forse del Brasile. Sembra tutto così impensabile qui.

Eppure, eccoci con bitcoin in bolla, azioni in bolla, obbligazioni in bolla, immobili in bolla. Tutto è in bolla? Oppure stiamo vivendo un crash al rallentatore del sistema monetario fiat sottostante? Non un romanzo di James Rawles sulla "fine della civiltà", ma piuttosto un esodo di massa verso qualcosa che viene percepito come "un asset".

Detto questo, anche se fosse vero, non significa che "il prezzo di bitcoin salirà per sempre". Anche gli episodi iperinflazionati durano di solito solo dai 12 ai 18 mesi, dopo i quali entra in gioco un nuovo sistema valutario.

Quello a cui stiamo assistendo potrebbero essere i primi inning che inaugurano la fine del dollaro USA come valuta di riserva mondiale e l'inizio di "ciò che viene dopo". Il fatto che l'egemonia del dollaro USA finirà, non sarà una sorpresa per nessuno, neanche per gli economisti mainstream.

Quindi, sebbene nel corso della storia ci siano state solo una manciata di innovazioni monetarie, ci sono stati molti sistemi valutari, ognuno nato, cresciuto e crollato solo per lasciare posto a quello successivo.

Ciò che può essere unico in questo caso è che siamo testimoni di un cambiamento a due facce: il passaggio da un sistema di denaro fiat basato sul debito ad un sistema di criptovalute decentralizzate.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 17 luglio 2018

Cosa non è bitcoin: uno schema di Ponzi, un sistema scoperto, una mania come quella per i tulipani





di Mark E. Jeftovic


"[Bitcoin] non finirà bene, è una truffa... peggio dei bulbi di tulipani... [ma] se foste uno spacciatore di droga, un assassino, cose del genere, è meglio farlo in cambio di bitcoin che in dollari USA." ~ Jamie Dimon: CEO, JP Morgan

"Titolo: JPMorgan colpevole di riciclaggio di denaro, ha cercato di nasconderlo al regolatore svizzero." ~ Cointelegraph

Data l'ultima serie di massimi di prezzo storici di bitcoin, i detrattori stanno facendo gli straordinari per dimostrare che la criptovaluta sia uno schema di Ponzi, una truffa, o, perlomeno, una bolla. Stranamente molti di questi stessi detrattori passano molto tempo a fare il tifo per "l'altra bolla", quella di tutti gli asset: azioni, obbligazioni, proprietà immobiliari, persino gli ETF di ETF.

È facile fare confronti superficiali tra le mele e i cacciaviti sul motivo per cui bitcoin è destinato a fallire, almeno finché non si impiega un po' di tempo per esaminarlo. Quando l'ho conosciuto per la prima volta nel 2013 e l'ho studiato, mi sono reso conto che "è davvero diverso" e il motivo era dovuto a qualcosa che John Kenneth Galbraith aveva scritto una volta. In “A Short History of Financial Euphoria”, Galbraith scrisse:
Il mondo della finanza saluta l'invenzione della ruota più e più volte, spesso in una versione leggermente più instabile. Tutta l'innovazione finanziaria coinvolge, in una forma o nell'altra, la creazione di debito cartolarizzato in misura più o meno coperta da asset reali. (enfasi aggiunta)

Quando si guarda alla storia, questa frase descrive accuratamente ogni bolla finanziaria dalla mania per i tulipani alla crisi del 2008 e oltre.

Dove non è applicabile è proprio nei confronti di bitcoin. Le criptovalute, almeno al momento, non hanno leva e sono quasi impossibili da acquistare a credito. In altre parole, se le bolle degli asset si gonfiano in gran parte attraverso la leva finanziaria, e comparativamente non c'è alcuna leva in bitcoin, allora è qualcos'altro che lo muove.

Detto ciò…



Il prezzo di bitcoin è secondario

Certo, al momento è uno spettacolo molto eccitante per coloro che sono a bordo. Un cliente di vecchia data mi ha inviato un'email mentre stavo scrivendo questo articolo: "A che punto i profitti di easyDNS riguardo l'accettazione e possesso di bitcoin hanno superato gli effettivi profitti operativi dell'azienda?" Non l'avevo mai considerato, ma un rapido calcolo ha rivelato che anche dopo aver comprato oro (non il mio più grande trade), staremmo parlando di qualcosa che è accaduto l'anno scorso.

Ma l'azione dei prezzi non è ciò che entusiasma riguardo bitcoin e la rivoluzione delle criptovalute. Ciò che è eccitante è che il monopolio centralizzato, controllato dai banchieri centrali, sull'emissione del denaro è finito. Anche se riusciranno a cooptare alcune importanti criptovalute, o ad emettere le proprie, la Legge di Gresham si farà valere in quanto i gestori di capitali selezioneranno una criptovaluta veramente decentralizzata in cui potranno controllare, o avranno la possibilità di controllare, le loro chiavi private per custodire in modo sicuro la loro ricchezza mentre useranno la versione statale per pagare le tasse, ecc.

Qualunque sarà la "moneta digitale" emessa dallo stato nel prossimo futuro, sospetto che sarà centralizzata con la custodia o l'affidamento delle chiavi private. Qualora dovesse accadere una cosa del genere, non dovrebbe nemmeno essere chiamata criptovaluta. Dovrebbe essere chiamata "pseudo-criptovaluta".

Date le analogie per lo più cattive e le critiche infondate che vengono rivolte a bitcoin, diamo prima un'occhiata a cosa non è bitcoin. Quindi domani, nella Parte II, vedremo cos'è e perché è diverso.



Cosa non è bitcoin: “Coperto da niente”

Questa è la critica di quelle persone che non capiscono che le criptovalute si basano sulla matematica, sull'open-source e sul consenso. Pensano che i bitcoin possono semplicemente essere creati "a volontà" e sono coperti dal nulla.

Lo dicono come se la valuta di riserva del mondo, il dollaro USA, fosse "coperto da qualcosa" e non lo è sin dal 1971; e come se non potesse essere creato a volontà.


Infatti, come ha continuato Galbraith:
Questo è risultato vero in una delle prime apparenti meraviglie: quando le banche scoprirono che potevano stampare banconote e distribuirle ai mutuatari, nonostante eccedessero i depositi di sound money nelle camere blindate delle banche.

Tutte le valute fiat sono scoperte e possono essere create a volontà (questo è ciò che in realtà significa la parola "fiat"), e forse all'insaputa di molti, siamo ora in una lunga guerra globale tra valute. Ogni nazione sta cercando di svalutare la propria valuta contro i propri partner commerciali in modo che possano:
  1. dare ai loro esportatori un vantaggio competitivo;
  2. incamerare le valute più forti per fare soldi sul cambio; e
  3. ripagare i loro debiti in continua espansione con valuta svalutata

Questo è il motivo per cui il potere d'acquisto di tutti sta diminuendo, nonostante accademici di ruolo e banche centrali si lamentino incessantemente di una "bassa inflazione" e di modelli politici che parlano sempre di una "moneta forte".

Bitcoin non è: "Coperto da niente"
Cosa lo è? Il dollaro USA e ogni altra moneta fiat nel mondo.



Cosa non è bitcoin: “Uno schema di Ponzi”

L'idea che bitcoin, o la maggior parte delle criptovalute, siano "uno schema di Ponzi" è facilmente smentita dalla comprensione di cosa sia realmente uno schema di Ponzi.

Come osservato in CryptoAssets (Burniske & Tartar, 2017), è molto semplice: i nuovi investitori pagano i vecchi investitori.

È importante rendersi conto che in uno schema di Ponzi, i primi investitori sono letteralmente pagati con i fondi che vengono iniettati dai nuovi investitori (a differenza degli investitori successivi che devono pagare prezzi più alti a quelli precedenti per indurli a separarsi dai loro asset).

Finché il numero di nuovi investitori e, quindi, l'afflusso di fondi è in crescita ad un ritmo più veloce dei pagamenti agli investitori precedenti, lo schema di Ponzi va avanti. Quando i pagamenti attesi superano il tasso di fondi in entrata, lo schema di Ponzi finisce.

Non è necessario guardare molto lontano per trovare meccanismi che si adattano esattamente alla definizione: la previdenza sociale è uno schema di Ponzi classico. La realtà demografica di oggi ci presenta la generazione dei baby boomer che lentamente va in pensione e le generazioni successive sono molto più ridotte, penalizzate ulteriormente dal calo dei salari reali, dalla crescente tassazione, dal potere di acquisto in discesa e da ritorni sui risparmi praticamente infimi; questo schema di Ponzi è nella sua fase terminale.

(Dato che questi venti contrari che affrontano le generazioni successive possono essere riassunti con la frase "repressione finanziaria", è logico che il capitale "fugga" verso qualche risorsa o valuta che sembra resistente ai loro occhi).

Certo, l'attuale mania delle ICO probabilmente include alcuni schemi di Ponzi. Il libro Cryptoassets ne descrive uno ad esempio, OneCoin, oltre a come individuarne tra le varie criptovalute. Sarei stato titubante persino a definire criptovaluta OneCoin. Non era open-source e non aveva una blockchain pubblica.

In bitcoin e in altre vere criptovalute, i primi possessori non ricevono bitcoin dai successivi partecipanti. In effetti sta accadendo esattamente il contrario. I successivi partecipanti devono attirare quelli precedenti affinché si separino dai loro bitcoin. Poiché i bitcoin non possono essere creati a piacimento, vengono estratti ad un ritmo che cala nel tempo (quest'anno verranno estratti circa 640,000 nuovi bitcoin, circa il 3.8% dell'offerta totale).

La domanda di bitcoin sta semplicemente superando l'offerta (per ragioni che discuteremo nella Parte 2). Se la suddetta azione dei prezzi aumenta drammaticamente (ad esempio, il bitcoin diventa improvvisamente la classe di asset con il rendimento più elevato al mondo), si verificherà un ciclo di feedback: sarebbero necessari prezzi sempre più alti per indurre i detentori precedenti a vendere.

Bitcoin non è: uno schema di Ponzi
Cosa lo è? La previdenza sociale



Cosa non è bitcoin: “Una mania simile a quella dei tulipani”

Quanto sopra descritto è la stessa dinamica che si verifica in ogni "mercato toro", poiché l'acquisto genera più acquisti ed entra in gioco "la paura di perdere il momento giusto". Si dice che uno dei più accurati indicatori della "felicità" sia strettamente correlato a quanta ricchezza in più si ha rispetto al proprio cognato. Alex J Pollock lo descrive nel libro, Boom and Bust: Financial Cycles and Human Prosperity, come "l'esperienza inquietante di guardare i propri amici diventare ricchi".

Il trucco sarebbe quello di comprendere quando un mercato toro sfocia nella bolla. Una delle analogie più popolari affibbiate a bitcoin è quella della mania per i tulipani: la bolla finanziaria che si verificò nel 1630 ad Amsterdam con i bulbi di tulipani. Bitcoin viene spesso paragonato a questa mania, e allora mi sono deciso a studiarla per vedere se esistessero per davvero analogie.

Ciò che ho scoperto è che la maggior parte di ciò che conosciamo oggi sulla mania per i tulipani è superficiale e autoreferenziale, derivante in primo luogo da uno dei capitoli del libro di Charles Mackay, "Extraordinary Delusions and the Madness of Crowds" (1841). Sono solo 9 pagine di prove aneddotiche, le quali descrivono i prezzi ridicoli pagati dall'olandese pragmatico e poi come tutto fosse finito in bolla.

Poi ho trovato il libro di Ann Goldgar, Tulipmania: Money, Honor and Knowledge in the Dutch Golden Age, un'indagine più approfondita sull'ascesa e la successiva caduta della cosiddetta Tulipmania. In esso apprendiamo i riferimenti circolari sulla Tulipmania che sono stati tramandati fino ai giorni nostri:
Se seguiamo queste storie nel corso dei secoli, scopriamo quanto siano deboli le loro basi. In realtà, si basano su uno o due pezzi contemporanei di propaganda e una quantità prodigiosa di plagi. Da qui è nata la storia moderna sulla Tulipmania.

Descrive cosa abbia indotto MacKay a scrivere quel capitolo del suo libro:
La fonte principale di Mackay era Johann Beckmann, autore di Beytrage zur Geschichte der Erfindungen, che, come A History of Inventions, Discoveries and Origins, ha visto molte edizioni in inglese dal 1797 in poi. La fonte principale di Mackay erano le preoccupazioni di Beckmann riguardo le speculazioni finanziarie dei suoi tempi, ma le sue fonti erano sospette.

Si basavano principalmente su Abraham Munting, uno scrittore botanico della fine del diciassettesimo secolo. Il padre di Munting, anche lui un botanico, aveva perso denaro con i tulipani, ma Munting, scrivendo nel 1670, non era certo un testimone oculare affidabile. Le sue stesse parole, spesso testuali, provenivano principalmente da due luoghi: il racconto storico del cronista Lieuwe van Aitzema nel 1669, e uno dei più lunghi pezzi di propaganda contro il commercio, il Samen-spraech tusschen Waermondt ende Gaergoedt di Adriaen Roman del 1637. Poiché Aitzema stava basando la sua cronaca su pamphlet, ci è stata tramandata un'immagine della tulipmania basata quasi esclusivamente sulla propaganda, citata come se fosse un fatto. (enfasi aggiunta)

La Goldgar aiuta il lettore a ricercare la vera comprensione della tulipmania dando uno sguardo al 1590, quando non c'erano tulipani in quella che oggi è l'Olanda, o, di fatto, in tutta l'Europa. I giardini erano puramente funzionali, progettati per la coltivazione di cibo, erbe o medicinali. Poi i tulipani e altre curiosità iniziarono ad entrare nel Paese e in Europa dalle navi mercantili che commerciavano nel Mediterraneo e nell'Estremo Oriente.

Apparve per la prima volta il "giardino dei fiori" ed era spettacolare, dando origine ad un intero movimento di collezionisti e appassionati che, all'inizio, erano ricchi. Negli anni successivi sempre più persone cercarono, e poi specularono, il commercio dei tulipani non solo per il profitto, ma per entrare in quella che percepivano essere una classe economica o uno status superiore.


A rischio di semplificare il suo lavoro, il commercio dei tulipani si intrecciò con quello dell'arte.
Il collezionismo nel mondo dell'arte sembrava andare a braccetto con la raccolta dei tulipani. Ciò significava che la mania dei tulipani era parte di una mentalità molto più grande, una mentalità fatta di curiosità, di eccitazione e di collegamento tra i mondi apparentemente disparati di arte e natura. Inserì anche il tulipano in un mondo sociale in cui i collezionisti cercavano uno status sociale e cercavano di rappresentare sé stessi come conoscitori l'uno dell'altro e di sé stessi.

Più ho approfondito la comprensione della mania dei tulipani, più non potevo fare a meno di pensare che l'analogia fosse più applicabile ad una "classe di asset" diversa che fu protagonista di una bolla epocale, ma non bitcoin o le criptovalute. Per sostenere il mio punto, bitcoin non è stato spinto dall'arte, dalla bellezza o da alcuna parvenza di collezionismo, ma è emerso principalmente come una resistenza alla repressione finanziaria.

Qualcosa che è stato spinto dall'unicità e, fino a poco tempo fa, ha goduto di un'azione stratosferica sui prezzi erano i nomi di dominio. Non è questo il luogo dove condurre un post-mortem di quella bolla, ma basti dire che le caratteristiche dei nomi di dominio assomigliavano più a quelle dei bulbi di tulipani rispetto a bitcoin. (Per coloro interessati, ho scritto un lungo saggio su questo argomento qui e qui.)

Bitcoin non è: una mania dei tulipani
Cosa lo è? I nomi di dominio

Se Bitcoin non è un dispositivo digitale supportato dal nulla, né uno schema di Ponzi, né una mania simile a quella dei tulipani, allora che cos'è? Perché è sbucato fuori dal nulla per diventare l'asset/valuta più performante e in più rapida crescita al mondo?

Quando ho iniziato a scrivere questo articolo, non ero sicuro di me stesso. Dovevo tornare nella mia biblioteca e cercare di trovare un antecedente per quello che stava succedendo. Dopo aver guardato alle origini del denaro stesso, non ero ancora più vicino ad un modello mentale che "funzionasse".

Poi, verso le 2 di notte dell'altra notte, mi sono svegliato consapevole che stavo cercando nel posto sbagliato e tale idea mi ha colpito con una tale forza che ho avuto difficoltà a riaddormentarmi.

Ve lo dirò nella seconda parte. Ma nel frattempo vi lascio con un altro CEO di una mega banca, la cui interpretazione di tutto questo è molto diversa da quella di Jamie Dimon. L'amministratore delegato di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, riflette sul motivo per cui è del tutto plausibile che il denaro possa evolvere dalla cartamoneta fiat a qualcosa basato sul consenso. Queste sono solo alcune delle osservazioni veramente straordinarie che provengono da un uomo nella sua posizione.




[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.blogspot.it/